Trasparenza in nome della qualità

18 aprile 2017

Come ridurre i rischi nell’acquisto delle apparecchiature per l’estetica? Risposte concrete nell’ottica della qualità totale arrivano da FAPIB, come ci spiega Bernardo Franco Cerisola presidente dell’associazione.

Nella precedente intervista ci ha anticipato il lancio del codice etico al Cosmoprof. Quali aggiornamenti dopo l’ufficializzazione?

L’ufficializzazione del Codice Etico, avvenuta in concomitanza del Cosmoprof 2017 e formalizzata dall’approvazione dei soci della FAPIB, rappresenta un importante e fondamentale nuovo inizio per la FAPIB e per i suoi associati. Ora prende l’avvio il reale processo che deve dare sostanza e garanzia a quanto è stato concettualmente definito nel Codice Etico stesso. La “comunicazione scritta” sulle riviste del settore è stata sin dall’inizio dell’avventura la nostra cassa di risonanza e lo sarà anche in futuro. La “comunicazione orale”, attraverso la partecipazione a riunioni e convegni organizzati dalle associazioni di categoria (CNA e CONFARTIGIANATO), è utilizzata per informare in maniera chiara quali sono gli scopi e gli obiettivi che FAPIB si è prefissa con l’assunzione del Codice Etico e quali i vantaggi a rivolgersi e confrontarsi con le aziende associate da parte del mondo dell’estetica professionale. Sarà tuttavia fondamentale la “comunicazione reale quotidiana” ovvero la costante e metodologica applicazione, nella gestione del business e nei rapporti con tutti gli operatori dell’estetica professionale, dei principi fondamentali sanciti nel Codice Etico.

Questo nuovo “modus operandi” sarà sicuramente l’elemento chiave e di maggior peso e valore per far conoscere le aziende associate a FAPIB e il loro Codice Etico. Quindi nuovo modus operandi, nuovi obiettivi?

L’obiettivo della FAPIB cambia, d’ora in poi la nostra parola d’ordine sarà “CREDIBILITY“, mantenere la credibilità di quanto affermato sulla carta supportandola con l’azione quotidiana sul campo in modo che i rapporti con tutti i partner siano sempre improntati alla massima trasparenza e collaborazione. Tra i vari elementi sostanziali presenti nel Codice Etico è importante sottolineare uno dei punti che il Cosmoprof 2017 ha evidenziato come “critico”. Nel Codice Etico è stabilito che: ” I Soci si obbligano a inserire l’informazione riguardante il Paese di provenienza delle proprie apparecchiature, nel materiale di comunicazione – preventivo alla vendita – della propria azienda “, in modo che l’origine di provenienza sia conosciuta. La definizione dell’origine Di provenienza delle apparecchiature, di per sé non rappresenta l’elemento cardine della comunicazione, ben altre debbono essere le informazioni da veicolare per convincere gli operatori dell’estetica a investire in una nuova tecnologia; il know-how aziendale, i risultati ottenibili documentabili, la capacità progettuale, il servizio postvendita, l’affidabilità dell’apparecchiatura e del marchio, i sistemi di qualità, la formazione offerta, il rapporto quotidiano con il cliente per aiutare a utilizzare al meglio le nuove tecnologie sono sicuramente argomenti ben più importanti e significativi nel convincere il nostro partner cliente. Come ben si può vedere dal mero e incompleto elenco delle informazioni, l’origine di provenienza inserita in tale contesto acquista il suo reale valore. Essa è una informazione utile a completare il quadro di insieme della comunicazione che deve però essere contestualizzata, in modo da offrire la massima trasparenza verso il nostro partner acquirente. E’ importante sottolineare che tale informazione serve a metter in evidenza che nulla si vuole nascondere e che nulla c’è da nascondere e che essa, insieme a tutte le altre informazioni sopra enunciate, sono l’insieme degli aspetti importanti da tenere in considerazione; una dimostrazione di sicurezza nelle proprie capacità, conoscenze, tecnologie, in generale nella complessiva organizzazione aziendale tale da garantire che non è l’origine di provenienza ciò che è qualificante per una apparecchiatura ma tutto quello che caratterizza l’azienda che propone l’apparecchiatura stessa. L’esplicitare l’origine di provenienza non deve diventare una limitazione discriminante, ma un segno distintivo per affermare ad alta voce e chiaramente che le aziende associate alla FAPIB fanno della qualità totale, della trasparenza e della legalità la loro bandiera per garantire attraverso un corretto rapporto con i propri clienti una costante crescita del mercato. Come tutti i progetti, siamo consapevoli di essere solo agli inizi e che altri sforzi dovranno essere fatti per raggiungere l’obiettivo di far si che, in un prossimo futuro, il marchio FAPIB sia sinonimo di QUALITA’ TOTALE.

