I trattamenti sulla pelle nera

5 settembre 2018

Nuove opportunità e nuovi orizzonti per sviluppare il proprio business. I suggerimenti del maestro Stefano Anselmo.

Siamo in crisi, e lo sappiamo bene. Tuttavia un antico adagio popolare afferma che non tutto il male viene per nuocere; infatti, ogni crisi è portatrice di innovazioni, in quanto si sondano nuove frontiere e nuovi orizzonti.

Nel nostro paese, sebbene sopravviva soffocato da decenni di politica che, come dire, non ha di certo favorito lo sviluppo delle avanguardie indispensabili per restare al passo con gli altri Paesi europei, ci stiamo svegliando ora.

Prendiamo ad esempio quel bacino di utenti appartenente a un mercato (in Italia) separato e che altrove rientra da sempre nei normali circuiti commerciali, producendo succulenti introiti. Parlo dei soggetti di pelle nera, per intenderci; uomini e donne. Sì, anche uomini, perché quotidianamente fanno uso di scrub e si ricoprono di cosmetici dalla testa ai piedi.

Nel nostro Occidente, trucchi e pratiche di bellezza, sono appannaggio dell’universo femminile e, sebbene l’ultimo decennio abbia mostrato un’inversione di tendenza nell’approccio maschile verso la cura del corpo, quest’ultima viene pur sempre considerata come una sorta di concessione alla propria vanità o al proprio lato più femminile.

Ben diversa la cosa nel Mondo nero dove, fin dall’antichità, erano soprattutto i guerrieri maschi – precisazione necessaria perché vi furono eserciti composti da donne – a dipingersi il volto e a decorarsi con capigliature vistose. Questo background culturale sembrerebbe tradursi, oggi, in una maggiore disinvoltura nei trattamenti estetici, rispetto al maschio nostrano; un atteggiamento che non ha nulla a che vedere con la frivolezza e la vacuità da noi considerata prerogativa del mondo femminile.

I Neri hanno notevoli di problemi di make-up, a partire dal colore del fondotinta, della cipria, dei fard, dei rossetti e dell’eye-liner che risultano sempre sgradevolmente grigiastri o troppo chiari. Inoltre, uomini e donne hanno particolari esigenze di skincare (viso e corpo), di depilazione (follicolite e follicolitis pubis), discromie (zona perioculare e peribuccale), di make-up (i colori di quasi tutti i cosmetici), di cicatrizzazione (cicatrici ipertrofiche); per non parlare dei problemi tricologici e di quelli maschili, legati alla rasatura della barba e alla modellatura della fronte. Insomma, c’è un gran lavoro da fare, credetemi.

Anche col solarium: vi sono istituti nella zona di Aviano, (dove si trova la Base americana con militari e relative famiglie) dove gli afroamericani si recano con una certa regolarità per… abbronzarsi. Sì perché anche i Neri si abbronzano: alcune mie vecchie conoscenze africane, come Babakar e Ndeye, senza il “loro” sole si trovano sbiaditi e si fanno le lampade per vivificare il colorito.

È una opportunità da non trascurare: in Italia, la società borghese composta da immigrati e da afroitaliani, è già formata e costituisce un succulento boccone per il mercato della bellezza. Per farvi un’idea, sappiate che in Francia, paese dove questo mercato è consolidato da decenni, solo a Parigi, in boulevard de Strasbourg, si contano quasi un centinaio di negozi tra profumerie e centri estetici “for black people”… Per non parlare dei grandi magazzini più prestigiosi come Printemps e Lafayette che offrono numerose gamme di cosmetici “4 blk skin” (per pelli nere) già da quando, li visitai per la prima volta nel 1972.

Da noi, invece il mercato è quasi totalmente, in mano agli stessi immigrati, perché gli Italiani, stupidamente, “non amano mescolarsi”. Tuttavia oggi nell’aria c’è qualcosa di nuovo: molte linee dedicano attenzione a questo settore; negli ultimi 2 anni io stesso ho tenuto diverse relazioni sul tema “Pelle nera” (Milano, Napoli, Palermo e Roma) e anche diversi e corsi di trucco. Proprio in questi mesi sto collaborando alla realizzazione di una linea dedicata per conto di Salambò. Insomma, sebbene in ritardo, anche l’Italia s’è desta!

