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Gravidanza e puerperio

Coerentemente con i princìpi generali della normativa europea di tutela della salute nei luoghi di lavoro, al datore di lavoro è affidato il compito di valutare periodicamente anche i rischi derivanti dalle attività svolte in azienda per la gravidanza e l’allattamento.

In merito a questo tema, il datore di lavoro dovrà sempre tenere conto sia della salute della donna che di quella del bambino, oltre che di prevedere le conseguenti misure di protezione e prevenzione, comprese eventuali modifiche di orario e condizioni di lavoro o lo spostamento ad una mansione non a rischio. La valutazione deve essere effettuata in collaborazione con le figure aziendali previste dal D. Lgs. 81/08, in particolare il Medico Competente che riveste un ruolo decisivo nell’individuazione delle mansioni pregiudizievoli e delle conseguenti misure di tutela da adottare. Determinante quindi è una tempestiva comunicazione del proprio stato al datore di lavoro. La valutazione dei rischi a carico del datore di lavoro prevede prima di tutto l’identificazione dei lavori vietati (per i quali è previsto l’allontanamento durante la gravidanza e, in alcuni casi, fino a sette mesi dopo il parto) e, relativamente ai restanti lavori, l’individuazione di possibili fattori di rischio residuo per la gravidanza (per esempio: l’orario, i turni, la postura fissa, ecc.), per i quali devono essere adottate misure protettive. In secondo luogo, il datore di lavoro deve valutare, in relazione all’organizzazione aziendale, la possibilità di spostamento a mansioni compatibili con la gravidanza e con il periodo post-partum. Anche nel caso di aziende con meno di dieci dipendenti, è opportuno che resti in azienda una traccia scritta sia della valutazione del rischio che dell’informazione alle lavoratrici.

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Il fattore “tempo” è fondamentale, in quanto è proprio nel primo trimestre di gestazione che la donna e il feto sono più vulnerabili a determinati pericoli

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PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO

Postura eretta prolungata

Mutamenti fisiologici in corso di gravidanza (maggior volume sanguigno, aumento delle pulsazioni cardiache, dilatazione generale dei vasi sanguigni e possibile compressione delle vene addominali o pelviche) favoriscono la congestione periferica durante la postura eretta. La compressione delle vene può ridurre il ritorno venoso con conseguente accelerazione compensativa del battito cardiaco materno e il manifestarsi di contrazioni uterine. Se la compensazione è insufficiente ne possono derivare vertigini e perdita di coscienza.

Postura incongrua

È potenzialmente pericoloso lavorare in posti di lavoro ristretti o in postazioni non sufficientemente adattabili per tenere conto del crescente volume addominale, in particolare nelle ultime fasi della gravidanza.

Lavori notturni

Il lavoro notturno può avere ripercussioni sulla salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento. L’affaticamento mentale e psichico aumenta durante la gravidanza e nel periodo post- natale a causa dei diversi cambiamenti, fisiologici e no, che intervengono.

Movimentazione manuale dei carichi

La movimentazione manuale dei carichi pesanti è ritenuta pericolosa in gravidanza in quanto può determinare lesioni al feto e un parto prematuro. Con il progredire della gravidanza la lavoratrice è esposta ad un maggior rischio di lesioni causato dal rilassamento ormonale dei legamenti e dai problemi posturali ingenerati dalla gravidanza.

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Periodi prolungati in piedi durante la giornata lavorativa determinano per le donne un maggior rischio di parto prematuro

Esposizione a rumore

L’esposizione prolungata a rumori forti può determinare un aumento della pressione sanguigna e un senso di stanchezza. Evidenze sperimentali suggeriscono che una esposizione prolungata del nascituro a rumori forti durante la gravidanza può avere un effetto sulle sue capacità uditive dopo la nascita.

Esposizione a sollecitazioni termiche

Durante la gravidanza le donne sopportano meno il calore ed è più facile che svengano o risentano dello stress da calore. Anche il lavoro a temperature molto fredde può essere pregiudizievole per la salute per gestanti, nascituro e puerpere. I rischi aumentano in caso di esposizione a sbalzi improvvisi di temperatura.

Esposizione a radiazioni non ionizzanti (NRI)

Al momento attuale non esistono dati certi sugli effetti provocati sulla gravidanza o sull’allattamento dalle radiazioni non ionizzanti, ma non si esclude che esposizioni a campi elettromagnetici intensi possano determinare un rischio accresciuto per il nascituro. Sulla base degli studi epidemiologici effettuati, il lavoro al videoterminale non espone a NRI in grado di interferire con la normale evoluzione della gravidanza.

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Esposizione a sostanze o preparati classificati come pericolosi
Alcuni agenti chimici possono penetrare attraverso la pelle integra ed essere assorbiti dal corpo con ripercussioni negative sulla salute e molte sostanze materno e per questa via contaminare il bambino. Tra gli effetti degli agenti chimici sulla gravidanza molti studi hanno evidenziato il verificarsi di aborti spontanei correlati ad una esposizione occupazionale a numerose sostanze, tra cui solventi organici, gas anestetici e farmaci antiblastici, anche a bassi livelli di esposizione.

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