Solo i benefici del sole con le giuste precauzioni

20 aprile 2017

Dopo la lunga stagione invernale, il freddo e il grigiore, non si resiste al richiamo dei primi raggi del sole e ci si espone con il desiderio di sentire sulla pelle il comfort e il benessere che ci regala. Ma bisogna porre delle attenzioni

Il sole ha molteplici effetti benefici: regola i cicli biologici, agisce sull’umore, sulla sintesi della vitamina D, rilassa il corpo, riducendone disturbi e dolori e aumentando la dilatazione dei vasi sanguigni, libera i tessuti dalle tossine e apporta ossigeno e sostanze nutritive. Ma occorre fare attenzione, in città come al mare o in montagna, perché mano a mano che ci avviciniamo alla stagione estiva l’incidenza dei raggi solari diventa sempre più perpendicolare fino a raggiungere il massimo il 21 giugno, che coincide appunto con l’equinozio d’estate. Il che significa maggiore aggressività dei raggi UVA e UVB, responsabili di danni a breve termine, come scottature, fotodermatiti, iperpigmentazione, fotosensibilizzazione, e a lungo termine, tumori cutanei e un invecchiamento  precoce della pelle.

Chi si espone eccessivamente e senza un’adeguata protezione ai raggi solari va incontro, infatti, a elastosi, ovvero ispessimento della pelle, a una evidenziazione di rughe molto profonde, a un evidente decadimento dell’elasticità cutanea e cedimento anche dei tessuti, in particolare laddove la pelle è più sottile e delicata per natura, ovvero nella zona perioculare, perilabiale, sul mento e sul collo. Questo non significa che dobbiamo rinunciare al piacere di esporci al sole, ma sicuramente bisognerebbe avere coscienza di farlo per brevi intervalli di tempo, evitando le ore centrali.

Una cura particolare andrà riservata alle pelli molto giovani, che sono maggiormente sottoposte ai danni da radiazione solare. Per chi ha una pelle agée, dai 45 anni in su, è buona norma sottoporsi a un checkup della cute dal medico estetico, che consiste in una valutazione dei principali parametri di idratazione, grado di sebo, elasticità, quantitativo di fibroblasti, ovvero di fibre di collagene ed elastina che tengono compatta la pelle, e una valutazione dello stato superficiale della pelle per valutare le neoformazioni da lentigo, cheratosi, melanomi e rughe profonde.

Al termine del check up il medico redige una sorta di “carta di identità” della pelle, dove vengono identificati i parametri in cui la pelle è deficitaria, e sulla base di questi elabora le proposte terapeutiche più indicate per correggere i danni solari, l’invecchiamento precoce e come prevenirli, utilizzando microiniezioni con gli elementi di cui è carente quella tipologia di pelle e attraverso il meccanismo di nutrizione intradermica favorire la rigenerazione cutanea. Questo trattamento prevede tre o quattro sedute a seconda del danno e la proiezione che si vuole e si può ottenere.  A questo punto una buona pulizia del viso attraverso peeling o laser preparerà la pelle ai trattamenti successivi. Quando parliamo di pulizia, non ci riferiamo esclusivamente all’esportazione dello strato corneo superficiale ma a un trattamento che raggiunga e agisca sugli strati più profondi per creare un danno controllato che induca una rigenerazione cutanea.

Sempre sulla base del check up della pelle effettuato, poi, si individuerà il trattamento cosmetico più idoneo, che se abbinato ai trattamenti suggeriti dall’estetista, che può essere un linfodrenaggio, una maschera o un massaggio al viso, garantirà un risultato che non è solo la sommatoria delle due pratiche, ma l’esaltazione del risultato, con vantaggio molto maggiore a quello offerto dal singolo trattamento. La pelle così preparata è pronta per l’esposizione al sole, ma, ribadisco, con le giuste cautele, evitando le ore centrali del giorno e le esposizioni eccessive, ma soprattutto utilizzando i filtri adeguati al proprio fototipo. E questo vale sia per l’esposizione ai raggi del sole sia per le lampade abbronzanti, che andrebbero per buona norma evitate, ma se proprio desideriamo mitigare il grigiore autunnale e dare alla pelle un tono ambrato, dall’effetto bonne mine, allora concediamocene ma con moderazione e usando creme con fattori di protezione alti e molto performanti, ovvero ricche di sostanze elasticizzanti, idratanti e nutrienti.

Oggi il panorama cosmetico offre un ventaglio di soluzioni molto ampio, che asseconda i gusti e le esigenze di tutti e anche chi necessita di una protezione davvero molto elevata non deve pensare con rammarico alle creme schermo totale di una volta, che lasciavano uno strato bianco sulla pelle. Esistono formulazioni con spf100, che sono piacevolissime da utilizzare e proteggono la pelle consentendole comunque di prendere un po’ di colore. L’indicazione è comunque e sempre quella di consigliare alle clienti/pazienti di usare i fattori di protezione anche in città e al mare o in montagna partire sempre con una protezione elevata per i primi giorni, quando la pelle è bianca, per poi scendere a un spf 30 (mai sotto questa soglia), quando la pelle è già un po’ abbronzata.

L’esperto risponde a redazione@mabella.it oppure a info@centromedicoagora.it

Alberto Massirone
Medico Chirurgo, Medico Estetico, Specialista in Idrologia, Climatologia e Talassoterapia ed in Terapia Fisica e Riabilitazione. Fonda nel 1986 la scuola di Medicina a Indirizzo Estetico Agorà. E’ presidente di Agorà Società Italiana di Medicina a Indirizzo Estetico, inoltre è Direttore di S.M.I.E.M. (Scuola Superiore Post-Universitaria di Medicina ad indirizzo Estetico) e Vice-presidente A.M.I.I.T.T.F. (Associazione Medica Italiana di Idroclimatologia, Talassologia e Terapia Fisica). E’ professore a contratto in Medicina Estetica presso l’Università degli Studi di Milano in Medicina Estetica nella Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica. E’ autore di oltre 70 pubblicazioni su riviste scientifiche oltre che di volumi di didattica in Medicina Estetica.
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