Positivo cambio di marcia

3 gennaio 2017

Un export che corre grandemente e un’Italia che ha smesso di decrescere e sta iniziando lentamente a riprendersi, imprenditori che tornano ad investire e un consumatore più maturo. Un cambio di marcia importante, un segnale di ottimismo per una filiera che in Italia conta più di 200.000 addetti. Ne parliamo con autorevoli protagonisti del settore.

fabio-rosselloSiamo giunti al termine di questo anno, segnato da nuovi assetti internazionali. L’Unione Europea che scopre improvvisamente di non essere mai stata tale. La controversa elezione di Trump, per la quale si debbono ancora scoprire gli effetti sull’economia mondiale. Il 2016 per il settore cosmetico, già a giugno, faceva intravvedere accenni di ripresa anche sul mercato interno. Dr. Rossello, ci interessa una sua visione del mercato, in attesa di conoscere, a febbraio, i dati ufficiali della 31^ indagine congiunturale di Cosmetica Italia.

Ci troviamo di fronte a una fase di cambiamento economico a livello mondiale. Dopo aver vissuto fra la fine del 2008 e il 2009 la grande crisi, che ha portato ad un collasso del mondo finanziario e, a cascata, si è riversata su altri fronti, oggi assistiamo ad uno scenario in cui la vecchia Europa ne esce un po’ malconcia, il Giappone mostra qualche sofferenza, mentre gli Stati Uniti continuano a mantenere una crescita di due punti percentuali all’anno del prodotto interno lordo. Tra i paesi emergenti, il Brasile non ha più una posizione significativa, al contrario, Kazakistan e Messico sono considerati mercati di interesse con un elevato potenziale di crescita. Nel 2016 la Brexit ha visto il Regno Unito prendere le distanze dall’Unione Europea. Un evento che, fortunatamente, ha comportato poca volatilità delle Borse rispetto a quella prevista e al quale l’UE ha risposto con una presa di posizione coesa e forte, accelerando alcuni processi e vivendo il cambiamento più come opportunità che come rischio. In attesa di commentare i dati sul secondo semestre 2016, che saranno presentati il prossimo 1 febbraio dal Centro Studi di Cosmetica Italia, posso confermare ciò che è stato prospettato nella precedente rilevazione congiunturale e cioè una ripresa nel mercato interno soprattutto per i canali degli acconciatori e delle profumerie, uno stallo del comparto dell’estetica professionale e una frenata della grande distribuzione. Confrontandomi con gli imprenditori ho colto una generale volontà di investire e un orientamento all’export, confermando che il Made in Italy continua a essere molto apprezzato a livello internazionale. La sensazione per il nostro settore è che è stata superata la fase più critica con un export che corre grandemente e un’Italia che ha smesso di decrescere e sta iniziando lentamente a riprendersi, con una serie di distinguo sui vari canali. In Italia, chi ha saputo tenere le posizioni, ha innovato in modo corretto e riconsolidato il rapporto prezzo/qualità potrà concretamente raccogliere buoni risultati.

Sta cambiando l’atteggiamento del consumatore verso gli acquisti beauty? Come catturare i nuovi bisogni?

La cosmetica è cultura per tutti, i prodotti diventano accessibili per qualsiasi target e qualsiasi tasca, con una qualità che ritengo eccezionale. L’atteggiamento nei confronti del beauty, da parte del consumatore, è diventato più maturo. La cura del sé non è percepita solo da un punto di vista estetico, ma soprattutto come beneficio interiore. Oggi il cosmetico è diventato qualcosa di necessario. Così come non possiamo fare a meno di un bagnoschiuma o di un sapone, anche una crema o un make up diventano irrinunciabili. Stiamo assistendo a un cambio culturale nell’approccio al cosmetico da parte dell’utente finale, anche in fasce di età più giovani, così come tra gli uomini che, in questi ultimi anni, esprimono una crescente predisposizione all’uso dei prodotti di bellezza. Frutto di questo cambio culturale è anche un atteggiamento più consapevole e rispettoso della propria pelle e una maggiore sensibilità a tematiche di prevenzione dell’invecchiamento e protezione cutanea. I mezzi di informazione e, non ultimo, anche il lavoro della nostra Associazione, hanno favorito una migliore conoscenza; il web, in particolare, ha permesso ai più giovani di familiarizzare con argomenti che, fino a qualche anno fa, erano patrimonio di pochi.

