Morto Umberto Veronesi, ha dedicato la sua vita alla lotta dei tumori

10 novembre 2016

imgresUna vita dedicata alla ricerca sul cancro, si è spento l’8 novembre 2016, nella sua casa di Milano, all’età di novant’anni, l’oncologo Umberto Veronesi.

Un grande ricercatore, un uomo che ha fatto della battaglia del cancro la sua ragione di vita, cominciando nei lontani anni ’50, dopo la laurea, quando ancora non si credeva che, quello che viene definito il male del secolo, potesse essere curabile.

Un grande innovatore che ha rivoluzionato il mondo della ricerca contro il cancro con la sua creatura, l’Istituto Oncologico Italiano (Ieo), ospedale divenuto uno dei poli di eccellenza, anche a livello internazionale, per la cura e la prevenzione dei tumori. Luogo pensato e costruito con un approccio nuovo verso i pazienti, dove tutto doveva ruotare intorno alle esigenze delle persone nella loro globalità e complessità. Un luogo nel quale tutti potessero avere accesso alle cure e alle terapie più avanzate e dove intelligenze e talenti potessero esprimere le loro capacità. Ed è stato proprio allo IEO che, attraverso la ricerca, ha messo a punto la tecnica della quadrantectomia nel caso di tumore alla mammella, un intervento che, a differenza della mastectomia, ha un effetto meno invasivo e più conservativo, a tutto vantaggio dell’estetica e,  soprattutto, liberado la donna dagli effetti psicologici che l’asportazione chirurgica di un seno comporta. Negli ultimi anni ha lavorato anche sul miglioramento della radioterapia, introducendo quella intraoperatoria, che si esaurisce in una sola seduta durante l’intervento.

Un grande difensore dei diritti degli animali e un sostenitore del testamento biologico nonché dell’eutanasia, nel 2003 ha creato la fondazione Veronesi per sostenere la ricerca e la divulgazione scientifica.

Un grande uomo di comunicazione, che ha strenuamente portato avanti il suo credo per sensibilizzare sia l’opinione pubblica che le istituzioni. E’ arrivato a ricoprire il ruolo ministro della Sanità durante il governo Amato, dal 2000 al 2001, ed è stato Senatore dal 2008 al 2011. Ha ricevuto quattordici lauree honoris causa, nazionali e internazionali, ma il titolo del quale era più orgoglioso era quello di “Donna ad honorem” che il 27 luglio del 2000 gli fu attribuito in occasione della presentazione di ‘Europa Donna Parlamento’. Le donne, infatti, sono state al centro dell’attenzione di Veronesi che, in occasione della presentazione del suo libro intitolato ‘Dell’amore e del dolore delle donne disse: “Ho trascorso la vita con le donne, le ho conosciute nei momenti più difficili, quando il dolore ne apre gli animi. Quando il guscio delle loro sicurezze si rompe, il rapporto diventa diverso, intenso, vero. Mi affascinano le reazioni toccanti e le battaglie strazianti di donne innamorate della vita, ciascuna con il proprio modo di trovare conforto e ragione nel combattere la malattia. Quando un’associazione mi ha eletto ‘Donna ad honorem’, per me è stato il premio più bello”.

Veronesi ha lasciato a tutti una  grande eredità: la ricerca avanzata, la cura e la sensibilizzazione verso la prevenzione attraverso diversi temi, tra i quali quello dell’alimentazione. Non solo, ha anche trasmesso un messaggio di grande speranza, ci ha resi più forti e consapevoli che, anche di fronte alla malattia, non si debba cedere le armi, ma, al contrario, si debba fortemente credere che sia possibile vincere.

Grazie grande Prof per il grande lavoro compiuto. Ti sia lieve la terra.

 

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