Trucco e colore

18 ottobre 2017

Quando applichiamo un cosmetico decorativo sul viso o sul corpo, sia esso fondotinta, ombretto, rossetto o altro, modifichiamo, per mezzo di pigmenti, la naturale colorazione della nostra pelle. L’elemento fondamentale ed indispensabile del trucco è il colore

Parlare del colore significa entrare in un mondo immenso. Un mondo fatto di fisica, chimica, storia, arte e gusto individuale. Definire il colore è semplice quanto difficile è comprenderne la definizione. Il colore è una percezione sensoriale, per mezzo della vista, della riflessione della luce sulle superfici che ci circondano.

La luce solare che percepiamo come bianco assoluto, al suo interno contiene tutti i colori visibili e invisibili. Quando la luce, ad esempio, illumina una superficie di colore blu, questa ne rifletterà solamente la porzione luminosa, la lunghezza d’onda, del medesimo blu di cui è colorata, assorbendo tutti gli altri colori. Il nostro occhio colpito per riflessione dal raggio di luce blu, trasmette questa informazione al nostro cervello che lo interpreta ricreando esattamente il colore riflesso.

Un concetto astratto e complesso da comprendere per un fenomeno fisico che ci appartiene dalla nascita. Luce e colore sono quindi un binomio inscindibile, senza luce il processo di riflessione non avviene, il colore non si percepisce, e “percepiamo” il nero. Il nero, definito spesso come colore, è in realtà la totale assenza di percezione visiva e quindi di colore. Le superfici nere, non contenendo alcun colore, assorbono la luce nella sua totalità, impedendone la riflessione.

Al limite opposto troviamo le superfici bianche (bianco=insieme di tutti i colori) che riflettono la luce nella sua totalità. Tra i due estremi ci sono tutti i milioni di colori che compongono la nostra realtà percettiva ed è incredibile scoprire che tutti sono generati dalla miscelazione di solo tre di essi. Sono il ciano (blu primario), il giallo e il magenta (rosso primario), colori di tre particolari lunghezze d’onda, colori puri, inscindibili. Miscelati in milioni di differenti proporzioni generano altrettanti differenti colori. Così il giallo e magenta generano tutti i possibili arancio, il blu e il e il giallo i milioni di verdi, il magenta e il blu tutti i viola. Se miscelati insieme in eguali proporzioni i tre colori primari si neutralizzano generando il grigio puro, se la miscelazione non è perfettamente equilibrata creano tutte le varianti di marrone e marrone grigiastro. Un mondo immenso. Nel trucco il colore è parte essenziale, oggi come migliaia di anni fa.

La mia personale definizione di trucco, nell’accezione cosmetica: applicazione di sostanze colorate (non coloranti) sulla superficie epidermica, al fine di modificarne la naturale colorazione in modo non permanente. Quando applichiamo il trucco sulla superficie della nostra pelle non facciamo altro che applicare sostanze colorate e pigmenti miscelati ad altre sostanze che ne permettono l’adesione (lipidi), modificandone il colore naturale. Con il fondo di base uniformiamo il colore coprendo discromie come couperose, cloasmi, acromie. Con i correttori neutralizziamo occhiaie violacee e bluastre, con matite e ombretti modifichiamo il colore delle palpebre, con i rossetti quello delle labbra.

Perché ci trucchiamo?

L’essere umano ha sentito sempre la necessità di modificare il proprio aspetto attraverso svariati espedienti, sempre con un unico fine: comunicare. Il trucco, così come il costume, è la forma più antica di comunicazione non verbale. Con la decorazione di viso e corpo l’uomo definisce se stesso in relazione con i suoi simili, parla di se, oggi come in passato. il trucco del faraone definiva il suo status nei confronti del suo popolo, una decorazione specifica differenziava un guerriero o uno stregone all’interno di una tribù. Il trucco delle geishe, le matrone della Roma imperiale, gli eccessi della corte francese nel ‘700, le decorazioni maori, sono solo alcuni delle molteplici variazioni sul tema. Ognuna generata dalla necessità di definire la propria collocazione sociale in rapporto con gli altri.

