Promuovere l’armonia è vivere in armonia

10 luglio 2014

Se la soddisfazione del cliente è essenziale per il buon funzionamento dell’impresa, questa non deve certo essere ottenuta a spese del personale. Come assicurarsi che i dipendenti seguano gli obiettivi aziendali (o del marchio) con entusiasmo e serietà rinnovati? Perché la gestione del personale sembra essere così complessa? Come è possibile che gran parte dei dipendenti di Spa e Centri estetici si senta sotto pressione e abbia l’impressione di operare in condizioni mediocri? Vi propongo oggi una riflessione generale…

Illustrazione
In occasione di un programma condotto recentemente, un consulente affermava che era abituato a trascorrere diverse ore al mese a motivare i suoi dipendenti. «Se non lo facessi, metà di loro sarebbe meno efficiente e l’altra metà finirebbe col lasciarmi». Alla mia richiesta di spiegare meglio il concetto, mi rispondeva semplicemente che questo faceva la differenza tra imprenditore e dipendente.

Cosa pensare? Partiamo da un semplice postulato: se sono obbligato a impostare la sveglia troppo presto il mattino, ho bisogno di un buon caffè e di una bella dose di abnegazione per svolgere il mio compito, significa che non sono ispirato. Se non sono ispirato, bisognerà che qualcuno si sostituisca a me per risvegliare il mio entusiasmo assopito. Questo qualcuno (l’imprenditore) dovrà, spesso, far ricorso a strategie di motivazione. “Motivazione” e “ispirazione” non sono la stessa cosa. La motivazione deve essere alimentata regolarmente e, preferibilmente, da una fonte esterna, mentre l’ispirazione perdura. Un’opera d’arte è frutto d’ispirazione e trascende il tempo. La motivazione cala molto rapidamente. Se vi è chiaro questo ragionamento, capirete anche perché è meglio investire nell’ispirare gli animi, piuttosto che nel motivare lo staff.

Equilibrio
Ognuno di noi ha un sistema di valori e un insieme di talenti specifici che da esso derivano. Fate attenzione a quanto segue…

Perché il dipendente si sviluppi in maniera compiuta nell’impresa e possa servirla al meglio delle proprie capacità, il sistema di valori dell’individuo deve essere onorato dall’impresa. Se questa ha obiettivi precisi e una vocazione specifica, lo stesso si può dire dell’individuo. Vuole migliorare nella propria vita e vuole che la sua vita abbia senso. Per questo, deve capire che il proprio lavoro sostiene le sue aspirazioni. Se ne deduce che aiutare un dipendente a trovare il proprio equilibrio nell’impresa significa rendere perenne l’impresa. Ho domandato al consulente citato in precedenza se conoscesse bene i propri dipendenti.

Mi ha detto di sì. Gli ho chiesto: – «Come può essere sicuro di conoscerli bene?». – «Beh, lavoro con loro tutti i giorni». – «Certo, ma conosce le loro aspirazioni più profonde? Sa cosa prevedono per i prossimi 10 anni?». – «Perché?», mi ha chiesto. – «Se non conosce quale prospettiva, o non, hanno riguardo a sé stessi, come potete, all’interno della vostra impresa, dar loro gli elementi necessari a questa realizzazione? E come sperate che siano in grado di dare il meglio?». – «Capisco cosa intende dire», mi ha detto pensieroso.

Armonia
Il dipendente non è un’unità di produzione, né un apparecchio meccanico. Ha, nella sua umanità, desideri e aspirazioni e solo il loro riconoscimento consente di sapere se questi è adatto all’identità dell’impresa, se potrà svilupparvisi ed essere produttivo e consente di determinare dove, in che modo e in quali condizioni egli si troverà al suo posto.

In una Spa, in particolare, l’armonia deve regnare sovrana, perché il benessere generato non venga guastato né dalla scarsa qualità delle prestazioni, né dalla disorganizzazione e, ancora meno, dalla percezione, da parte del cliente, del malessere fisico o mentale del personale. L’icona del benessere che la Spa (o il marchio) rappresenta non può veicolare, suo malgrado, proprio quello che rifugge in maniera assoluta: lo stress, la sofferenza e, più in generale,il brutto.

Così, penso che la risposta alla domanda sul perché il personale delle Spa soffra tanto, non risiede solo in un’analisi dettagliata e precisa delle situazioni, alle quali si potrebbero cercare soluzioni locali e d’urgenza (come sperare di curare un’emicrania cronica con l’aspirina). Piuttosto, necessita di un’analisi più profonda, basata sull’identità stessa delle Spa, da cui probabilmente emergerebbe il modello «a venire» di questo tipo di stabilimento, nel quale il benessere si diffonde meglio dall’interno e influisce su tutto, personale compreso.


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