SPA professionisti o no?

24 maggio 2016

Da sempre mi sta a cuore il mondo delle Spa: vuoi perché spesso all’interno di questi microcosmi di benessere si SPAscoprono sempre nuovi modi di coccolare le persone, vuoi perché mi incuriosisce valutare le competenze e le prassi che vengono eseguite per ogni singolo trattamento.

Nelle Spa assistiamo probabilmente più frequentemente, rispetto ai singoli centri estetici, a nuove forme di cura del corpo e del benessere del cliente, anche per il fatto che la percentuale di turisti o di persone provenienti da realtà territoriali diverse è più incisiva in questi contesti. E dunque, visto dall’occhio clinico di chi è professionista del settore, le nostre osservazioni si soffermano volta sull’operatore che svolge la sua professione all’interno della Spa: quali competenze devono avere? Quale formazione hanno conseguito? Proprio perché chiamati a proporre ai clienti cicli di trattamento innovativi, che possono cambiare di anno in anno se non di stagione in stagione, ancora una volta si pone l’attenzione sulla necessità di “percorsi” (non corsi) formativi per coloro che sono chiamati ad aggiornare continuamente le loro competenze.

Ritengo doverosa questa premessa, non solo per l’universo delle Spa: più volte abbiamo ripetuto che il settore dell’estetica è in continua evoluzione e, seguendo le tendenze del costume e della società, è chiamata ad aggiornare continuamente i propri trattamenti in funzione delle continue e mutevoli percezioni del benessere nella clientela.

relax-trattamento-regineA questo punto ci spostiamo a considerare cosa avviene negli alberghi in tutto il territorio italiano, che spesso sono dotati di centro benessere e trattamenti Spa come ad esempio il solarium, il bagno turco, la sauna. Ebbene: quali figure professionali sono preposte a seguire i clienti che si sottopongono a tali trattamenti?

Prendo non a caso il riferimento della Regione Veneto, territorio in cui vivo, dove da tempo come Confartigianato abbiamo denunciato l’irregolarità e la mancanza di professionalità da parte delle strutture alberghiere, a cui è stato concesso di tenere aperto un centro benessere senza le necessarie autorizzazioni e soprattutto senza il presidio di personale qualificato come estetista.

Un provvedimento a nostro avviso doppiamente dannoso: non offre la possibilità di impiego a personale qualificato che potrebbe offrire migliori e più ampi margini di guadagno a tali strutture, e soprattutto una mancanza di rispetto verso i clienti che chiedono sempre più qualità nei trattamenti, e di conseguenza garanzie di igiene, sicurezza e competenza che solo un professionista del settore può dare. Come si può pretendere e una crescita del nostro settore, se non rispettiamo le regole di base per affermare la nostra professionalità? Ai lettori che ci leggono chiedo di provare a testare la differenza, tra gli alberghi che hanno preposto personale qualificato per seguire i clienti nei trattamenti di benessere e quegli esercizi che al contrario lasciano i clienti abbandonati a se stessi, con il rischio che qualcosa possa sempre succedere. Ritengo sia una visione cieca e distorta quella di consentire agli alberghi di fare business senza personale abilitato nel proprio centro benessere: si cede troppo spesso al miraggio del guadagno facile, di fronte a un mercato in continua crescita.

Una volta questi ambienti erano appannaggio di una clientela più matura, ora anche i giovani si regalano momenti diMasaggio-olistico relax e, in generale, aumenta la richiesta di trattamenti tipo bagno di vapore, sauna, idromassaggio: guarda caso, parliamo di attrezzature elencate nel recente Decreto 206/2016, che prevede precisi obblighi e responsabilità da parte dell’estetista prima di sottoporre il cliente ai trattamenti.

E allora come la mettiamo? Ai centri estetici tradizionalmente intesi vengono richiesti il rispetto di prassi inverosimili nell’utilizzo di tali apparecchiature elettromeccaniche, mentre negli alberghi si dovrebbe soprassedere?

Visto il numero di estetiste che ogni anno escono dalle Scuole professionali, sarebbe importante che fossero preparate anche sul tema dei servizi e della gestione delle Spa. A tal proposito ci sono fi gure competenti che possono contribuire a far crescere conoscenza e competenza su temi manageriali, di marketing, accoglienza ed etica, oltre che sui trattamenti.

Valeria Sylvia Ferron
Valeria Sylvia Ferron inizia la propria formazione nell’estetica professionale come scuola dell’obbligo e opera come estetista da quando aveva 18 anni. Ha avviato e gestito diversi Istituti di estetica e benessere, un’attività che prosegue oggi, dopo 26 anni di lavoro come titolare. Parallelamente coltiva il suo interesse per il trucco teatrale e il body painting, conseguendo nel 2009, il brevetto di Truccatrice Teatrale e Cinematografica a Roma. Da 9 anni docente in un istituto di formazione professionale per estetiste a Vicenza. È da anni impegnata nella tutela e sviluppo della categoria estetica attraverso Confartigianato, rivestendo il ruolo di Presidente prima a livello provinciale, in seguito regionale e dal 2012 come Vice nazionale.
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