Vetrina, scoprire nuove tendenze

16 maggio 2017

Il visual merchandising riflette i cambiamenti di costume e dei consumi. Le vetrine sono lo specchio dei tempi e influenzate da ambiti di creatività differenti

Il visual merchandising richiede grande capacità di intuire le tendenze, anticiparle, a volte leggendo i piccoli cambiamenti di costume, di consumi o di quartieri. Uno degli strumenti che uso per la mia osservazione costante è il “visual tour”, preparo un itinerario per analizzare le vetrine di differenti settori e cercare di leggere il presente e intravedere il futuro. Torno sempre con grande entusiasmo e idee ed è un ottimo strumento di formazione sul campo.

Ci sono periodi dell’anno e luoghi ideali per un “visual tour”. Ad aprile nella “Design Week” a Milano ho fatto un interessante “visual tour”. Ho scelta la zona di Brera, dove si incontrano molte realtà differenti. In particolare proprio via Brera e dintorni, è diventata in breve tempo, la via privilegiata per la cosmesi e profumeria selettiva. Gli spazi hanno la metratura adatta e i palazzi storici un grande fascino. La bellezza è un’arte e forse la scelta di posizionarsi in un quartiere dove ha sede la storica Accademia di Belle Arti è naturale. Molti i marchi presenti: Aesop, Diptyque, The Merchant of Venise per citarne alcuni.

In questo giro mi ha colpito la vetrina di Campomarzio70 che ha aderito agli eventi del “Fuori Salone”. Era una vetrina “istallazione“.

La vetrina installazione

La vetrina “istallazione” è l’espressione della contaminazione tra il visual merchandising e le arti visive o altre forme di espressione creative. Per realizzarle vengono spesso chiamati artisti o designer esterni al mondo del retail. Il fenomeno è partito dal fashion qualche anno fa, ma attraversa molti settori, beauty compreso. Influenza anche altre azioni di marketing: la comunicazione, le campagne per il lancio di un nuovo prodotto, il packaging. I flaconi dei profumi, per esempio, sono vere e proprie opere d’arte o da collezione e spesso realizzati da designer. Definisco vetrina “istallazione” una scelta di allestimento dove il focus non è sul prodotto, lo spazio è destinato a un’opera d’arte, un video, una scultura, una performance. Le installazioni possono essere ispirate al brand, a un prodotto o indipendenti.

La vetrina di Campomarzio70, per la Design Week 2017 ospitava un’istallazione realizzata dall’artista giapponese Rumiko Takeda dal titolo Aqua Spirit. Era ispirata al lancio in Italia del brand MIsoka, una linea di spazzolini brevettati e rivoluzionari, che permettono di utilizzare pochissima acqua.

Istallazioni in Istituto

A partire da questo esempio ecco qualche suggerimento: un istituto che punta molto sui trattamenti viso può fare una vetrina, senza prodotti ma con immagini o foto di visi femminili, magari di età diversa. Ricordate una bellissima campagna di Dove, qualche anno fa? Il vostro punto forte sono le mani? Immaginate una scultura che rappresenta una grande mano o più mani colorate, oppure ancora riproduzioni di dettagli di quadri, dove siano in evidenza mani curate di uomini o donne. Non bloccatevi sul budget, a volte la mancanza di risorse stimola la creatività.

Partite dal vostro contesto: prendete contatto con gallerie, scuole di grafica o d’arte. Un fotografo, ma anche un corniciaio, un antiquario possono essere i vostri alleati. Certo una vetrina installazione va pensata e realizzata bene, ma è semplice.

Mi hanno colpito le vetrine di un bel negozio indipendente che presentava articoli da bambino. In vetrina quadri di un’artista, tutti, cornici comprese con i toni dell’azzurro, bianco e blu riprese dai pochi, capi esposti. Era anche in una zona residenziale non in centro, ma l’idea, l’armonia espressa, la grazia della semplicità mi hanno colpita davvero e fatto avvicinare così ho scoperto un’insegna che non conoscevo.

L’esperto risponde a redazione@mabella.it oppure a francizorzetto@gmail.com

Francesca Zorzetto
Laurea in Filosofia con Master Formazione/Formatori, giornalista pubblicista dal 2011, Francesca Zorzetto vive fra Milano e Venezia. Esperta e appassionata di visual merchandising, nel 2005inizia il percorso come consulente e formatrice free-lance, dopo una significativa esperienza nella apertura, gestione punti vendita e formazione.Supporta aziende e realtà indipendenti, in differenti settori, nel presentare al meglio prodotti e servizi, oltre ad implementare le competenze per vendere. Nel Luxury ha sviluppato progetti e strumenti sulla "selling ceremony", il rituale della vendita. Curiosità verso le tendenze di marketing e la ricerca di esempi eccellenti la portano a collaborare con testate specialistiche. Nel 2010 edita il libro “Temporary Store: la strategia dell’effimero”,con F. Catalano, editore Franco Angeli.Nel 2015 apre un blog nel quale affronta il Visual merchandising a 360°.
www.milanretailstore.com - www.francescazorzetto.it