Viaggi nel tempo, il make-up nella storia

22 agosto 2016

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Il make-up è stato da sempre utilizzato, nel corso della storia, come forma di espressione personale e collettiva. I popoli antichi usavano dipingere viso e corpo come forma di appartenenza ad un gruppo. Ancora oggi, in alcune tribù in Africa, uomini e donne usano colorarsi con vari colori, veri e propri rituali, maschere per celebrare momenti di gioia o di dolore. Gli antichi Egizi furono i primi ad interessarsi al culto della bellezza e della cura personale.

Vivendo nel deserto, sentirono la necessità di proteggere i loro occhi, che per loro erano la massima espressione dell’anima. Essi usavano spesse linee di kohl per marcare gli occhi. I Romani, entrati in comunicazione con gli Egizi, utilizzavano la fuliggine per segnare le ciglia e le sopracciglia, stendevano polvere d’ocra sulle labbra e rendevano il viso bianco con il gesso. Mentre nella Grecia antica si cercava la perfezione fisica. Dopo un bagno con oli essenziali di fiori, i Greci scurivano gli occhi con il kohl, ma la novità fu l’uso di pigmenti sulle palpebre: verde e blu erano i colori preferiti delle donne. Per realizzare queste polveri utilizzavano la malachite e l’ossido di rame. L’india, i cui testi in sanscrito risalgono a millenni fa, è considerata per molti la culla della civiltà. Donne e uomini utilizzavano petali di cartamo e zafferano per creare colori con cui tingere il viso durante le cerimonie. Venne poi il Medioevo, un momento di tragedia per la razza umana.

Le persone non si curavano del loro aspetto, non si lavavano nemmeno, credendo così di evitare il rischio di prendere le malattie. Solo nel Rinascimento torniamo a parlare di bellezza. La pelle doveva essere impeccabile e diafana, per coprire le imperfezioni del volto veniva utilizzato piombo bianco puro, molto tossico. Nel 1600, la pelle doveva essere molto bianca e i capelli biondi, così le donne cospargevano il corpo con polvere di piombo e arsenico. La pelle bianca per i secoli successivi è stato un simbolo di eleganza, il make-up colorato era associato solo a donne di cattiva reputazione. Arriviamo, quindi, al diciannovesimo secolo, quando nacquero le prime società di cosmetici, nuovi prodotti vennero inventati, come il mascara (Mabel 1913). Nel 1909 venne fondata L’Oreal, la prima grande casa di cosmetici, cui seguì l’anno successivo un notevole aumento nel settore del make-up, con l’espansione di altri grandi marchi, come Elizabeth Arden e Max Factor. Il make-up di questi anni è definito da cherry lips e smokey eyes. Sguardi cupi, talco e polvere di riso sul viso e color melanzana sulla bocca. La figura femminile assume una nuova visione: la donna è attiva, seduce, è consapevole della sua bellezza e sa come usarla. Tra le grandi muse di quel periodo ricordiamo Greta Garbo e Marlene Dietrich. Arrivano agli anni cinquanta, un’epoca segnata d a b e n e s s e r e su larga scala, in un clima di ottimismo dopoguerra. Dopo le atrocità della guerra, la gente sentiva il bisogno di migliorare la qualità della propria vita e il rouge (il belletto, inteso come il rossetto o il mascara) diventa un simbolo di un’epoca di benessere economico e sociale. La figura della donna diventa più elegante, sofisticata e di classe.

Make-upAudrey Hepburn è simbolo di questa nuova visione della bellezza femminile, che mette più enfasi all’intelligenza, alla cultura e alla classe di una donna. La comunicazione dell’occhio diventa l’aspetto principale di questo nuovo make-up, costruito sulla piega palpebrale superiore e che termina in una coda con una spessa linea di eyeliner. Allo stesso tempo, negli anni cinquanta, troviamo un altro stile di make-up, rappresentato nella splendida Marilyn Monroe, icona fondamentale della bellezza femminile. Le palpebre sono di colore avorio opaco, gli occhi sono delineati languidamente verso il basso con una tonalità marrone chiaro lungo la piega della palpebra. Le labbra, arrotondate, hanno lo stesso colore dello smalto: lucido rosso brillante. Gli anni sessanta e settanta sono periodi in cui il make-up è cambiato, accentuandosi sui volti delle donne. Due tipi di trucco erano di moda negli anni settanta: per il giorno era fresco e naturale, per la sera era luminoso e accompagnato da acconciature voluminose. Durante il giorno, veniva usato fondotinta e cipria dorata, per gli occhi erano un must colori neutri, come il marrone. Alla sera, invece, grandi quantità di trucco.

