Tatuaggio. Quando la passione finisce l’inchiostro resta?

15 febbraio 2018

Oggi i Medici Estetici hanno a disposizione diversi strumenti per la rimozione del tatuaggio, ma occorre rivolgersi a strutture serie e all’avanguardia.
L’amore degli italiani per i tatuaggi non dà segnali di stanchezza: secondo l’Istituto Superiore di Sanità la domanda in Italia sarebbe cresciuta del 60%, portando il numero di tatuati a quota 7 milioni, pari al 13% della popolazione dai 13 anni in su.
Ma cosa succede quando la passione per il tatuaggio svanisce?

Secondo uno studio condotto da Renaissance Lab, l’osservatorio sulle tendenze legate al mondo della medicina estetica, il 28% degli italiani è insoddisfatto dei propri tatuaggi. E se gli uomini statisticamente si accontentano di correggerli o modificarli, le donne sono più radicali e cercano soluzioni che rimuovano completamente il “problema”.

Se nel primo caso gli unici a poter intervenire sono i tatuatori stessi, che ricordiamo devono essere scelti con cura e operare in strutture autorizzate e nel rispetto delle norme igieniche previste dalla legge, nel secondo i professionisti cui rivolgersi sono il medico estetico o il dermatologo, che hanno a disposizione diversi strumenti per la rimozione del tatuaggio.

Attualmente i trattamenti che garantiscono i risultati migliori sono il laser, più raramente la dermoabrasione, o nei casi più estremi la cosiddetta escissione o rimozione chirurgica.

La Dermoabrasione è una procedura di riepitelizzazione che sfrutta l’azione rotante di uno strumento meccanico per rimuovere la cute, stimolando la conseguente rigenerazione della stessa. Generalmente sono sufficienti una o due sedute al massimo e tra gli effetti collaterali ci sono rossore, alterazione del colore cutaneo e nel caso in cui sia stata effettuata troppo profondamente può determinare una cicatrice vera e propria.

In linea di massima, però, oggi si raggiungono ottimi risultati con i laser: si utilizzano delle lunghezze d’onda che rompono il pigmento in particelle sempre più piccole in modo tale da renderne possibile l’eliminazione da parte del sistema reticolo-istiocitario.

I più utilizzati a questo scopo sono i Q-switched perché consentono di ottenere risultati davvero ottimi con ridotti effetti collaterali. Purtroppo, però, occorrono mediamente dalle 7 alle 12 sedute, a seconda dell’estensione del tatuaggio e dei colori impiegati (quelli scuri si rimuovono più facilmente mentre quelli chiari danno più problemi).

Inoltre, per rimuoverlo completamente e durante il trattamento non si può esporre la pelle per alcuni giorni alla luce del sole, secondo indicazione medica, in quanto si rischierebbe un’ustione. Per questo occorre programmare il ciclo di trattamento per tempo, partendo in inverno per poi sospendere in estate.

Anche in questo caso, può capitare che la cute presenti delle alterazioni nella pigmentazione o un ispessimento nell’area rimossa. La escissione chirurgica si potrebbe dire che è la tecnica più invasiva, ma si presta molto bene alla rimozione di piccoli tatuaggi. Anche in questo caso ovviamente può lasciare segni e cicatrici.

Ma come scegliere fra le tre soluzioni?

Il primo passo è sempre rivolgersi a un bravo medico, evitando il fai da te e le soluzioni low cost: le tecniche per la rimozione dei tatuaggi, per essere efficaci e sicure hanno un costo e le soluzioni più economiche non possono garantire gli stessi standard qualitativi.

Anche la preparazione del medico naturalmente fa la differenza: la manualità, l’esperienza e la formazione costituiscono un elemento imprescindibile quando si parla di Medicina Estetica.

Per questo motivo, quando una cliente vi esprime disagio rispetto a un tatuaggio divenuto indesiderato e vi chiede aiuto per la sua rimozione, indicate un medico estetico che abbia frequentato una scuola specialista quadriennale.

L’esperto risponde a redazione@mabellaedizioni.it oppure a info@centromedicoagora.it

Alberto Massirone
Medico Chirurgo, Medico Estetico, Specialista in Idrologia, Climatologia e Talassoterapia ed in Terapia Fisica e Riabilitazione. Fonda nel 1986 la scuola di Medicina a Indirizzo Estetico Agorà. E’ presidente di Agorà Società Italiana di Medicina a Indirizzo Estetico, inoltre è Direttore di S.M.I.E.M. (Scuola Superiore Post-Universitaria di Medicina ad indirizzo Estetico) e Vice-presidente A.M.I.I.T.T.F. (Associazione Medica Italiana di Idroclimatologia, Talassologia e Terapia Fisica). E’ professore a contratto in Medicina Estetica presso l’Università degli Studi di Milano in Medicina Estetica nella Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica. E’ autore di oltre 70 pubblicazioni su riviste scientifiche oltre che di volumi di didattica in Medicina Estetica.
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