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Gli oli nei trattamenti olistici

– DI RITA RIZZI

Coadiuvano l’azione delle mani, nei rituali di bellezza evocativi oggi sempre più richiesti.

RITA RIZZI Chief Manager Cosmetic Industry

In un contesto di stress e di corsa alla produttività, il rapporto con il benessere si è notevolmente evoluto negli anni recenti. Che ci si trovi al lavoro, a casa o nella vita di tutti i giorni, si avverte la necessità di ricaricarsi. Più che di una semplice parentesi di benessere, si sta passando al bisogno di una resistenza al medio e lungo termine attraverso nuovi rituali che stimolino il nostro lato zen di cui vedremo i benefici maturare nel tempo.

Negli anni ‘90 si disegnava una donna che padroneggiasse il suo corpo, che sfidasse le offese del tempo e sapesse sopportare una disciplina quasi militare. Oggi lo stato d’animo si è evoluto, e se rimanere belli più a lungo possibile rimane la fantasia assoluta, i mezzi per raggiungere questo sogno si sono ammorbiditi e stemperati in differenti approcci: gentilezza verso se stessi, una corretta alimentazione, sport, relax, tempo per se stessi. Un approccio globale sta prendendo forma.

Il benessere può essere considerato solo come insieme armonioso di tutte le parti del corpo oltre che della mente. Sia in luoghi urbani codificati e ovattati (un centro estetico può rappresentare una parentesi incantata dalla frenetica vita quotidiana), sia in ritiri esotici, è possibile riconnettersi con se stessi prendendosi cura responsabilmente del corpo e dei sensi.

A metà tra lo yoga e la meditazione, alcuni prodotti possono beatificare efficienza e sensorialità.

Gli oli ayurvedici, mutuati dalle antiche tradizioni indiane, invitano a farlo con le loro potenti sensazioni confortanti, tali da cancellare lo stress della giornata. Il culto dell’estetica in India sarebbe iniziato 5000 anni fa sulle rive del Gange. Nascono qui gli inizi del benessere globale sotto il nome di Ayurveda (da âyur “vita” e veda “sapere”), letteralmente “conoscenza della vita” focalizzata dai rishi, medici-astrologi indiani. I primi scritti in sanscrito stabiliscono precetti intrisi di una filosofia spirituale volta a restaurare la forma fisica, mentale ed estetica.

Secondo la tradizione indiana, ci sono cinque elementi: etere, aria, fuoco, acqua e terra da cui dipendono tre principi fondamentali (dosha). La combinazione di etere e aria forma Vata. Acqua e fuoco: Pitta. Terra e acqua: Kapha. Questi tre “stati d’animo”, principi di base presenti in tutti gli esseri viventi, coesistono e devono trovare un equilibrio. Ognuno si trova classificato, secondo il suo temperamento, in una di queste tre categorie dominanti. Occorre allora compensare gli eccessi alla fonte per riequilibrare il corpo.

Ecco un suggerimento di oli ayurvedici in risonanza con questa filosofia. Neem: è considerato un albero sacro nella mitologia indù. La boswellia serrata, nota come Incenso, un tempo utilizzata in trattamenti rilassanti, è ideale in un contesto di meditazione; dall’influenza ammaliante, i suoi vapori balsamici ci trasportano lontano per purificare meglio le nostre anime. L’olio di sesamo avvolge i corpi con un liquido che si dice sia la fonte dell’eterna giovinezza. Inoltre, cosa c’è di più rilassante del massaggio del cuoio capelluto con olio di sesamo?

Nella tradizione ayurvedica bellezza e salute sono intimamente legate.

Per quanto riguarda la cura della pelle, le maschere a base di legno di sandalo (con proprietà rigeneranti) sono molto apprezzate.
Anche i massaggi del corpo fanno parte dei rituali ancestrali. Le donne indiane si sono sempre prese cura del loro corpo, massaggiandolo con olio di albicocca, di sesamo e di cocco, miscelati con oli essenziali. Prima di fare il bagno, lanciano petali di fiori o oli essenziali di gelsomino, patchouli e legno di sandalo nell’acqua. Simbolo di immortalità in India, l’olio di sesamo è ampiamente utilizzato nei rituali di bellezza poiché costituisce la base delle preparazioni per i massaggi, dai più semplici ai più sofisticati.

Ad esempio, nel rituale Shirodhara, destinato ad alleviare l’emicrania e combattere l’insonnia, un filo di olio di sesamo caldo viene versato sulla fronte in un disegno preciso e continuo. Il njavarakizhi, rituale che purifica l’epidermide, rilassa e disintossica il corpo, inizia con un massaggio dei muscoli generosamente ricoperti di olio di sesamo tiepido e seguito da pressione sul corpo utilizzando un piccolo cuscinetto ripieno di zenzero, latte d’asina, farina lino e farina d’avena. Quando settembre abbandona il calore dell’estate e iniziamo a presagire i segni della stagione più fredda, sentiamo un irrefrenabile desiderio di fuga. Il corpo è desideroso di beatitudine, i sensi sono ancora in cerca di fuochi di luce, di bagni di fiori, di feste, di odori. Così distante, ma ricca di promesse inebrianti, una destinazione si impone: è l’India. Se nelle sue pagine si svela l’Ayurveda, in cui si condividono rituali di bellezza, e i sensi sono lusingati attraverso creazioni cosmetiche raffinate, basta cercare anche in un centro urbano una piccola oasi per riconnettere in perfetta armonia corpo e mente.