Per quanto riguarda le apparecchiature, a Cosmoprof abbiamo visto esporre diversi brand di origine cinese, ma abbiamo anche letto che le Fiamme Gialle hanno sequestrato presso due stand espositivi cinque apparecchiature contraffatte per la cura della persona e denunciato due persone di origine cinese. Quale il suo pensiero al riguardo?

Il titolo di un vecchio film di Marco Bellocchio “La Cina è Vicina” potrebbe essere preso a prestito come una delle chiavi di lettura dell’ultimo COSMOPROF 2017. Molte apparecchiature “made in China” erano presenti in parecchi degli stand di espositori non cinesi, ma erano presenti anche altrettanti espositori cinesi direttamente con i loro stand, alcuni anche fuori dai padiglioni normalmente dedicati alla Cina. Sicuramente il sequestro operato dai finanzieri di Bologna, in due stand, di cinque apparecchiature di aziende Cinesi su cui erano state apposte illecitamente etichette di un noto marchio di una ditta di prodotti biomedicali, con lo scopo di ingannare il pubblico: non è un segnale positivo. In generale esistono molti canali per potersi approvvigionare di apparecchiature per l’estetica professionale provenienti dalla Cina. Dai siti noti attraverso il Web ad improvvisati importatori/rivenditori. L’equazione Cina uguale qualità scadente non è corretta, bisogna evitare la caccia alle streghe priva di logica e di elementi di razionalità. Sicuramente “l’effetto prezzo” è un richiamo altamente efficace e le apparecchiature cinesi ne sono un esempio.

Cosa si deve fare per difendersi dalle truffe?

Come ho prima evidenziato, quando si deve scegliere una nuova apparecchiature da inserire nel proprio centro occorre avere molta logica e razionalità. Non cedere al richiamo delle sirene, sempre pronte a promettere azioni mirabolanti in tempi record, e fare riferimento ad altre fondamentali informazioni per poi decidere l’acquisto. Di seguito i punti da valutare con la massima attenzione:

  • Il servizio postvendita, che vuol significare disponibilità di assistenza e parti di ricambio in tempi rapidi (24-36 ore) e non settimane.
  • La formazione offerta e il rapporto quotidiano con il cliente.
  • L’affidabilità dell’apparecchiatura e del marchio.
  • I sistemi di qualità in essere nell’azienda produttrice e nell’eventuale distributore.
  • I risultati ottenibili e documentabili.
  • Il know-how aziendale, la sua storia e le sue capacità progettuali.
  • La dichiarazione di conformità al decreto 206/2015. Non voglio nemmeno considerare che le certificazioni CE possano essere contraffatte.

Le sue impressioni rispetto alle novità tecnologiche viste in fiera

Forse è giunto il momento che una manifestazione importante e fondamentale per il settore dell’estetica professionale si ponga come obiettivo non la quantità di espositori ma la qualità degli stessi, non basandosi sul numero ma sul peso che essi possono dare al Cosmoprof, passando dalla fase di “storming” alla fase di “norming“.

La FAPIB sarà di supporto a tutte le iniziative che servono a tutelare e far crescere il mondo dell’estetica professionale a fianco di tutti gli operatori del settore.

Franco Bernardo Cerisola
Ligure, ingegnere meccanico, laureato nel ’72, ha fatto numerose esperienze in aziende multinazionali quali Philips, 3M, Snia Viscosa in qualità di manager nel comparto della produzione e della gestione. Per 3M, settore medicale, è stato 2 anni negli Stati Uniti, occupandosi di trasferimenti e integrazioni di tecnologie tra Usa, Italia, Giappone. Tornato in Italia lavora in Amplifon e poi come direttore di stabilimento di una società americana con sede a Reggio Emilia. Nel 2003 approda al mondo dell’estetica, assumendo il ruolo di responsabile delle attività industriali per lo sviluppo di cosmetici e apparecchiature, della produzione e della qualità di GTS, riconfermato successivamente anche dalla nuova proprietà l’Alfaparf. Diventa consulente tecnico di Confartigianato, sedendo al tavolo tecnico del Ministero, istituito dopo il decreto del 2011, e oggi è un apprezzato consulente di Alfaparf.

www.fapib.it