Smalto semipermanente

29 novembre 2017

Molto amati dalle italiane, a volte valido aiuto nella protezione di un’unghia debole e sfibrata, questi trattamenti richiedono una professionista preparata e qualche accorgimento

Negli ultimi anni si è andata affermando la moda degli smalti semipermanenti e in gel, un mercato che in Italia vale 31,7 milioni di euro, secondo una indagine Key Stone di qualche anno fa, e che nelle grandi città è gestito, in misura crescente, da catene di Nails spa cinesi.

C’è poi una fetta di mercato non facilmente monitorabile di estetiste che lavorano in casa, e di appassionate del fai-da-te. Ma quando si parla di smalti semipermanenti, in gel o ricostruzioni occorre fare attenzione perché si usano prodotti che devono attenersi a una normativa stringente in fatto di INCI e di un trattamento che richiede una preparazione che solo una scuola può garantire, oltre a esperienza e attenzione nell’igiene dello strumentario impiegato. Per questo è consigliabile rivolgersi a centri qualificati e certificati. Tendenzialmente, se i prodotti impiegati sono quelli autorizzati non si tratta di prodotti dannosi, anche perché sono a contatto con il tessuto ungueale, che non ha spiccate proprietà assorbenti nei confronti delle sostanze chimiche applicate su di esso.

I gel semipermanenti casomai possono mascherare, se molto persistenti, lo sviluppo di micosi ungueali (conosciute come onicomicosi) che pertanto crescono indisturbate al di sotto dell’unghia, senza dare sintomi avvertibili dalla cliente. Una volta rimosso il gel per la sua sostituzione si può riscontrare la crescita dell’indesiderato ospite. Vi sono però degli effetti collaterali eventualmente associati alla tecnica di applicazione dei gel semipermanenti che possono riguardare la cuticola (quella piccola lamina cutanea che “sigilla” la cute all’unghia): alcune procedure che fanno parte del processo di manicure ed applicazione dei gel semipermanenti infatti tendono a danneggiare le cuticole provocando la loro infiammazione o la propagazione di infiammazione alla matrice ungueale, ben più in profondità. Inoltre, la lampada che si utilizza per l’asciugatura dello smalto in gel utilizza una luce ultravioletta e, come noto, può avere effetti dannosi sia per la pelle esposte sia per gli occhi se la si osserva per tempi prolungati: i raggi UV hanno, infatti, un effetto cancerogeno e che questo si sviluppa 20 e più anni dopo l’inizio dell’esposizione.

Chi si sottopone saltuariamente a queste procedure non deve preoccuparsi di nulla, ma chi lo fa con ogni settimana sicuramente accumula una dose di UV proporzionale alla durata delle esposizioni ed alla loro frequenza. Ecco perché l’estetista dovrebbe consigliare alla cliente di alternare l’applicazione che richiede l’uso di lampade a luce ultravioletta a smalti ad asciugatura tradizionale.

Nessuna raccomandazione dermatologica, invece, va fatta sulla frequenza di sostituzione dello smalto, a meno che la cliente non dimostri una particolare tendenza a sviluppare unghie alterate quando coperte a lungo dal gel. Bisogna tener presente che talvolta ci si trova di fronte pazienti che hanno una spiccata fragilità ungueale e l’unico modo per ottenere una maggior compattezza delle lamine è quello di rendere la superficie più solida con l’ausilio dei gel semipermanenti (metodica sfruttata anche da alcuni podologi nella gestione di unghie fragili dei piedi, dove utilizzano una particolare resina allo scopo di mantenere tali unghie più solide ed allo stesso tempo protette).

Detto ciò, l’estetista deve suggerire alla cliente con unghie fragili una corretta beauty routine quotidiana. L’unghia è, come peli e capelli, un “annesso cutaneo”. La parte terminale dell’unghia non è vitale, ma la sua radice (o matrice) lo è. Pertanto un’unghia fragile o piena di striature longitudinali può beneficiare dell’applicazione di una crema emolliente, soprattutto sulla sua metà prossimale, quella più vicina alla mano. L’uso quotidiano di prodotti emollienti, nell’arco di qualche mese, ha l’effetto di rendere più omogeneo e compatto il tessuto ungueale. La limatura della superficie delle unghie non sempre è consigliata.

Chi per natura presenta delle unghie già molto sottili rischia, con questa procedura, di assottigliarle ulteriormente, arrivando talvolta a consumare totalmente lo spessore dell’unghia. Questa procedura pertanto andrebbe ripetuta con frequenze variabili a seconda dello spessore iniziale della lamina. Il nutrimento delle unghie invece deriva sostanzialmente da quanto viene introdotto nel nostro tratto gastrointestinale. Pertanto possono essere utili in alcuni casi integratori specifici per permettere un potenziamento del meccanismo di oncogenesi. Questi integratori andrebbero assunti per almeno 3-4 mesi consecutivi per poterne apprezzare gli effetti.

L’esperto risponde a redazione@mabellaedizioni.it oppure a info@centromedicoagora.it

Marco Ugolini
Laureato in Medicina e Chirurgia nel 2004, si specializza in Dermatologia e Venereologia. Attualmente svolge attività di Dermatologo libero professionista a Gallarate (VA), Milano e Lugano. E' referente dell'ambulatorio di Dermatologia e laser terapie dermatologiche del Centro Medico Agorà di Milano. E’ responsabile degli ambulatori di Dermatologia, Medicina Estetica e Chirurgia Dermatologica presso la Casa di Cura "Le Terrazze" di Cunardo, del servizio di Dermatologia, Day Surgery Dermatologica e Laser presso la Casa di Cura "Gruppo Iseni Sanità" di Lonate Pozzolo. Inoltre è Socio SITRI (Società Italiana di Tricologia) e Membro del Comitato Scientifico della Società Scientifica Italiana di Medicina ad Indirizzo Estetico (Agorà). Ha partecipato a congressi nazionali e internazionali di dermatologia e a corsi di aggiornamento in qualità di relatore ed è co-autore di pubblicazioni scientifiche.

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