Per millenni il bisogno di modificare il proprio aspetto attraverso il colore ha superato una delle problematiche principali del trucco: la sua tossicità. Le sostanze colorate utilizzate, senza l’ausilio della chimica moderna, si rivelavano, inconsapevolmente, altamente tossiche, velenose, e portavano spesso, con l’uso prolungato, alla morte prematura. Il componente principale per millenni del fondo di base, ad esempio, è stata la biacca (conosciuta anche come cerussa) ovvero carbonato basico di piombo (PbCO2). Questo pigmento bianco, molto coprente ed altamente tossico, viene usato per schiarire il viso sino alle soglie del ventesimo secolo. Il contatto continuo e prolungato del piombo con la pelle determina un inesorabile avvelenamento. Anche la Galena, il nero usato sin dall’antico Egitto, un composto di solfuro di piombo, era fortemente tossico. Così come i sali di rame per ottenere il verde e l’azzurro.

Le stesse sostanze grasse in cui i pigmenti erano miscelati, come la sugna [grasso di maiale] o il sego (grasso di ovino), senza conservanti ed antiossidanti, deperivano velocemente, generando danni cutanei come dermatiti o infezioni. Nel ‘900 con i progressi della chimica il cosmetico diviene sempre meno dannoso, sino alla definizione di una legge a livello europeo che garantisce l’incolumità del utilizzatore (legge 713/1986). I colori tossici utilizzati per millenni vengono messi al bando, quelli non tossici come l’ossido di ferro, nelle varianti arancio, marrone, rosso, giallo, nero, vengono resi più sicuri da processi chimici.

La salvaguardia del consumatore, con la legge sui cosmetici, è ulteriormente tutelata dalla destinazione d’uso del prodotto. I colori il cui utilizzo è autorizzato in cosmesi, in particolare nel make-up (cosmesi decorativa), hanno comunque delle limitazioni di applicazione definite dalla “destinazione d’uso”. Alcuni pigmenti, in particolare alcuni pigmenti rossi, non sono ben tollerati dalla zona perioculare e la loro applicazione continuata può causare dermatiti o reazioni allergiche. Per questo motivo ogni prodotto trucco deve riportare la destinazione d’uso, zona dove il prodotto può essere applicato. Un prodotto definito ombretto occhi o matita occhi può essere utilizzato in tutto il viso (all area), quando è specificata altra destinazione (fard, rossetto labbra, matita labbra) il prodotto comporta una limitazione d’uso e non potrà essere usato nella zona perioculare.

I campi d’applicazione cosmetica dei pigmenti sono regolati da quattro categorie definite in un apposito allegato alla legge: pigmenti che possono essere utilizzati senza limitazione, pigmenti utilizzabili ad esclusione della zona perioculare, pigmenti utilizzabili ad esclusione delle mucose (boccali, oculari e intime) e pigmenti utilizzabili per i prodotti a risciacquo. In passato la tendenza a utilizzare colore nel trucco era limitata alla disponibilità delle materie prime. Con il progredire della chimica e la possibilità di impiego maggiore di nuovi pigmenti, il trucco si arricchisce di colori sempre più vari, assecondando le tendenze dell’abbigliamento e dei costumi sociali. Gli anni sessanta sono un esempio molto evidente: la pop art, la psichedelica, i movimenti hippy e le grandi rivoluzioni sociali che contraddistinguono questo periodo determinano l’utilizzo di colori sempre più sgargianti e innovativi. Colori a contrasto, perlescenti, saturi arricchiscono i volti divenendo protagonisti e comunicando forza ed energia creativa.

Oggi la disponibilità di colori e toni e molto vasta. Le case cosmetiche per grande distribuzione propongono continue novità, cercando di collegare la tendenza colore nel trucco alle proposte semestrali dell’abbigliamento. La scelta del colore nel trucco da parte del consumatore non è però così suscettibile a rapidi cambiamenti. Osservando il passato la tendenza colore nel make-up varia approssimativamente nell’arco di dieci/quindici anni, spesso collegata a forti cambiamenti sociali. Oggi la tendenza è legata a colori estremamente naturali, luminosi ma senza eccessi. Le varianti di marroni, terra e beige sono una base su cui far emergere dominanti rosa, viola o arancio, il tutto estremamente delicato e leggero. Rame, oro e argento per un trucco metallizzato, arricchiti da glitters ultrafine. Per le labbra gloss trasparenti o appena pigmentati, glitterati o perlati. La mia opinione è che indipendentemente dalla moda o tendenza del momento, il trucco rimane comunque una forma di espressione personale, del proprio stato d’animo e voglia di rapportarsi con gli altri, quindi, senza troppi vincoli, soddisfiamo al meglio il nostro bisogno di trucco.

L’esperto risponde a redazione@mabellaedizioni.it

A cura di Stefania D’Alessandro

 

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