Valeria Sylvia Ferron: vietato fermarsi!

7 settembre 2016

Valeria Sylvia FerronL’attività dell’estetista necessita di una formazione tecnica specifica, non bastano i corsi base, seppur fondamentali ai fini dell’esercizio della professione, oggi, per stare in un mercato che evolve così velocemente e rispondere ai bisogni di una clientela sempre più esigente, è indispensabile un costante aggiornamento. Vietato fermarsi, come ci racconta Valeria Sylvia Ferron, Presidente della categoria Estetica di Confartigianato Vicenza.

A lei, neo confermata presidente della categoria Estetica di Confartigianato Vicenza, associazione che annovera un consistente numero di iscritti sul territorio, chiediamo quale valore abbia la formazione nel percorso di lavoro dell’estetista.

Storicamente la figura dell’estetista sconta una carenza di formazione nei percorsi per ottenere la propria qualifica: in passato sono stati fatti errori di preferire la preparazione stilistica a quella culturale, nel tempo si è compreso che le due aree devono procedere di pari passo. Per questo dico che ai giorni nostri non basta una formazione iniziale in obbligo formativo: qui si mettono le basi, si affrontano tutti quegli argomenti che diverranno per noi pane quotidiano (dermatologia, cosmetologia, apparecchiature ad uso estetico, marketing e approccio alla clientela, imprenditorialità, ecc.) ma non è sufficiente. Ecco perché entrano in gioco i corsi post diploma: e sono invocati dagli stessi operatori, che percepiscono la necessità di accrescere le loro competenze e di fare formazione durante lo stesso percorso lavorativo.

È la linea che stanno seguendo anche le aziende di prodotti cosmetici nonché i produttori di apparecchiature, che definiscono loro protocolli per garantire trattamenti di qualità e sicurezza, abbinando elementi di marketing e vendita e altri percorsi per la crescita professionale. E dal momento che la nostra professione segue le tendenze del mercato, la formazione a noi necessaria sarà sempre in continua evoluzione.

Come proponete la formazione e quali sono i corsi che offrite agli associati?

Compito delle Associazioni di categoria come la nostra è quella di agire per ammodernare sempre più i percorsi formativi e richiedere che siano conformi alle richieste del mercato. Poi, come Confartigianato Vicenza abbiamo avuto l’onere e l’onore di maturare alcune particolari visioni sul futuro della nostra professione, e dunque stiamo anzitutto agendo a livello politico per rendere i percorsi formativi sempre più performanti, a favore di chi decide di affrontare queste professioni: una adeguata preparazione dei nostri futuri colleghi di lavoro gioverà anche a noi, al contrario la mancanza di professionalità andrà a discapito dell’intero settore.

Poi, ai nostri associati cerchiamo sempre di proporre opportunità di formazione sui temi dell’innovazione e della qualità, partendo sempre da un monitoraggio di quali sono le loro necessità. In particolare puntiamo a far capire che il nostro mercato sta cambiando sempre più progressivamente (tipologie di clientele e loro trattamenti) e pertanto serve una continua predisposizione al cambiamento. Ad esempio abbiamo necessità di rafforzare le nostre capacità di consulenza e vendita di prodotti, a fianco di corsi tradizionali come ad esempio il make-up o massaggi. Infine, alcuni corsi innovativi vengono ripresi a distanza di tempo o svolti con altri relatori, per dare l’opportunità a tutti di frequentarli a seconda del momento in cui ne sentono la necessità.

Scuole professionali, cosa ne pensa? La preparazione è sufficientemente esaustiva o ritiene sia necessario introdurre o approfondire altri argomenti per permettere una migliore e più corretta conoscenza di base?

Pratica-esteticaSono stata per oltre 10 anni docente all’interno di Istituti professionali e posso anzitutto affermare che non tutte le scuole sono allo stesso livello: esiste cioè chi fa formazione seriamente e chi meno, e questo purtroppo è discriminante e dannoso per il settore. I programmi formativi sono definiti da norme regionali, il punto di partenza è identico per tutti: poi però, come spesso avviene nel nostro Paese, vi sono diversi modi di interpretare i programmi e di conseguenza la qualità della formazione ne risente.

Nel Veneto abbiamo seguito da vicino la strutturazione dei percorsi formativi regionali, che riteniamo validi anche se spazi di miglioramento ve ne sono sempre: uno di questi è senz’altro il tema dell’imprenditorialità, dal momento che chi si inserisce in questo mercato deve sempre più comprendere che assume un rischio di impresa, e questo rischio va calcolato e sostenuto con azioni efficaci per far sì che la propria attività abbia successo.