Avete lavorato nel segno del cambiamento, avviando diverse iniziative a supporto delle aziende, cosa avete in serbo per il 2017?

In questi sei anni di presidenza, insieme ai soci che collaborano nel direttivo, abbiamo portato l’Associazione ad un livello differente. Uno dei cambiamenti principali è stato il passaggio del nome da Unipro a Cosmetica Italia. Come Associazione nel 2017, compiamo cinquanta anni, ricorrenza che festeggeremo al Cosmoprof di Bologna e durante il passaggio di consegne, che avverrà a metà anno in occasione della nomina della nuova presidenza a Milano e in seguito a Roma con un evento pensato per il mondo politico e le istituzioni. Il prossimo anno vediamo un consolidamento dell’Associazione, non solo per quanto riguarda il regolatorio ma anche nel rapporto con l’end user, un impegno, quest’ultimo, che abbiamo svolto ampliando le relazioni con i consumatori e con i media e cercando di portare a conoscenza l’importanza di questo settore che dà lavoro nella filiera a più di 200.000 persone, per cui un comparto di tutto rilievo. Come dicevo prima, per il 2017, ci aspettiamo una crescita, anche se lenta. Le previsioni sono di un segno “più” per il mercato Italia e di una maggior crescita per l’estero. Da parte delle aziende, che nel 2016 hanno rilevato segni di ripresa, c’è desiderio di investire e, ovviamente, un po’ di stabilità aiuterebbe molto, così come servirebbe un governo che ci appoggi in questo.

enrico-zanniniCosmoprof è da sempre un osservatorio previlegiato e un importante indicatore del settore beauty a livello internazionale. Dr. Zannini, che 2017 sarà per il made in Italy?

Le aziende del made in Italy sono interessate a Cosmoprof per la sua internazionalità. Il 2017 sarà ancora un anno importante per le aziende italiane che vogliono esportare e affrontare nuovi mercati. La qualità e l’attenzione ai processi produttivi delle aziende italiane è sempre molto apprezzata all’estero, per questo la filiera industriale del beauty è una delle eccellenze del made in Italy. A dimostrazione di questo dato, basti pensare che studi recenti indicano che i prodotti italiani esportati all’estero hanno raggiunto un valore di 3.810 milioni di euro. Ritengo che per le aziende italiane Cosmoprof, con il suo network internazionale di eventi a Bologna, a Las Vegas con Cosmoprof North America e a Hong Kong con Cosmoprof Asia, sia una vetrina importante per mostrare la propria produzione a distributori, buyer e retailer dei più importanti mercati internazionali. Cosmoprof è un efficace «ambassador» dell’eccellenza e della qualità dell’industria italiana.

50 anni di Cosmoprof, un traguardo importante. Una comunicazione innovativa, affidata a Oliviero Toscani, che sottolinea evoluzione e cambiamento del comparto. Come cambia la formula fiera?

L’obiettivo di Cosmoprof Worldwide Bologna è quello di dare ascolto ai protagonisti del business cosmetico: le aziende espositrici, che cercano a Bologna di incrementare il proprio network, e i professionisti del settore, alla ricerca dei prodotti novità, delle ultime tendenze e delle tecnologie più innovative da proporre nei propri mercati di riferimento. Per questo le nostre iniziative per la prossima edizione mirano a facilitare sempre di più questa relazione e a ottimizzare il tempo trascorso in manifestazione. Cosmoprof persegue l’obiettivo di strutturarsi sempre più seguendo i diversi segmenti di mercato, e anticipando le tendenze in un’ottica internazionale e multi-culturale, proprio come rappresentato dalla efficace campagna di Oliviero Toscani.

Parliamo di presenze. Nel 2016, avete chiuso con oltre 200.000 visitatori. Qual è la strategia per veder incrementare questi numeri?

