Visual merchandising e neuromarketing

23 giugno 2017

Le scoperte della neuroscienza aiutano a comprendere i diversi comportamenti dei clienti davanti a una pubblicità, una vetrina, nello spazio commerciale “Gli uomini sono in grado di trovare la strada giusta in un labirinto di vie secondarie, ma con gruppo di donne che discutono di più argomenti per volta si perdono immediatamente”.  Allan & Barbara Pease

Volevo condividere con voi uno dei temi che mi appassiona di più: il neuromarketing, una nuova disciplina che nasce dall’incontro tra le scoperte delle neuroscienze e il marketing. Le scoperte sul funzionamento del cervello permettono una comunicazione visiva e relazionale più efficace. Uno dei temi più interessanti è la differente percezione del mondo tra uomini e donne.

Come avete sperimentato nella vostra vita professionale e personale ci sono delle belle differenze date anche dall’influenza di cultura, età ed esperienza. In questo articolo provo a  darvi qualche spiegazione sul perchè spesso gli uomini non trovano oggetti che hanno esattamente davanti agli occhi, almeno per noi donne, mentre noi in generale facciamo più fatica a parcheggiare l’automobile.

Modi diversi di leggere il mondo

Tutto inizia milioni di anni fa, nella preistoria quando gli uomini andavano a caccia e le donne erano raccoglitrici e si occupavano della prole, alcune delle differenze necessarie per garantire la sopravvivenza sono arrivate fino a noi, anche se ci sono cambiamenti in atto, ma ci vorrà del tempo. Una differenza molto importante per chi si occupa di visual merchandising è legata al senso della vista: le donne hanno un campo visivo più ampio e percepiscono molte più sfumature cromatiche, mentre gli uomini hanno una vista più acuta da lontano, ma un campo visivo più ristretto. Davanti ad una vetrina o a un display le donne riescono a spaziare mentre gli uomini si focalizzeranno tra gli oggetti o i messaggi che hanno di fronte a loro, soffermandosi sui dettagli e le forme. Le donne si stancano di meno guardando da vicino, possono leggere con pazienza prezzi o messaggi, informazioni a cui un uomo può essere indifferente.

Chiaro che quando si riportano questi studi basati su esperimenti e misurazioni scientifiche parliamo della maggior parte degli uomini e della maggior parte delle donne e dobbiamo considerare che le influenze culturali possono modificare i comportamenti.

Con l’età le differenze tendono ad assottigliarsi in un rallentamento e affaticamento davanti agli stimoli esterni.

Il senso dello spazio

Gli uomini si perdono di meno perché hanno in generale una più sviluppata intelligenza spaziale. Ritroveranno più facilmente l’uscita, il parcheggio in un grande centro commerciale e anche l’auto, ma per loro gironzolare senza meta o un obiettivo risulta più frustrante, mentre le donne amano curiosare e se si perdono, chiedono.

L’efficacia dei messaggi

Il cervello femminile è predisposto dalla più tenera infanzia a reagire alle persone e alle facce, mentre il cervello di un uomo presta maggiore attenzione e reagisce davanti agli oggetti e alle forme. Progettando una vetrina o studiando una comunicazione, se abbiamo un target prevalentemente femminile è utile inserire un’immagine di un viso o un corpo, per catturare l’attenzione e l’interesse delle donne, mentre un uomo può essere più attratto da prodotti, immagini in movimento, dalla spiegazione -attraverso le immagini- di come funzionano i principi di una linea dedicata a lui.

Sono esempi per invitarvi a mettere sempre al centro il cliente e le sue emozioni che nascono da reazioni fisiologiche per la maggior parte.

L’esperto risponde a redazione@mabella.it oppure a francizorzetto@gmail.com

Francesca Zorzetto
Laurea in Filosofia con Master Formazione/Formatori, giornalista pubblicista dal 2011, Francesca Zorzetto vive fra Milano e Venezia. Esperta e appassionata di visual merchandising, nel 2005inizia il percorso come consulente e formatrice free-lance, dopo una significativa esperienza nella apertura, gestione punti vendita e formazione.Supporta aziende e realtà indipendenti, in differenti settori, nel presentare al meglio prodotti e servizi, oltre ad implementare le competenze per vendere. Nel Luxury ha sviluppato progetti e strumenti sulla "selling ceremony", il rituale della vendita. Curiosità verso le tendenze di marketing e la ricerca di esempi eccellenti la portano a collaborare con testate specialistiche. Nel 2010 edita il libro “Temporary Store: la strategia dell’effimero”,con F. Catalano, editore Franco Angeli.Nel 2015 apre un blog nel quale affronta il Visual merchandising a 360°.
www.milanretailstore.com - www.francescazorzetto.it