QUALCHE APPROFONDIMENTO
ABBRONZATURA

Anche i Neri, si abbronzano! Essi soffrono in media del 20% in meno di cancro alla pelle dovuto ai raggi solari. Ma questo non significa che non debbano proteggersi da esso usando protezioni fino a 15. Inoltre la pelle scura rallenta la formazione di vitamina D e, per ovviare a questo inconveniente, è necessario esporsi più a lungo al sole o come fanno molti Afroamericani, integrare con vitamina D in pillole.

FOLLICOLITE

Il disturbo tocca uomini e donne: a causa della forma a spirale del fusto del follicolo, la rasatura o la depilazione scorretta, provoca frequentemente la ricrescita sottopelle: il pelo fuoriesce dalla pelle e vi si ritorce dentro successivamente per via, appunto, della sua forma a spirale, infettandosi provocando talvolta forte dolore, infezioni gravi e cicatrici.

Questo problema ebbe una tale diffusione che intorno agli anni ’80 gli Stati Uniti modificarono il codice di igiene personale militare per consentire ai soldati Afroamericani di lasciarsi crescere liberamente la barba anziché radersela ogni giorno com’era prescritto precedentemente. Il disturbo riguarda anche tutti coloro che usano depilare l’inguine o il pube (abitudine piuttosto diffusa tra i Neri), causando la pseudofolliculitis pubis.

CICATRIZZAZIONE

Formazione di cheloidi in seguito a tagli, abrasioni, ecc. (basti pensare alle scarificazioni decorative prodotte da alcune popolazioni incidendo la cute) che, a causa della maggiore presenza di melanina, risultano particolarmente evidenti. Infatti prima di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica, queste persone, devono consultare un dermatologo per contenere il problema dell’ipertrofia cicatriziale.

Anche banalissimi foruncoli possono lasciare tracce evidenti. Questo è il motivo per cui, talvolta la pelle scura appare irregolare e macchiata. Per contrastare il problema si usano prodotti schiarenti di nuova generazione ed esfolianti.

LA CUTE CINEREA

È dovuta alla desquamazione naturale che assume un rilievo particolare sulla pelle nera: le squame biancastre (in realtà un trasparente tendente all’incolore che si assimila al bianco), risaltano in modo evidente sulla pelle scura, creando un effetto “impolverato”, esteticamente sgradevole che va contrastato con lo scrub meccanico e latti idratanti per il corpo.

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Stefano Anselmo
Stefano Anselmo esercita la sua attività in molteplici campi della moda, al fianco dei migliori stilisti nelle sfilate del "Prè à Porter" di Firenze e dell'alta moda di Milano e Roma. Collabora con le più note riviste e agenzie pubblicitarie, firmando campagne stampa e televisive, fino alla discografia, dove, tuttora è presente nella realizzazione di copertine per dischi realizzati da autori di grande prestigio nel campo della musica leggera. Suoi sono i maquillages delle folli copertine di Mina, con cui collabora dal '77 (copertine dei dischi, definizione dell'immagine in generale, del trucco, in post-produzione, interventi al computer grafico, ecc.). Gli innumerevoli look della fatale Anna Oxa (dall'83 fino al look "acqua e sapone" del 2001 con la creazione di circa una ventina di look diversi per CD, festival di Sanremo, " Fantastico 1 ", " Fantastico 2 " e altri spettacoli televisivi).
Consulente d'immagine e trucco per servizi fotografici, campagne pubblicitarie, video-clip musicali, ha curato gli effetti speciali di numerosi spot pubblicitari, insegnante quasi per vocazione, ha lavorato in molti paesi d'Europa, in Medioriente, in Africa e negli Stati Uniti.
Stefano Anselmo vanta al suo attivo oltre duecento articoli scritti per le maggiori riviste di settore: Les Nouvelles, Estethiques, Salon, La Pelle Beauty, Esthetitaly, Fashion dove intrattiene i lettori trattando di trucco, moda e di tutto ciò che è legato al mondo dell'immagine. E' anche autore di parecchie pubblicazioni librarie, perlopiù tecniche, sul trucco e sull'Africa. Dal 2003 ha iniziato una collaborazione con l'Università I.U.L.M. di Milano dove ha tenuto lezioni sul costume africano all'interno di " Esperto nei Processi di Integrazione Multietnica ".
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