Cosmoprof Worldwide Bologna è il risultato di un’attività promozionale di 12 mesi, con presentazioni e incontri nei mercati chiave per il settore beauty grazie a uno strutturato programma di roadshow. Quest’anno abbiamo incontrato associazioni di settore, industrie, distributori e retailer in Colombia, Cile, Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Cina, Messico, Israele, Turchia, Dubai e Canada. Si tratta di una promozione importante per incrementare l’internazionalità della nostra manifestazione, portando a Cosmoprof il meglio dell’industria mondiale della cosmesi. Molto importante è inoltre l’attività promozionale sulla stampa internazionale, con contatti con le principali testate di settore. Queste attività sono supportate dal Ministero dello sviluppo Economico Italiano e da ITA – Italian Trade Agency, con la collaborazione di Cosmetica Italia.

franco-cerisolaE’ trascorso quasi un anno dall’entrata in vigore del nuovo decreto legge 206/2015. Ing. Cerisola, quali sono gli effetti sul mercato dell’estetica professionale?  

La ragione primaria del nuovo Decreto risiede, come affermato nel Decreto stesso, nella necessità di procedere all’esecuzione della sentenza n. 1417/2014 del Consiglio di Stato, sentenza che aveva annullato le disposizioni regolamentari relativamente alla Luce Pulsata utilizzata per l’epilazione (scheda 16), al Laser estetico defocalizzato per la depilazione (scheda 21b), agli Ultrasuoni a bassa frequenza per trattamenti superficiali. Con una rinnovata istruttoria da parte del Consiglio Superiore di Sanità sono state riadattate le disposizioni regolamentari che erano state annullate per le prime due tecnologie, mantenendo gli stessi limiti tecnici (fluenza, lunghezze d’onda durata dell’impulso etc.) ed escludendo, come già previsto nel precedente Decreto, la possibilità d’uso dei cosiddetti ultrasuoni a bassa frequenza meglio noti come «cavitazione». Nessuna nuova apparecchiatura è stata introdotta nell’elenco di quelle utilizzabili nei centri estetici, eccezion fatta per il Dermografo per Micropigmentazione. La riedizione del nuovo Decreto è un’occasione persa per favorire il rilancio del settore attraverso il normale processo dell’evoluzione tecnologica e, di conseguenza, la mancata possibilità di offrire ai centri estetici l’opportunità di inserire tra i loro servizi trattamenti innovativi. L’unica nota positiva è la certezza di cosa le estetiste possono usare oppure no, eliminando quella zona grigia, soggetta a innumerevoli e differenti interpretazioni. A un anno di distanza, non solo non vi è sentore di aggiornamenti al Decreto in merito all’inserimento di nuove tecnologie nell’elenco di quelle ammesse per uso estetico, ma l’aver soppresso il tavolo tecnico ha ulteriormente bloccato qualunque iniziativa in tal senso. Quanto sopra non ha tuttavia impedito ai produttori di studiare e immettere sul mercato nuovi sistemi high-tech come l’HIFU (High Intensity Focused Ultrasounds); la Criolipolisi; la Fotobiosimolazione (applicazioni con i LED); la LLLT low level laser therapy, per i quali, come Associazione, non siamo riusciti a trovare riscontro tra le schede allegate al Decreto. Ancora una volta, purtroppo, ci troviamo a dover riscontrare che l’evoluzione tecnologica viene rallentata dalla lentezza della burocrazia, mai pronta, in tempi ragionevoli, a comprendere e identificare cosa possa essere introdotto sul mercato dell’estetica professionale e quali limiti debbano rispettare le nuove tecnologie perché il loro uso non rappresenti un pericolo per il cliente finale.

Lo scorso anno ci ha lasciato con l’intenzione di portare avanti alcuni obiettivi: maggiore collaborazione con le associazioni di categoria; formazione continua offerta alle estetiste sulle tecnologie; puntare a informazioni veritiere; sostenere il Made in Italy; promuovere un Codice Etico. Come state portando avanti questi progetti come Associazione?