Internet e servizi web: se ne parla molto, ma quali competenze dovrebbe avere l’estetista e quanto pensa possano agevolare il lavoro nel quotidiano?

Può sembrare strano ritenere che l’estetista, che svolge la propria professione prevalentemente con le mani, debba sempre più mettere in gioco anche la propria testa, intesa come capacità di studiare nuove idee e strumenti per incrementare il proprio business. La tecnologia e il web innegabilmente stanno rivoluzionando la nostra vita anche lavorativa: chi è nata come estetista anche solo 10 anni fa magari non ha una grande propensione per l’utilizzo della rete o dei social, questo quindi diventa un vantaggio competitivo per le nuove generazioni.

Sono strumenti che non erano a disposizione fino a qualche anno fa e che ora permettono di raggiungere pubblici più ampi favorendo la conoscenza delle nostre attività in maniera molto più estesa: perciò chi non ne approfitta perde una grossa opportunità. Prima ancora, ritengo impensabile che un centro estetico non utilizzi un gestionale per la profilazione e analisi dei propri clienti, la gestione dei prodotti e del magazzino e altre funzionalità: per esempio l’archiviazione di tutti i propri dati in cloud, garantendo sicurezza a se stessi e professionalità ai clienti. Internet, inoltre, rimane una risorsa importante per effettuare ricerche e sviluppare la propria curiosità: è sempre positivo documentarsi per comprendere dove va il mercato, quali sono tendenze in atto o i claim dei prodotti.

Pratica-estetica2“O ti formi, o ti fermi” è uno slogan che avete coniato per vostre iniziative di successo rivolte agli operatori di bellezza, nelle quali al centro c’è sempre la formazione. Ci racconta di cosa si tratta?

Semplice: facciamo il mestiere più bello del mondo, ed è bello perché non è mai lo stesso. Il messaggio che non ci stancheremo mai di lanciare è che non ci si deve mai considerare “arrivati”: potrebbe essere l’inizio di un lento declino. Come abbiamo già avuto modo di dire, i canoni della bellezza cambiano di anno in anno, sono influenzati dalla società, dall’economia, dalla caratteristiche della popolazione che cambia sempre più rapidamente i propri connotati. Così come per la moda e il design, anche il look e il benessere seguono il tempo: con la conseguenza che dovremo assicurare a noi stessi un aggiornamento continuo per rimanere competitivi nel mercato. E perciò chi non si forma costantemente, rimane ancorato al passato e non sarà più in grado di rispondere alle richieste della clientela.

Da formatrice ed estetista, cosa suggerisce a chi desidera intraprendere o evolvere la propria attività?

Per chi come me svolge questa professione da 30 anni (compresi 10 da formatrice), viene spontaneo dire anzitutto che il proprio saper fare si costruisce nel tempo, non si impara nel breve periodo. E servono degli ingredienti essenziali: passione, dedizione, sacrificio di orari e soprattutto umiltà. Tanta umiltà: perché rimane sempre qualcosa da imparare. Vale quello che sostiene Steve Jobs: “stay hungry, stay foolish”. Solo con queste doti e propensione si può arrivare finalmente a comprendere che davvero facciamo il lavoro più bello del mondo.

Come associazione, avete promosso il progetto “BOBS – Building opportunities in beauty sector”, un progetto a livello internazionale, attraverso il quale, grazie al confronto con operatori di altri Paesi europei, sono stati identificati quali standard formativi siano indispensabili nella professione estetica. Ce ne parla?

La curiosità di cui parlavo nel precedente paragrafo ci ha spinti nel recente passato a confrontarci con altri operatori del settore, provenienti però da altre zone del nostro Continente: Confartigianato Vicenza è stata capofila di un progetto che ha coinvolto altri 6 Paesi europei. Abbiamo voluto comprendere come gli altri colleghi stranieri affrontano i nostri problemi, apprendendo le loro eccellenze e individuando soluzioni a problematiche comuni.

Da questo obiettivo di partenza, è nato un progetto di analisi che in due anni ci ha portato a maturare una visione di come evolve la nostra professione: e la chiave di lettura è ancora una volta la formazione che deve essere proposta agli operatori del settore, partendo dalla comprensione dei fondamentali cambiamenti sociodemografici in corso in Europa. Serviranno sempre più nuovi modi di approcciare il cliente, di comprendere il suo background e fabbisogno di bellezza: e non basterà solo la preparazione tecnica, la conoscenza delle culture e delle lingue ad esempio diverranno competenze preziose.

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