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I nostri testi preferiti di Sanremo 2023

MUSIC IS BEAUTY

Come la musica celebra la bellezza, con le parole.

Quello che ci ha insegnato Sanremo con le canzoni di Tananai, Coma_Cose, Levante e gIANMARIA. 

A conclusione della 73ª edizione del Festival di Sanremo, è avanzato ancora un piccolo spazio nel nostro cuore per dedicare un pensiero a chi, sul palco dell’Ariston, per qualche secondo ci ha tolto il fiato dall’emozione. Ecco i testi delle canzoni che ci hanno fatto piangere (o quasi) nelle più lunghe serate italiane di febbraio. 

TANGO di Tananai
@tananaimusica via Instagram

“Se sono contento di quello che sto facendo è solo per Liza, Olga e Maxim, i protagonisti del mio video senza i quali questa canzone non esisterebbe. Spero che ritornerà un lunedì per tutti”.

TANGO non è la solita canzone d’amore cantata per due soliti amanti, ma è decisamente qualcosa di più: un vero e proprio messaggio d’amore e di pace che si staglia con coraggio sullo sfondo delle “palazzine a fuoco” ucraine, nella fiducia di un ricongiungimento difficile ma non impossibile.

Con due rose sul palco di Sanremo, una gialla e una blu, Tananai ha ricordato e raccontato la storia d’amore di una giovane coppia ucraina divisa dal conflitto, Olga e Maxim, e della loro piccola Liza. 

Amore mio, noi stiamo bene. Fa’ un po’ meno freddo. Ora ci sono -12 gradi, ma c’è molto vento. Comunque non abbiamo freddo… mi sta scaldando il tuo amore… e il tè. Va tutto bene. Ti adoro.” queste sono le parole che si leggono nel videoclip di TANGO; parole sofferte, dolci e nostalgiche che Maxim dedica alla sua compagna in un’ennesima fredda notte d’inverno che sta passando al fronte.

Il videoclip è un bellissimo collage di alcuni video personali che la famiglia ha registrato quando era ancora unita e altri ancora che i due innamorati si sono scambiati dopo la separazione. Immagini vere che fanno malissimo, ma che si raccontano attraverso le voci sospese e i volti testimoni di un amore che va oltre la guerra, oltre la morte.

Il conduttore di Sanremo aveva annunciato un intervento in prima serata di Volodymyr Zelensky che, però, è stato sostituito da un messaggio di speranza letto integralmente da Amadeus. A tal proposito, la giornalista ucraina Olga Tokariuk ha commentato su twitter “Al presidente ucraino Zelensky non è stato permesso parlare al festival musicale di Sanremo in Italia, ma c’è stato un potente promemoria della guerra russa contro l’Ucraina nella canzone ‘Tango’, cantata da Tananai. Una bella storia di amore, separazione e sofferenza“. 

L’ADDIO dei Coma_Cose

L’amore è protagonista anche ne L’ADDIO dei Coma_Cose. Un amore, anche questo, che trionfa su ogni tipo di conflitto. La “guerra” in questo caso è stata quella interiore che i due artisti, uniti sul palco e nella vita, hanno vissuto durante una profonda crisi dalla quale – hanno ammesso – con coraggio, ne sono usciti più forti di prima.

Magari è solo questa vita strana / Con le valigie sempre mezze fatte / Magari è solo che ci si allontana / Se si vuole ciò che si combatte/ E sparirò ma tu promettimi che / Potrò sempre ritornare da te / Se mi dimentico me, com’ero / Quando l’orgoglio era ancora intero / E comunque andrà / L’addio non è una possibilità

@coma_cose via Instagram

Una promessa, e una scommessa, d’amore che i due artisti hanno voluto interpretare direttamente sul palco di Sanremo, con una valenza emotiva particolare. Il tema che hanno voluto condividere con noi è quello del rapporto di coppia, tanto bello quanto difficile, invitandoci a prendere in considerazione l’ipotesi di poter salvare una relazione. Seguendo l’esempio dei Coma_Cose, salvo quando non sono sani, i rapporti “rotti” si possono riparare e salvare, come ci insegna anche l’arte giapponese del Kintsugi (“riparare con l’oro); solo così i sacrifici che abbiamo fatto per averli non saranno stati vani. 

Il duo, inoltre, ha annunciato il loro matrimonio. Noi aspettiamo di vederli brillare in quel giorno speciale. Intanto, vi lasciamo qui sotto uno scatto dal palco di Sanremo in cui California indossa un vestito da sposa firmato Vivienne Westwood.

Vivo di Levante

E poi abbiamo il ritorno di Levante sul palco dell’Ariston con Vivo: una canzone potente, erotica e rivoluzionaria. Tutto nasce dall’esperienza vissuta in prima persona da Claudia Lagona, in arte Levante, la quale, poco prima dell’inizio del Festival, ha svelato di aver sofferto di depressione post-partum, un grande tema tabù che accompagna il mondo femminile. Vivo è un grido alla consapevolezza e alla libertà ed è anche un grande pugno a quel pesante sacco pieno di pregiudizi e paure che circondano la nuova vita delle neo-mamme. Non esiste una maternità perfetta, esistono nuove forme, nuovi corpi, nuove vite che bisogna imparare a conoscere. Esiste anche la possibilità di una rinascita e di una trasformazione, questo vuole dirci Levante attraverso Vivo; ce lo ha detto sul palco di Sanremo con una grinta e una sensibilità riscoperte. Troppo spesso si lega l’energia sessuale femminile alla sola procreazione, quando in realtà la donna, in quanto tale, ha in sé il potere di creare, oltre che una vita, anche tutto quello che vuole. Levante è una testimonianza vivente e splendente di tutto ciò: dopo una lunga e sofferente “muta” in cui si è spogliata di tutto, ha cambiato pelle, occhi, cuore e desideri.

Vivo come viene / Vivo il male, vivo il bene / Vivo come piace a me /  Vivo per chi resta e chi scompare / Vivo il digitale / Vivo l’uomo e l’animale / Vivo l’attimo che c’è / Vivo per la mia liberazione / Vivo un sogno erotico / La gioia del mio corpo è un atto magico

MOSTRO di gIANMARIA

Last but not least, in questo Sanremo 2023 abbiamo conosciuto meglio gIANMARIA, vincitore di Sanremo Giovani 2022. MOSTRO è il titolo della sua canzone: “ma che ti sembro un mostro?” No, anzi, umanissimo e portavoce di un importante rito di passaggio dentro il quale è stato immerso lui stesso: la solitudine. Come in un flusso di coscienza, gIANMARIA penetra dentro di sé, rivelando con la luce il tanto temuto “mostro”, ovvero la sua ombra.

“Mostro” è come ci sentiamo in quel doloroso momento evolutivo che ci definisce nella gioventù; quella ricerca della propria identità, attraverso le contraddizioni, la paura e la solitudine che ci accompagna nella difficile scelta di una strada da percorrere che – purtroppo o per fortuna – è sempre diversa da quella di chi amiamo. Un sentimento, quello della solitudine, che sempre di più caratterizza le nuove generazioni iper-connesse da un mondo lontano dalla verità delle relazioni. Forse gIANMARIA ci sta confermando che la risposta alla domanda “chi sono?” si trova nella confusione di un giovane “mostro”.