Il Codice Etico è uno degli obiettivi raggiunti nel 2016. Uno dei più importanti cardini della nostra Associazione. Gli associati alla Fapib, infatti, sono tenuti a dare informazioni veritiere, attraverso qualunque mezzo utilizzato per la loro comunicazione verso le estetiste. Dovranno specificare in modo chiaro l’origine delle apparecchiature, la loro corrispondenza alle norme di legge e i risultati che è possibile realmente ottenere. Sempre in ambito associativo, abbiamo provveduto alla release grafica del marchio Fapib rendendolo più moderno e sottolineandone inoltre anno di nascita e italianità. Per quanto riguarda i rapporti con le Associazioni di Categoria, insieme a CNA e Confartigianato, abbiamo dato vita a un’iniziativa denominata Osservatorio, per chiarire le tematiche legate alle tecnologie e organizzare al meglio le informazioni sulle apparecchiature. Sul fronte formativo, invece, offriremo il nostro supporto di conoscenza in merito al tema delle apparecchiature a scuole e associazioni che vorranno proporre corsi per approfondire gli aspetti tecnologici e il corretto utilizzo.

valeria-ferronRiflessi di benessere è stato lo slogan del vostro convegno annuale. Un fil rouge che portava con sé il prezioso tema della beauty experience. Un concetto di sensorialità, che se ben sviluppato può essere determinante ai fini della crescita dei centri estetici. Dott.ssa Ferron, è in questa direzione che bisogna guardare al futuro?  

Partiamo da un presupposto: il cliente conserva un ricordo positivo di una esperienza, di un prodotto o di un servizio tanto più quanto riesce a colpire i suoi cinque sensi contemporaneamente. Nel nostro meeting “Riflessi di Benessere” abbiamo fortemente voluto affrontare il tema della “sensorialità”, ovvero la capacità di utilizzare strategicamente tutti i canali sensoriali a nostra disposizione per attrarre i clienti nei nostri centri estetici. Abbiamo in questo senso un vantaggio non da poco: utilizziamo le mani e quindi il tatto, uno dei sensi più importanti. Ma rappresenta solo il 20% dei nostri sensi e possiamo ottenere molto di più se riusciamo a rivolgerci ai nostri clienti con un approccio sistemico che mira a coinvolgerlo pienamente. Questo è sicuramente un orizzonte di crescita per i nostri esercizi, dal momento che – come abbiamo già avuto modo di dire in altre occasioni – la clientela cambia continuamente perché periodicamente nascono nuovi modi di vivere la bellezza: e l’utilizzo di tecniche nuove di fidelizzazione è indispensabile di fronte a un mercato che cambia costantemente. Ciò deve essere visto come opportunità e non come svantaggio: riusciremo così a sviluppare nuove competenze e a crescere, risultando così più appetibili e aperti a nuovi target di mercato. Il futuro si gioca qui: ampliare in qualità e quantità il nostro servizio, dove la qualità sta nel saper utilizzare al meglio tutte le nostre tecniche per rendere più attraente il nostro centro estetico, la quantità sta nel saper conquistare un numero sempre più ampio di clienti.

Quali sono gli obiettivi della vostra Associazione per il prossimo anno?

L’obiettivo è sempre e solo uno: competere nel mercato in maniera intelligente e efficace. A seguire, esistono poi molte azioni che si possono mettere in pratica: sta a ciascuno comprendere quella che è più congeniale al proprio stile e professionalità. La sfida dal mio punto di vista si gioca nella capacità di operare le scelte giuste: su questo ritengo che sia di fondamentale aiuto il supporto di una Associazione di categoria come Confartigianato. Per due motivi: sia perché attraverso seminari, eventi, iniziative sindacali favorisce l’aggregazione tra colleghe di settore, ed è grazie al confronto che ci si arricchisce reciprocamente. Sia perché un tema comune ai nostri appuntamenti è la formazione e aggiornamento continuo, che nella nostra attività di estetiste è imprescindibile: bisogna continuamente cavalcare la cresta dell’onda, per non esserne sommerse. Chi ci segue è costantemente connesso e informato sugli aggiornamenti importanti che riguardano la nostra professione, e questo è un valore: anche perché non basta far lavorare solo le mani, vanno sempre più accresciute le capacità imprenditoriali e manageriali.

TREND 2017

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