Il servizio nail e la figura dell’onicotecnica in salone

Il servizio nail e la figura dell’onicotecnica in salone

La grande richiesta di trattamenti di manicure e pedicure ha fatto sì che negli ultimi anni si sia assistito a un notevole incremento dell’offerta di questi servizi nei centri estetici e nei saloni. Affidarsi a onicotecniche specializzate deve essere davvero considerato un plus. L’improvvisazione, nel tempo, non paga.

All’interno di centri estetici e saloni di parrucchieri si crea una situazione paradossale tra l’importanza riconosciuta ai servizi manicure e pedicure e quella attribuita alla figura dell’onicotecnica.

Da una parte, infatti, molti centri e saloni scelgono di inserire nella propria offerta di servizi quello di manicure e pedicure prevedendo nel proprio organico una persona dedicata. Questi servizi si attestano al terzo e quarto posto tra i “servizi consolidati” presenti nei saloni con una diffusione per entrambi del 95,3% (fonte: Beauty Report 2018, Cosmetica Italia) .

Tra le motivazioni che spingono un centro o un salone a inserire questo tipo di prestazione vi è la necessità di soddisfare la domanda della clientela e quella di beneficiare dei “facili” guadagni che la divisione nail produce per il salone.

Dalla mia esperienza posso affermare che sono numerose le attività del settore che hanno visto migliorare le sorti economiche del proprio negozio grazie all’inserimento dell’offerta nail.

Come dicevo, il paradosso si avvera nel momento in cui, pur ritenendo il servizio unghie imprescindibile per il proprio salone, non si riconosce poi autorevolezza alla figura dell’onicotecnica.

Facendo un paragone, la figura dell’onicotecnica è equiparabile per complessità e completezza a una beauty o a una visagista. Non si considera infatti che una professionista delle unghie per poter garantire un servizio di qualità deve sostenere corsi di formazione, numerose ore di esercitazione e una continua attività di aggiornamento per rimanere informata su un settore così dinamico come quello nail.

La formazione di una professionista parte da una conoscenza approfondita dell’anatomia dell’unghia.

Ignorare o conoscere superficialmente gli aspetti anatomici può arrecare danni allo stato di salute dell’unghia naturale della cliente. Basti pensare che un’eccessiva rimozione delle cuticole o una rimozione di tipo meccanico può causare sanguinamenti e successivi rischi di infiammazioni e infezioni della zona danneggiata.

La formazione di un’onicotecnica prevede anche una buona conoscenza delle materie prime con le quali lavora.

Acrilico, gel per ricostruzione e prodotti complementari possiedono caratteristiche chimiche che devono essere approfondite e padroneggiate. Prendiamo per esempio l’acrilico: comprenderne la struttura chimica composta da monomero e polimero è imprescindibile, così come la conoscenza delle fasi di polimerizzazione durante le quali il prodotto cambia la propria struttura e permette modalità di lavorazione differenti.

La competenza di questi differenti aspetti richiede formazione ed esperienza, ed è necessaria per garantire risultati di qualità, duraturi e non danneggiare le unghie delle clienti.

Anche se è vero che le aziende del settore puntano a sviluppare prodotti che rendono sempre più facile e veloce l’esecuzione dei servizi unghie, spesso accade che questa semplificazione vada di pari passo con una crescente complessità tecnologica, richiedendo dunque a una professionista continui aggiornamenti ed esercitazioni.

Una banalizzazione che si tende a fare è quella di pensare che un’onicotecnica debba solamente applicare del colore sull’unghia e non ci siano aspetti tecnici da conoscere e approfondire.

Una professionista delle unghie infatti non si limita alla stesura dello smalto tradizionale o semipermanente che sia, ma possiede competenza in merito a tutte le tecniche di ricostruzioni disponibile, dalla ricopertura all’allungamento, sa riconoscere quali unghie sono adatte a indossare un prodotto piuttosto che un altro e ricorre a queste tecniche anche per risolvere o migliorare problematiche dell’unghia naturale come quella onicofagica.

Non dimentichiamo poi che un’onicotenica non interviene solo in quei casi in cui una cliente possiede unghie in salute e desidera abbellirle con del colore, ma spesso si trova a trattare inestetismi complessi, unghie con problematiche che richiedono trattamenti specifici o, come accade di frequente, deve riparare ai danni compiuti da chi sceglie il fai da te o da chi si affida a operatrici improvvisate e non competenti.

E’ fondamentale riconoscere la competenza e l’autorevolezza della figura dell’onicotecnica e considerare che, a lungo termine, i benefici di fatturato che il servizio unghie può apportare al proprio centro e salone non possono prescindere dalla professionalità di chi lo esegue.

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