XIX Congresso Agorà

3 novembre 2017

Le ultime novità, le tecniche che assicurano i migliori risultati e i device più tecnologici e innovativi sono stati oggetto di conferenze, workshop e presentazioni

Si è conclusa lo scorso 14 ottobre la 19° edizione del Congresso Internazionale di Medicina a indirizzo estetico Agorà, che quest’anno ha registrato un’affluenza superiore alle attese: oltre 3200 medici provenienti da 15 Paesi al Mondo per quello che ormai è diventato un appuntamento imperdibile di confronto e aggiornamento per la Medicina Estetica. Il Congresso, che ha visto Mabella quale media sponsor per il comparto dell’estetica professionale, è stato un momento di grande confronto. “Il Congresso si caratterizza per una costante crescita in termini di presenze e qualità dei contenuti scientifici, anno dopo anno”, ha dichiarato il prof. Alberto Massirone, presidente del Congresso, “segno del fermento che anima il mondo della Medicina Estetica”.

Colpisce, tra i dati emersi dall’Osservatorio permanente istituito dalla società scientifica Agorà in collaborazione con PKE AtlanteSanità e WelfareLink il ricorso alla medicina estetica tra le più giovani. “Le donne, anche sotto i 18 anni, si rivolgono al Medico Estetico per prevenire e curare patologie come la PEFS (la cosiddetta cellulite) o le  ipercromie, o inestetismi che hanno un forte impatto sulla vita sociale come sovrappeso e acne”, spiega il prof. Alberto Massirone, presidente del 19° Congresso di Medicina Estetica Agorà, “In questi casi il medico estetico ha il dovere di suggerire soluzioni che tengano in considerazione l’età estremamente giovane del paziente”. Grande spazio è stato dato in questa edizione del Congresso alla personalizzazione dei trattamenti: dall’alopecia in età giovanile, ai peeling in base alle etnie, sino ad arrivare ai trattamenti antiaging per la terza età. “Una pelle giovane, come è prevedibile, reagisce in maniera diversa agli stimoli e alle formulazioni.

Occorre dunque scegliere con cura i trattamenti da fare e adeguare le modalità di trattamento in base alle caratteristiche uniche dell’individuo”.

Si conferma, invece, il successo di filler di Acido Ialuronico e tossina botulinica, grazie anche agli elevati standard di sicurezza raggiunti, ma con formulazioni e impieghi nuovi e più efficaci. “In questa edizione del congresso”, spiega il prof. Massirone, “abbiamo visto come l’Acido Ialuronico, anche nelle nuovissime formulazioni che garantiscono risultati più naturali e duraturi, con minori complicazioni, si possa impiegare con risultati estremamente soddisfacenti nella correzione ottimale delle mani ma anche di aree difficili e insolite, come l’occhio incavato o le tempie infossate, il piede. In particolare, di grande interesse gli interventi sulla filler rinoplastica, un trattamento correttivo mininvasivo che si esegue già da qualche anno ma che richiede tecniche iniettive particolari e la scelta di filler a base di acido ialuronico a bassa idroscopicità”.

 

Sul fronte dei dispositivi, grande interesse hanno suscitato la presentazione del nuovo device per la correzione della “buccia d’arancia” a lungo termine approvato dall’FDA americano e il rivoluzionario trattamento biofotonico in grado di rigenerare la pelle, in modo confortevole e non invasivo. “Si è parlato anche di medicina rigenerativa”, spiega il prof. Massirone, “antiaging, ultrasuoni focalizzati, radiofrequenza chirurgica e frazionale transdermica, microbotox, impiego di ossigenoterapia e di protocolli combinati di filler, tossina botulinica e tecnologie laser”.

 

 

Cresce inoltre l’attenzione verso un target di pazienti over 70, con trattamenti specifici e un’attenzione particolare all’approccio combinato di trattamenti, alimentazione e attività fisica basati su analisi genetiche e ormonali. “A conclusione di questa 19° edizione del Congresso di Medicina Estetica Agorà”, il prof. Alberto Massirone afferma, “ci possiamo considerare soddisfatti per l’elevata qualità dei contenuti scientifici e la partecipazione di colleghi illustri provenienti da tutto il mondo”.

A cura di Annamaria Scicchitani

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