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Cosmetico sicuro

– DI UMBERTO BORELLINI

Evitare le varie “app” con “semaforini” arbitrari è una delle prime cose che deve fare un professionista dell’estetica quando vuole utilizzare un cosmetico, oppure rivenderlo al proprio cliente, poiché il professionista sa bene che, con il nuovo regolamento Europeo, i cosmetici che circolano in Europa sono sicuri sotto ogni punto di vista.

UMBERTO BORELLINI Cosmetologo

Quando parliamo di cosmetico sicuro dobbiamo tenere sempre presente che la criticità rimane legata all’incapacità di descrivere le virtù dei cosmetici professionali per aumentarne la loro vendita per il mantenimento a casa del lavoro fatto in cabina. A partire dalla decodificazione dell’INCI che rappresenta la prima vera barriera tra voi il prodotto e il consumatore. Infatti, anche per quest’anno, come evidenzia il report di Cosmetica Italia, la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) la fa da padrona nella vendita di cosmetici. Ovvio, sono lì, in bella vista, costano poco e sono sempre pubblicizzati in TV.

Il problema è che il cosmetico del 2023 ha potenzialità e caratteristiche che potrebbero affiancarlo a un vero prodotto curativo per la cute, che ha bisogno, oltre che di cura, di consigli mirati da professionisti istruiti. Curare significa anche avere cura…no?

Come si fa a vendere un solare al supermarket senza spiegare cosa significa SPF, senza selezionare il fototipo del cliente, senza valutare la biotipia, senza considerare l’età, senza distinguere un filtro da uno schermo?

Consiglio utile: leggere e interpretare i dati dei consumi cosmetici è fondamentale per capire su che prodotti puntare per fare cassetto. Inoltre, è gratuito e non c’è bisogno di “business-coach”.

Da questi dati di Cosmetica Italia si evince che i consumatori nel 2023 comprano molti prodotti per il corpo, ma non quelli che pensavate voi. Gli anticellulite sono in caduta libera, forse perché oggi il consumatore vuole vedere risultati più velocemente. Solari e deodoranti sono più concreti e sbaragliano! Con grande soddisfazione della GDO che fa razzia di vendite. Così come i deodoranti, che andrebbero invece venduti dietro consiglio di un professionista, anche se penso sia impossibile, a livello di prezzi, competere con quelli presenti nella GDO.

Ma quanti aspetti sottendono alla problematica dell’odore ascellare? Soltanto un professionista potrebbe spiegare che la traspirazione è fondamentale per la salute della pelle e quindi occludere i dotti sudorali con sali occlusivi non è il massimo dal punto di vista fisiologico. Meglio consigliare un buon astringente di origine vegetale, come ad esempio l’Hamamelis.

Non ha senso neanche fare strage di microorganismi saprofiti per evitare i cattivi odori, sapendo invece la differenza che ci può essere tra un battericida aggressivo e un buon batteriostatico naturale che, a differenza del primo, possiede anche una gradevole profumazione di essenza floreale. E ancora, antiossidanti che rallentano l’ossidazione del sudore apocrino, antienzimatici naturali, complessanti calibrati per catturare le molecole maleodoranti e così via.

Insomma, con una appropriata cultura dermo-cosmetica non esisterebbero più concorrenti, poiché la bontà formulativa sarebbe sganciata da brand e pubblicità martellanti. Che senso ha vendere un deodorante che agisce 48 ore, che evidentemente stucca i pori, mentre un buon deodorante può durare 12 ore, per poi rifarsi la doccia, ancora meglio con quel detergente delicato che profuma di buono e non altera il film idrolipidico che avete sicuramente tra i vostri prodotti. Allora vedrete che, anche se i vostri prezzi saranno più alti, avranno all’interno quel consiglio specializzato che vale molto di più dell’offerta del volantino di un qualsiasi supermercato.