Veicolazione ed efficacia cosmetica

24 settembre 2016

La pelle: struttura di una barriera intelligente

STRUTTURA EPIDERMIDE

STRUTTURA EPIDERMIDE

La pelle è una barriera all’ingresso di sostanze estranee ma, è anche la via potenziale per il trasporto al suo interno di principi attivi funzionali. Gli studi sull’argomento sviluppano i modelli con cui le molecole possono attraversare lo strato corneo, fattore limitante del processo di diffusione e, come possa essere incrementata la penetrazione di sostanze utili. Lo strato corneo ha una organizzazione di cellule (mattoni) e lipidi (cemento), determinante della capacità barriera. I corneociti sono i mattoni (85% della massa del corneo) e i lipidi intercellulari sono il cemento e rappresentano il restante 15%. Tutto il corneo è disposto, a seconda delle diverse zone di pelle, in 12-50 strati cellulari sovrapposti.

La matrice extra-cellulare rappresenta anche una zona di riserva dello strato corneo in cui alcune sostanze rimangono relativamente bloccate e successivamente

cedute nel tempo esprimendo un’azione ritardo interessante e utile in diverse situazioni. La penetrazione cutanea comprende diversi processi, che prevedono l’attraversamento del corneo per via intercellulare e/o trans cellulare, o possibili vie attraverso i dotti delle strutture pilosebacee e delle ghiandole sudoripare eccrine. Lo sviluppo di questi studi di veicolazione e penetrazione sottolinea sempre più l’importanza del veicolo.

E’ la forma cosmetica e i suoi eccipienti che determinano gli effetti di partizione e diffusione, le differenze nella entità dell’assorbimento e le interazioni complesse tra sostanza, veicolo e cute, condizionando le azioni specifiche e dunque la funzionalità del cosmetico. La formulazione cosmetica è specificamente studiata in rapporto alle varabili che determina sulla penetrazione per un’efficacia che non può essere estemporaneamente stabilita.

Enhancers aumentano la penetrazione cutanea del cosmetico

Gli studi su cosmetici e farmaci topici, (biodisponibilità, bioequivalenza, equivalenza terapeutica, metodi di valutazione, parametri biofarmaceutici) sono indietro

vIE DI PENETRAZIONE CUTANEE

VIE DI PENETRAZIONE CUTANEE

rispetto a quelli raggiunti per le altre vie di somministrazione. Il problema del superamento della barriera epidermica è quindi oggetto di studio in dermatologia poiché la maggioranza delle formulazioni risulta caratterizzata da bassa penetrazione e quindi minore efficacia.

Nella applicazione topica di un cosmetico il principio attivo deve esprimere la massima efficacia locale con minimo assorbimento sistemico occupando gli interstizi dermo epidermici della pelle. In cosmesi vi è esperienza di preparazioni capaci di una massimizzazione dell’azione locale. Per aumentare la penetrazione cornea il cosmetico può essere integrato con sostanze dette enhancers che, interagendo con i lipidi intercellulari, migliorano il coefficiente di diffusione nel corneo. Gli enhancers chimici possono: a) incrementare la diffusibilità della sostanza all’interno della barriera b) aumentare la solubilità nel veicolo o entrambe c) migliorare il coefficiente di partizione tra gli enhancers vanno menzionati anche quelli fisici quali corrente elettrica, radiofrequenza e ultrasuoni.

Cerchiamo la massima efficacia

L’indicazione d’uso di un cosmetico (idratante, nutriente, schiarente…) dipende certamente dai suoi attivi ma, l’efficacia e rapidità della risposta, è invece legata alla formulazione che nel suo complesso determina interazioni positive tra cute veicolo e attivi ottimizzando la penetrazione. Vanno quindi escluse formulazioni impermeabilizzanti (con paraffine, siliconi e cere vegetali ad alto peso molecolare) a favore di fasi lipofile insature ricche di insaponificabile.

Per una efficacia massima e una risposta cosmetica importante e rapida, tutta l’epidermide, dal corneo al derma-ipoderma, deve poter veicolare il cosmetico ottimimizzando la penetrzione anche con le molecole ad azione enhacers. Infine tutta la matrice cosmetica per non perdere la sua funzione tipicamente topica, deve rimanere ingabbiata nello spessore della cute anche per l’azione riserva della matrice extracellulare e non entrare in circolo.

La complessità che non aiuta

Spesso sulle confezioni cosmetiche sono riportate formulazioni molto complesse a 50-120 ingredienti con l’idea “ingannevole“ di rassicurare il consumatore in quanto a funzione ed efficacia. Diversi studi dimostrano come una formulazione complessa e ricca in attivi sia invece spesso meno attiva e più a rischio rispetto a formulazioni più “povere di ingredienti”.

Fabio Galiano
Fabio Galiano, laureato in Farmacia all’ Università di Padova nel 1972, è stato ricercatore presso il dipartimento di Scienze del Farmaco fino al 1991. Si è occupato di ricerche nel campo della sintesi di nuove molecole di interesse antitumorale e dal 1981 ha iniziato un nuovo percorso di studi in campo cosmetico. Ha pubblicato su riviste nazionali e internazionali su tematiche di funzionalità e sicurezza delle formulazioni cosmetiche. Dal 1991 è responsabile di ricerca in un’azienda cosmetica dove ha realizzato nuovi brevetti cosmetici e diverse pubblicazioni sul controllo della qualità, la sicurezza e l’efficacia di cosmetici valutati anche per l’impatto ambientale. Partecipa ad un programma nazionale in ambito europeo rivolto a giovani interessati ad entrare nel mondo della cosmesi e a realizzare nuove start up aziendali.
f.galiano@farmogal.net