Sterilizzare, sì grazie (II parte)

22 agosto 2016

CICLO DI STERILIZZAZIONE: IL PROTOCOLLO

AUTOCLAVE TECNO-GAZ

AUTOCLAVE TECNO-GAZ

L’efficacia delle autoclavi a vapore, ovvero l’avvenuta sterilizzazione del carico, non può essere verificata direttamente sul carico uscente dal ciclo di sterilizzazione. Per questo motivo la norma tecnica UNI EN 556-1:2002 in riferimento alla UNI EN ISO 9001:2000 ed alla UNI EN ISO 13485:2004, classifica il processo di sterilizzazione come “processo speciale”. Esso pertanto deve sottostare a determinate procedure documentate e documentabili che possano comprovare l’effettiva efficacia del processo stesso. Viene definita “convalida” l’insieme di queste procedure atte al controllo. Il processo di sterilizzazione deve seguire il percorso come descritto dalle “Linee guida sull’attività di sterilizzazione” (ISPESL).

1. Raccolta

2. Decontaminazione

3. Lavaggio

4. Risciacquo

5. Asciugatura

6. Controllo e Manutenzione

7. Confezionamento (solo con autoclavi che lo consentono)

8. Sterilizzazione

AUTOCLAVE MÜSTER & DIKSON

AUTOCLAVE MÜSTER & DIKSON

Raccolta: consiste nel raccogliere gli strumenti dopo l’uso, strumenti ovviamente non più sterili e a rischio di esposizione biologica. La legge impone che per fare questa operazione vengano indossati i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) adeguati. Il medesimo obbligo rimane anche per tutte le fasi successive.

Decontaminazione: l’articolo 2 del DM 28 settembre 1990, prevede che “…i presidi riutilizzabili debbono, dopo l’uso, essere immediatamente immersi in un disinfettante chimico di riconosciuta efficacia nei confronti dell’HIV prima delle operazioni di smontaggio o pulizia da effettuare come preparazione alla sterilizzazione…”. La decontaminazione è una fase obbligatoria. Gli strumenti usati vengono immersi in vasche compatibili con il liquido disinfettante utilizzato (cestello senza saldature, estraibile e con manico). E’ fondamentale rispettare i tempi di immersione, la temperatura di esercizio, la scadenza e l’esauribilità dichiarati dal produttore del disinfettante.

Lavaggio: ideale è utilizzare una vasca ad ultrasuoni riempita di liquido detergente, ma si può eseguire manualmente, anche se, in questo caso, è poco efficace.

Risciacquo: eseguire il risciacquo manualmente utilizzando acqua distillata o demineralizzata poiché i residui contenuti nell’acqua comune possono interferire con il processo di sterilizzazione, oppure essere causa di danneggiamento degli strumenti sterilizzati.

Asciugatura: l’asciugatura degli strumenti può essere eseguita manualmente con adeguati dispositivi di protezione (guanti) per evitare tagli o punture. Lo strumento è ancora potenzialmente contaminato, pertanto è necessaria la massima attenzione. La mancata asciugatura degli strumenti prima dell’imbustatura può creare: corrosione degli strumenti, ossidazione degli strumenti, formazione di macchie biancastre, disturbo al ciclo di sterilizzazione. In alternativa si possono utilizzare asciugatrici automatiche.

Controllo e manutenzione: gli strumenti devono subire la regolare manutenzione ed essere disassemblati prima di passare alla fase successiva. Gli strumenti danneggiati potranno poi essere inviati in riparazione o smaltiti se irrecuperabili.

Confezionamento: il confezionamento è riservato solo alle autoclavi vapore di classe B ed alcuni tipi di classe S. Consente il mantenimento sterile dei dispositivi

AUTOCLAVE PODOSPECIAL ZANNI

AUTOCLAVE PODOSPECIAL ZANNI

sterilizzati per 30-60 giorni, secondo il tipo di contenitore purché la confezione sia integra. Si possono utilizzare comode buste autosigillanti. Le confezioni devono essere provviste di indicatore chimico in classe 1 al fine di evidenziare che è stato effettuato il trattamento e devono essere contrassegnate con numero di lotto per la rintracciabilità e la data del ciclo avvenuto. Non è possibile confezionare carichi destinati ad autoclavi di classe N, stufe a secco, sterilizzatrici a palline di quarzo, lampade germicida o altri sistemi non compatibili con il confezionamento.

Sterilizzazione: Esistono diversi metodi, ma quelli più comuni sono quelli che si avvalgono di apparecchiature a calore secco (come le stufe a secco) e di apparecchiature a calore umido, ovvero le autoclavi a vapore. Sistemi di sterilizzazione a palline di quarzo, lampade germicida ed analoghi non possono essere considerati impianti efficaci di sterilizzazione. L’autoclave di classe S, oltre a sterilizzare strumenti imbustati, è dotata di una stampante integrata che permette l’immediata visione dell’avvenuta sterilizzazione. Lo scontrino emesso dalla stampante ha valenza di prova giuridica in caso di contenzioso.

CONVALIDA STERILIZZAZIONE

Dopo aver verificato l’efficienza dell’autoclave utilizzata (come richiede il D.Lgs 81/2008 – Art 274), controllando i parametri fisici secondo norma tecnica UNI EN ISO 17655-1 e UNI EN ISO 17655-2, per ogni programma previsto dall’apparecchiatura, redigere un documento (datato e controfirmato) con un testo del tipo “…secondo i test effettuati, i cicli di sterilizzazione risultano essere conformi alle norme tecniche UNI EN ISO 17665 e UNI EN 554.”, successivamente archiviare il documento registrandolo su un registro dati inerenti al ciclo di sterilizzazione degli strumenti utilizzati su una precisata persona.

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