Una bellezza tutta naturale

28 maggio 2015

E’ un dato di fatto: attenzione per ambiente ed ecosostenibilità sono temi all’ordine del giorno, che vanno progressivamente investendo tutti gli aspetti della nostra vita, dall’alimentazione, al diffondersi di mezzi di trasporto meno inquinanti, alle abitazioni a basso impatto ambientale, alla moda. Si va affermando infatti la tendenza culturale a stili di vita più a misura d’uomo, alle buone pratiche per una vita sana e naturale. Questa sensibilità si è fatta strada anche nel mondo della cosmesi, dove è molto sentita l’esigenza di offrire alla propria clientela prodotti biologici, in nome di una bellezza più etica ed eco friendly. Le aziende cosmetiche hanno colto subito l’aumento dell’attenzione verso i temi “green” ed hanno compreso l’importanza di proporre linee di prodotti dall’innegabile coté ecologista.

una bellezza tutta al naturalePrendersi cura di sé, del proprio benessere e del proprio aspetto in maniera rispettosa della natura e dell’ambiente: questa sensibilità è sempre più presente in chi si orienta verso un consumo più responsabile. Per questo, quindi, ci si rivolge verso prodotti ecologici i cui ingredienti devono essere trasformati il meno possibile, senza troppe sostanze chimiche e senza l’utilizzo di componenti di origine animale. La preferenza va inoltre a prodotti di filiera corta, che usino componenti il più possibile ricavati da fonti del territorio circostante. Si privilegiano componenti che apportano benefici al corpo, alla bellezza ed anche allo spirito, cercando di evitare sostanze e tecniche potenzialmente tossiche per l’essere umano. E’ anche questo un modo per sentirsi più in armonia con la natura e i suoi ritmi. Possiamo pensare che i cosmetici “verdi” possano veramente rappresentare una piccola svolta nel nostro modo di consumare, di pensare e di conseguenza di agire sul pianeta. Anche ridurre l’impatto ambientale e contribuire a un pianeta meno inquinato sono gesti di bellezza, che ci fanno sentire in armonia con il mondo e vicini a un autentico benessere.

Ma come distinguere un cosmetico naturale da uno ecologico? La linea di confine tra eco e bio-cosmesi non è così sottile. Il trend dei cosmetici a connotazione naturale s’inserisce più nel solco di una strategia di marketing, mentre la cosmesi biologica, per essere riconosciuta tale, dev’essere ufficialmente certificata. In questo campo, qualche difficoltà può derivare dall’assenza di un quadro legislativo e normativo che permetta di uniformare, secondo parametri da tutti riconosciuti, la vasta gamma di prodotti naturali presenti sul mercato. Per uniformare gli standard e fornire al consumatore qualche elemento per orientarsi tra le certificazioni, sono nati recentemente due disciplinari: quello di Cosmos (Cosmetic Organic Standard), che riunisce associazioni di produttori e quello chiamato NaTrue, nato da organismi certificatori nazionali come l’italiano CCPB, lo svizzero Bio. Inspecta e il tedesco EcoControl. Si tratta di Enti privati, a cui le aziende si possono rivolgere per ottenere la certificazione secondo gli standard dell’Ente prescelto.

Mini guida delle certificazioni

Per Cosmos, esistono due livelli di certificazione: il “naturale”, dove il 98% del prodotto dev’essere di origine naturale, lasciando la componenteUna-bellezza-tutta-naturale petrolchimica, a esclusione dei conservanti ammessi, limitata al restante 2%; il “biologico”, invece, prevede che il 95% degli ingredienti agricoli sottoposti a processi fisici deve essere biologico. Per NaTrue invece, si possono suddividere i cosmetici in classi, contraddistinte dal numero delle stelle loro attribuite. Una stella: cosmetico naturale. Deve rispettare l’elenco di ingredienti e dei metodi per la lavorazione ammessi, nonché i limiti del contenuto minimo di sostanze naturali e quello massimo di sostanze “natural-simili”. Due stelle: cosmetici naturali con componenti biologiche. Qui sono più alti i livelli di sostanze naturali non trasformate, delle quali il 70% deve provenire da agricoltura biologica o raccolta spontanea certificata. Tre stelle: cosmetici biologici. In questo caso aumentano ulteriormente le percentuali di ingredienti naturali non trasformati, di cui il 95% deve essere biologico.

Quali sono i punti in comune tra i due disciplinari? Entrambi, pur riconoscendo l’impossibilità di creare formulazioni biologiche valide per tutti i tipi di cosmetici, assegnano alle formule un valore di “naturalità”, al fine di garantirne un minore impatto su ambiente e pelle dei consumatori. Inoltre, non includono l’acqua nel calcolo della percentuale di biologico, fatto importante visto che la maggior parte dei cosmetici contiene elevate percentuali d’acqua. Infine ambedue vietano l’uso di materie prime OGM di origine vegetale, limitando così la proliferazione di colture geneticamente modificate, che quindi compromettono la biodiversità. Sulle etichette, possiamo anche trovare altre diciture. Una è “Gluten free”, ad indicare l’assenza di glutine, sostanza notoriamente nociva a chi soffre di celiachia. In realtà, la quantità di sostanze contenenti glutine nei cosmetici è estremamente bassa e l’uso esterno dei prodotti non crea alcun problema. Certamente è un’informazione in più, ma non sostanzialmente utile. Un’altra dicitura che possiamo trovare sulle confezioni di cosmetici definiti vegan è “cruelty free”, a garanzia che l’azienda produttrice non ha effettuato sperimentazioni su animali.

Va detto che i test del prodotto finito su animali sono vietati per legge, sin dal 2004, anche se tale pratica è andata estinguendosi già a partire dagli anni ’80. Inoltre, dal 2009, nessun ingrediente dei cosmetici può essere testato su animali nella Unione Europea, come non si possono commercializzare in Europa cosmetici contenenti ingredienti testati su animali al di fuori dell’Ue, eccezion fatta per tre test: quello di tossicità da uso ripetuto, che testa le reazioni di bassi dosaggi protratti nel tempo; quello di tossicità riproduttiva o teratogenicità, cioè la capacità della sostanza di creare difetti nella prole se somministrata in gravidanza; infine il test di tossicocinetica, che valuta il modo in cui la sostanza raggiunge cellule e organi causando eventuali danni biologici. Per ciò che riguarda questi test, il divieto è in vigore da marzo 2013. Dopo tale data in Europa non possono essere venduti prodotti che contengono ingredienti specificamente studiati per la cosmesi che siano stati testati su animali in qualunque parte del mondo. In cosmetica, però, si possono usare ingredienti che sono stati testati su animali prima del marzo 2013. Oppure ingredienti realizzati per scopi non cosmetici, che tuttavia possono rientrare in una formula cosmetica. In questo caso l’impegno responsabile di un’azienda a non utilizzarli potrebbe davvero fare la differenza.

Nel PDF trovate le opinioni a confronto sul tema dei nostri due esperti.

PDF-Una bellezza tutta al naturale – Opinioni a confronto

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