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Menopausa, conoscerla per accoglierla meglio

L’essere umano percorre la propria esistenza attraverso un ciclo nel quale accadono molteplici cambiamenti fisici, psicologici, relazionali e sociali segnati da specifici eventi che definiamo tappe evolutive. Sembra semplicistica una simile concezione, ma non lo è più se pensiamo che in tutto questo si sviluppa la meraviglia della vita.

Le tappe evolutive sono in parte biologicamente determinate, sono soggettive, ma risentono molto del contesto culturale e sociale nel quale viviamo. Ogni essere umano raggiunge determinati passaggi in dati momenti. I cambiamenti fisici regolati geneticamente accadono nel rispetto di un certo schema cronologico, ma i cambiamenti psicologici e sociali poiché più complessi, non è detto che stiano al passo del corpo. Culturalmente e psicologicamente accogliamo con maggiore positività le tappe evolutive che riguardano lo sviluppo del corpo fanciullo verso l’età adulta, al contrario, le tappe che segnano il passaggio all’età di mezzo verso la senilità spaventano e aprono la delicata questione dell’accettazione. La donna intorno all’età dei 50, affronta la menopausa, ovvero la fine dell’età fertile che si identifica con la naturale cessazione del ciclo mestruale per almeno 12 mesi consecutivi in assenza di interventi chirurgici. La transizione alla menopausa è un periodo delicato, caratterizzato da forte instabilità ormonale. Lo squilibrio ormonale è responsabile delle manifestazioni fisiche che tutte le donne sperimentano e del malessere psicologico caratterizzato dalla comparsa di sbalzi di umore fino ai sintomi depressivi, ansia, insonnia, astenia, difficoltà di concentrazione e memoria. Dal punto di vista psicologico la menopausa è senza dubbio quella tappa che mette in discussione l’identità femminile soprattutto se essa è fortemente legata all’ideale di un corpo giovane e fertile.

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Come in ogni passaggio evolutivo è necessario che ci sia un’integrazione dei cambiamenti e delle emozioni che essi suscitano

SENTIMENTI CONTRASTANTI
Le caratteristiche fisiologiche della menopausa sono motivo di vergogna per le donne che sentono di non avere più controllo delle reazioni del proprio corpo. La vergogna è l’emozione che nasce proprio dalla relazione con l’altro e dalla paura di non essere accettati. Alla sensazione di disarmonia con il proprio corpo si aggiunge lo stigma sociale rispetto alla menopausa, che solitamente viene letta come il passaggio dalla giovinezza alla vecchiaia. A tal proposito la questione della menopausa deve essere letta anche sul piano culturale e sociale. Diversi studi hanno evidenziato che, sebbene la menopausa sia un evento fisiologico, nei Paesi occidentali le donne vivono con maggiore timore e vergogna questo passaggio. Alla base di questa discrepanza potrebbe esserci lo stereotipo giovanilista molto radicato nella nostra società, supportata dall’equazione giovane = bello

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Questa può essere sprone ad avere cura del proprio corpo, ma talvolta un grosso limite verso l’accettazione della fine di una fase e l’inizio di una nuova, nella quale certamente sono presenti risorse e potenzialità. L’età di mezzo ricopre un periodo piuttosto lungo oggigiorno, con l’età della procreazione spostata in avanti, la realizzazione professionale e la stabilità economica raggiunte intorno ai 40-45 anni, le donne nel pieno della perimenopausa e menopausa sono donne molto impegnate professionalmente, che si occupano dei figli e dei genitori più anziani. Nella mezza età sono donne piene di energia e con il desiderio oltre che l’aspettativa sociale di dare molto.

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