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La barriera cutanea

Speciale Ecosistema Pelle

Creare prodotti per la cura della pelle basandosi sull’unione fra principi attivi noti alla comunità scientifica e principi attivi ottenuti da processi sostenibili e rinnovabili è oggi inevitabile. L’obiettivo è unire i poteri della natura e della scienza per proteggere la bellezza della pelle.

Mentre entriamo in un nuovo decennio, entriamo anche in un mondo imprevedibile e in continuo cambiamento. Le preoccupazioni per il clima, la società civile, la salute e le prospettive economiche prevalgono nel panorama macroeconomico.

IL MICROBIOTA

Questa incertezza influenza le nostre abitudini di consumo, ma anche le nostre scelte di bellezza. Gli studi sulla funzione epidermica legata al microbiota sono sempre più numerosi, e si è pienamente compreso quanto valore abbia la protezione della biodiversità della cute. Il nostro ecosistema microbiotico è un alleato essenziale del nostro patrimonio di bellezza. Per prendersi cura del microbiota, ingredienti probiotici e adattogeni possono aiutare a riequilibrare e proteggere la flora epidermica. Ogni persona vive in simbiosi con il proprio microbioma. La pelle fornisce ai batteri un habitat e sostanze nutritive, mentre l’ecosistema batterico protegge dalla penetrazione di agenti patogeni che causano disagi importanti. Il microbioma è parte integrante del mantello idrolipidico acido: protegge dalla penetrazione degli agenti patogeni e preserva il suo habitat. Il microbioma sopporta molto bene le condizioni acide intorno al pH 5, mentre gli agenti patogeni non possono tollerare tali condizioni.

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Lo squilibrio del microbioma cutaneo potrebbe essere collegato a manifestazioni di sensibilità. Questa intuizione si basa su due osservazioni fondamentali.

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Il primo è che la pelle sensibile è spesso sofferente, mentre un microbioma ricco e variegato è associato a una pelle senza disturbi, il secondo è che la pelle secca e arrossata presenta spesso un microbioma impoverito, ma quando torna normale, anche il microbioma torna alla normalità. Un microbioma sbilanciato può portare a condizioni come la pelle secca e sensibile o anche a malattie infiammatorie come l’acne o la dermatite atopica.

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LA CLOROFILLA E PCA

I probiotici influenzano la capacità dell’epidermide di adattarsi con successo al costante cambiamento ambientale in diversi modi: aiutano il recupero della ricchezza microbica, cioè il numero di specie batteriche, sostengono il recupero della diversità microbica, ovvero l’uniformità della distribuzione delle specie microbiche e aiutano il recupero della composizione microbica per favore la funzione barriera. La clorofilla è invece un nutriente vegetale che ha dimostrato proprietà interessanti nel ridurre la comparsa di arrossamenti, la dimensione dei pori, ma anche i piccoli sfoghi cutanei e le macchie. Appartiene alla classe dei carotenoidi, presenta quindi molti doppi legami che la rendono un ottimo antiossidante, ma può decomporsi più velocemente del carotene, quindi, deve essere stabilizzata in formula. Come i caroteni e le xantofille, può proteggere dagli effetti negativi dell’eccessiva luce solare, grazie alle sue proprietà antiossidanti, catturando i radicali liberi dell’ossigeno ed eliminando efficacemente i radicali perossilici. L’acido pidolico è conosciuto meglio come acido pirrolidon carbossilico o Sodium PCA, perché generalmente salificato. È un ingrediente ben noto alla comunità scientifica, un vero caposaldo della cosmesi per la sua capacità idratante naturale. Può essere definito come vero e proprio “reidratante cutaneo”, perchè deriva da componenti del fattore idratante naturale della pelle (NMF) che ha lo scopo di migliorare i livelli di idratazione naturale della pelle perché rimanga liscia e intatta.

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