Quando si dice “Anche l’aria mi fa ingrassare”

29 settembre 2018

Se l’inquinamento “alza” i livelli di Insulina, noi possiamo evitare di contribuire a peggiorare la situazione seguendo un’alimentazione che non stimola la produzione di questo ormone.

Secondo una ricerca pubblicata sull’autorevole rivista Lancet, si è scoperto che alcune molecole presenti negli ambienti particolarmente inquinati, sono in grado di modificare la produzione da parte del nostro organismo dell’ormone Insulina e di creare – sempre nel nostro organismo -, uno stato di infiammazione.

Questo effetto sarebbe così importante che secondo i dati di questa ricerca, nel 2016 l’inquinamento atmosferico avrebbe addirittura causato un incremento di 3,2 milioni di nuovi casi di diabete nel mondo, pari al 14% di tutti i casi della medesima malattia diagnosticata in quell’anno.

Purtroppo quando parliamo delle cause del diabete e quindi di un’alterata risposta insulinica e di uno stato infiammatorio, parliamo nello stesso momento anche dei medesimi fattori che sono alla base del meccanismo di accumulo di massa grassa che si può verificare ben prima di arrivare allo stato della patologia diabetologia, e che si sta manifestando come fenomeno in costante aumento anche in persone di età estremamente giovane.

In questo senso, notare che il nostro corpo inizia a cambiare forma senza che vi siano eccessi alimentari o eventi particolarmente stressanti, dovrebbe farci alzare la soglia di attenzione perché prima della patologia, potremmo notare questi cambiamenti.

Molte volte abbiamo parlato del fatto che l’accumulo di massa grassa nel nostro organismo è causato da un utilizzo “sbagliato” di carboidrati che ha come conseguenza un’alterazione della risposta insulinica in ognuno di noi.

Questo porta all’accumulo di un eccesso di massa grassa e quindi al fenomeno dell’ingrassamento vero e proprio. Abbiamo anche più volte detto che è molto più semplice ingrassare per un utilizzo maldestro di alimenti che hanno azione sull’ormone Insulina (per la maggior parte carboidrati ad alto indice glicemico), che per un abuso calorico, come per molti anni invece si è creduto.

Ciò che risulta stupefacente in questa ricerca, è il fatto che vi siano delle sostanze chimiche che sono in grado di agire sulla nostra risposta insulinica pur non essendo degli alimenti e non appartenendo alla categoria dei carboidrati: in pratica si comportano da carboidrati ma non ne sono minimamente parenti.

Qualcosa era già stato detto alcuni anni fa per quanto riguardava gli ftalati, sostanze presenti nelle bottiglie di plastica che sembra abbiano il potere attivare i geni che predispongono all’ingrassamento, ma queste ricerche non hanno mai avuto una grande risonanza forse a causa dell’enorme utilizzo della plastica che oramai sembra essere quasi irreversibile.

Con questa ricerca pubblicata sul Lancet, l’allarme scatta anche nei confronti dell’aria che molti di noi quotidianamente respirano. Molti esperti si sono affrettati a dire che ciò succede anche perché nelle città molto inquinate in genere la gente non pratica attività fisica per mancanza di tempo e quindi la soluzione per combattere questa tendenza all’aumento del diabete è muoversi di più. Onestamente mi fa un po’ sorridere questo tipo di approccio.

Serve una soluzione che contrasti il meccanismo di base che genera il problema e serve un’azione costante e quotidiana.

Se le sostanze chimiche presenti nell’aria “mimano” l’azione dei carboidrati dando un innalzamento dei livelli di Insulina con le conseguenze già citate, ciò che è fondamentale fare sarà utilizzare un’alimentazione anti infiammatoria che possa contrastare l’effetto pro infiammatorio dell’inquinamento e utilizzare come fonte di carboidrati SOLO ed esclusivamente alimenti a basso indice glicemico privilegiando grandissime quantità di verdura e moderate quantità di frutta.

Da limitare al massimo i carboidrati ad alto indice glicemico.

ALIMENTI SÌ E ALIMENTI NO

Le fonti di proteine ideali per l’azione anti infiammatoria saranno il pesce e l’albume d’uovo; carne bianca o rossa SOLO se proveniente da animali alimentati in maniera naturale e non da allevamenti intensivi. Olio extra vergine di oliva come fonte di grassi poiché anche ricco di polifenoli.

Verdura tutta e in grande quantità (ad eccezione di carote, patate, legumi e pomodori fuori stagione). Tuttavia sarà fondamentale evitare la frutta estiva molto zuccherina soprattutto nei mesi di luglio ed agosto.

Integrare con:

  • Tantissimi polifenoli per non dover esagerare con la frutta che comunque contiene zucchero.
  • Omega 3 per la sua straordinaria azione anti infiammatoria.

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Daniela Morandi
Daniela Morandi è Nutrizionista e Naturopata. Si è specializzata negli USA nella Strategia Nutrizionale Zona direttamente con il dr. Barry Sears -suo inventore-, con il quale collabora nella ricerca e diffusione della stessa in Europa. È l’unica professionista che ha pubblicato e tutt’ora pubblica con Barry Sears in qualità di co-autore e che lo stesso ha nominato Top Zone Coach in Europa, sia per competenze tecniche, sia per essere stata in grado di integrare la precisione biochimica con la creatività, ottenendo raffinate ricette e traducendo in Zona anche creazioni di grandissimi chef. La sua passione, i continui studi di psicologia e Coaching, oltre alla naturale predisposizione per la conoscenza dell’animo umano, fanno di Daniela Morandi una consulente che si distingue per la capacità di ascoltare e guidare le persone nel trovare la strada più giusta.
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