I colori diventavano luminosi con molto mascara sulle ciglia superiori ed inferiori, con le inevitabili ciglia finte che creavano fascino e sex appeal. Furono gli anni in cui deodoranti, fissatori per capelli e schiume da barba assunsero la forma tecnologicamente avanzata spray. Vivaci e appariscenti. Così erano gli anni ottanta. Questo decennio è stato periodo di grande cambiamento nella musica, ma soprattutto nella moda. Nasce il desiderio di affermare la propria personalità ed individualità. E’ sicuramente il decennio più colorato di sempre. Anche per il make-up avvenne un cambiamento radicale, il look naturale e fresco venne sostituito dai colori al neon. Non potevano mai mancare, nel perfetto make-up, colori plastici accesi come il blu elettrico, fucsia o arancio, in chiave perlata erano utilizzati il viola, il verde ed il giallo. Venivano stesi con disinvoltura appena sotto il sopracciglio dal disegno geometrico. Inevitabile erano anche eyeliner e mascara. Il blush, di solito rosso mattone, ma anche corallo o fucsia, segnava in maniera evidente zigomi e guance.

Anche per le labbra erano favorite le linee geometriche, per dare definizione ed un aspetto teatrale al look. Le acconciature erano voluminose, fissate con molta lacca spray. Gli anni novanta hanno segnato un ritorno ad un trucco più delicato e naturale, sugli occhi venivano sfumati i toni della terra, sulle labbra il marrone ed il rosa. Sono stati l’epoca del minimalismo, dopo gli eccessi degli anni ottanta, si cercava la semplicità assoluta. Le top model diventano superstar. Sono Cindy Crawford, Naomi Campbell, Linda Evangelista, Carla Bruni e Kate Moss. Il corpo diventa espressione con tatuaggi henné a effetto temporaneo, e piercing. Le correnti continuano ad opporsi: in pieno periodo minimalista, il grunge prende piede e definisce la decade. Quindi il volto diventa diafano, rossetto e unghie sono rosso scuro.

I truccatori diventano veri e propri artisti, esprimendosi in cinema e televisione, fotografia e teatro, prendendo tutti i vecchi stili e reinventandoli. Il make-up è una parte fondamentale nella identificazione di ogni attore, un rituale per ogni performer, da indossare come una maschera per entrare in un ruolo più o meno simile alla propria vera identità.

Immagine di apertura Photography:

courtesy by Lorenzo Rui

Model: Paola Di Benedetto

Jewels: ACROPEPE

Stylist: Melissa Harlow

MUA & HAIR: Alessio Ambu

Alessio Ambu
Veneto, inizia la formazione artistica presso l'Accademia di Trucco cine-teatrale Altieri di Roma, collaborando per l'alta moda (Gianluca Bulega) e per lo spettacolo (Festivalbar). Dopo un’esperienza con il make-up artist Nico Baggio, nel 2000 parte per la sua prima tournée teatrale, creando trucco e capelli per spettacoli quali ''Rent'', prodotto da Nicoletta Mantovani per Pavarotti International, ''Evita'', compagnia Scena Aperta, ''Chicago'', Newman Production & Rock Theatre, ''Nights on Broadway''. Fonda a Parma un total beauty space per la cura e bellezza di viso, corpo e capelli e collabora poco dopo con esclusivi centri wellness e Spa in Veneto, dedicandosi alle discipline bio-naturali. Oggi Alessio Ambu continua a lavorare come truccatore per il teatro e per la fotografia.
Make-Up designer and creator ● T +39 393 5534031 ●info@alessioambu.it