Sterilizzare, sì grazie (I parte)

15 giugno 2016

Crocevia di persone, ambiente in cui si effettuano trattamenti di bellezza o massaggi a diretto contatto con il cliente, il centro estetico, luogo del bellessere, può

AUTOCLAVE OVERLINE

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facilmente trasformarsi in un veicolo di contaminazioni se si omettono le regole basilari per una corretta igiene e sicurezza dell’istituto, poichè i rischi di infezione sono molteplici. E’ infatti comprovato da dati Istat che più del 3% della popolazione è affetta da Epatite C, una malattia infettiva ad altissimo fattore di contagio. Ciò significa che su 30 persone che entrano in un centro di benessere, almeno una (statisticamente) è ammalata di Epatite C.

AUTOCLAVE SUNRISE

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Al di la, di qualsiasi codice etico e deontologico degli operatori estetici e olistici, e per la tutela del cliente e dell’operatore, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, è pertanto necessario che i locali del centro estetico siano aerati e puliti, le attrezzature disinfettate e mantenute in perfetta igiene, con l’ausilio di disinfettanti non allergici ammessi dalla CE, approvati dal Servizio di Igiene Pubblica, che venga effettuata un’accurata pulizia delle mani prima e dopo il trattamento e vi sia la stessa accurata attenzione nella detersione della superficie della pelle del soggetto da trattare e che la divisa da lavoro sia bianca, linda e sempre in ordine.

In questo articolo, non tratteremo tutti i punti, che certo meriterebbero di essere approfonditi, ma quello che per noi rappresenta uno degli aspetti più importanti, e cioè la sterilizzazione, un processo che elimina ogni presenza di microbi, patogeni e non, comprese le spore e i funghi. Un metodo necessario a garantire igiene e sicurezza in campo estetico come in quello sanitario, che deve soddisfare precisi requisiti.

QUALI DISPOSITIVI BISOGNA STERILIZZARE?

AUTOCLAVE BISECCO

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I ferri, gli strumenti riutilizzabili vanno puliti, disinfettati e sterilizzati dopo ogni utilizzo come è imposto dal D.M. 28/09/1990 del Ministero della Sanità in tema di “Norme di protezione dal contagio professionale da HIV”: “E’ obbligatorio sterilizzare gli strumenti, i manipoli, gli ablatori ad ultrasuoni, le siringhe aria/acqua, le frese e qualsiasi altro strumento che venga a contatto con le mucose, se riutilizzabile, dopo l’utilizzo su ciascun paziente”.

Il decreto stabilisce inoltre che prima della sterilizzazione i materiali contaminati vengano decontaminati, immergendoli in soluzioni contenti agenti chimici efficaci contro il rischio di HIV. L’obbligo di sterilizzazione deve considerarsi generale quando lo strumento entra in contatto con mucose, tessuti, sangue, una misura di sicurezza necessaria ai sensi del D.lgs 81/2008. Inoltre, la norma tecnica UNI EN 556-1 stabilisce che per dichiarare un prodotto sterile si deve avere la probabilità che al massimo non sia sterile un prodotto su 1 milione di prodotti sterilizzati, ovvero il livello di sicurezza di sterilità SAL (Sterility Assurance Level) sia pari a 6. Il processo di sterilizzazione viene ben definito e descritto dalle “Linee guida sull’attività di sterilizzazione” a cura dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL).

TIPI DI AUTOCLAVI

Le linee guida ISPESL fanno riferimento alla norma tecnica UNI EN 13060:2009 “Piccole sterilizzatrici a vapore” che classifica le autoclavi a vapore nelle seguenti

AUTOCLAVE FARO DISTRIBUITA IN ESCLUSIVA DA TECNIWORK

AUTOCLAVE FARO DISTRIBUITA IN ESCLUSIVA DA TECNIWORK

classi: • Classe B: “Big small sterilizers”, adatte per sterilizzare dispositivi confezionati e non, carichi solidi, porosi e cavi di tipo A e B. • Classe S: “Specified by the manufacturer”, caratteristiche specificate dal costruttore, pertanto il tipo di carico deve essere anch’esso specificato dal costruttore. • Classe N: “Naked solid products”, adatte a sterilizzare solo dispositivi solidi e non confezionati.

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