Sinergia vincente

25 gennaio 2017

L’estetista e il medico estetico, una sinergia che si traduce in benessere e soddisfazione per il cliente. Due figure professionali, due ambiti di competenza complementari e non sostituibili, che operando in collaborazione possono aiutare l’individuo a vivere bene la propria immagine. L’approfondimento del nostro esperto Alberto Massirone, Medico Estetico.

Negli ultimi tempi si è molto parlato, complici anche i media e in particolare la recente trasmissione Porta a Porta, dell’interazione tra la figura del medico estetico e quella dell’estetista. Il tema è quanto mai caldo, soprattutto in attesa di una normativa che regolamenti in maniera chiara l’attività di oltre 100 mila lavoratori e 30 mila aziende (a tanto ammontano gli operatori del settore in Italia) e che faccia chiarezza sull’uso dei macchinari elettromedicali. In realtà, quando parliamo del rapporto tra medico estetico ed estetista parliamo di due ambiti e di due ruoli distinti, molto diversi tra loro, che operano molto bene in sinergia ma che in nessun caso si sovrappongono. Se poi allarghiamo il discorso anche alla Chirurgia Estetica, precisazione necessaria per delineare un quadro chiaro, identifichiamo tre figure professionali che operano sullo stesso terreno ma con approcci e finalità differenti. Mi spiego meglio. Il medico estetico prende in carico l’inestetismo di cui soffre la persona e, partendo da questo, attraverso una valutazione accurata e un’analisi della disarmonia ne valuta innanzitutto la causa funzionale, quindi lo stato di carenza o la condizione patologica che lo hanno determinato, valuta l’aspetto psicologico che può aver indotto il paziente a percepire l’inestetismo e il disagio che ne consegue e sulla base di questo valuta il percorso terapeutico più adatto, anche con il supporto di colleghi specialisti, per ripristinare la salute dell’organismo e il benessere, di cui l’aspetto estetico è solo la manifestazione evidente. Per fare un esempio chiarificatore, si pensi alla “cellulite”, che rappresenta uno degli inestetismi più diffusi e “sentiti” dalla popolazione femminile: la Medicina Estetica indaga i fattori che l’hanno determinata (alimentazione, stile di vita, quadro ormonale) e interviene in primis evitando che degeneri in patologia venolinfatica o posturale, trattandone quindi la causa e, solo in un secondo momento, agisce sull’inestetismo, correggendo le irregolarità con trattamenti personalizzati.

La Medicina Estetica è prima di tutto medicina preventiva, che educa il paziente a prevenire i danni da invecchiamento, con l’obiettivo non di fermare il tempo ma di vivere bene la propria età, nel rispetto delle stagioni della vita e delle proprie caratteristiche uniche. Solo in un secondo momento interviene per correggere, e comunque sempre con trattamenti poco invasivi e non irreversibili. Questa cultura della prevenzione è stata colta dai pazienti, tanto che la Medicina estetica continua a crescere nel numero di richieste e nella fiducia che s’instaura tra medico e paziente.

Quando parliamo di Chirurgia Estetica, invece, parliamo di una disciplina che interviene esclusivamente sull’inestetismo, più o meno invasiva e dai risultati tendenzialmente a lungo termine. Per queste sue caratteristiche, la Chirurgia Estetica oggi trova una finestra operativa molto più limitata rispetto a un tempo: la medicina estetica con l’affinamento delle tecnologie ha proposto trattamenti non invasivi, modulabili e personalizzabili che al paziente piacciono molto rispetto all’intervento chirurgico. Ovviamente la chirurgia rimane la risposta in tutti i casi che richiedono interventi più impegnativi e indeclinabili, pensiamo per esempio all’otoplastica, rinoplastica, al lifting facciale (anche se oggi la Medicina Estetica propone lifting non chirurgici realizzati con ottimi risultati in fasce d’età non avanzate).

Come si vede le due figure professionali, seppur molto vicine, non sono sovrapponibili ma integrabili: la Chirurgia interviene là dove la medicina non può dare risposte e la Medicina integra e “rifinisce” il lavoro della chirurgia. In questo quadro l’estetista professionista ha un ruolo di importante interazione e supporto, sia con il medico sia con il chirurgo estetico, perché agisce su viso e corpo con trattamenti di cura che possiamo definire “quotidiana”, nel senso che hanno un approccio più leggero e che generalmente richiede una certa continuità, ma che proprio per queste caratteristiche risponde bene alle richieste e ai desideri di chi non necessita o non ama approcci più decisi. Inoltre, l’estetista offre un prezioso supporto sia nella fase preparatori sia nel post intervento/trattamento: si pensi solo al peeling o al laser e a quanto è importante che il paziente arrivi nello studio medico con una pelle in condizione di pulizia dell’epidermide o, dopo un trattamento, a quanto l’estetista può fare per lenire la cute e stimolarla affinché si rigeneri bene e velocemente.

Anche nel caso della “cellulite” o degli accumuli adiposi, un buon linfodrenaggio prima di un trattamento di carbossiterapia prepara la parte, ottenendo così migliori risultati dal trattamento, e dopo aiuta defatigare, a rilassare il paziente e a migliorare la compliance dello stesso. Se poi l’estetista può avvalersi anche di trattamenti in acque termali, ipertoniche, ricche di Sali o marina (talassoterapiche), aiuta a eliminare l’edema tipico della “cellulite” o del post trattamento, specie se associato a un buon massaggio studiato ad hoc per il paziente. Va da sé che il medico estetico ha una formazione differente da quella dell’estetista e sarebbe un errore pensare che uno possa sostituirsi all’altro. Rispettare i propri ambiti di competenza è garanzia non solo di sicurezza e soddisfazione per il paziente, ma anche di tutela della professionalità di ciascuna figura professionale.

In conclusione, medico estetico, chirurgo estetico ed estetista sono tre figure professionali complementari che agiscono in sinergia su uno stesso terreno per un risultato estetico ma anche di benessere ottimale, agendo sull’inestetismo e sulle sue cause, ma anche creando un benessere psicologico soggettivo del paziente che si riflette in una migliore percezione di sé e in un miglioramento della qualità di vita del paziente.

TRATTAMENTO RIEMPITIVO CON FILLER A BASE DI ACIDO IALURONICO

A COSA SERVE – Il termine ‘’Filler’’, riempitivo in inglese, è una sostanza che viene iniettata nel derma o nel tessuto sottocutaneo allo scopo di correggere gli inestetismi tipici dell’invecchiamento cutaneo, come le rughe, o per aumentare i volumi delle aree svuotate.

DIVERSE TIPOLOGIE DI FILLER – Esistono diverse tipologie di filler, ognuno basato su una composizione molecolare differente. Il filler ad oggi più utilizzato è quello a base di acido ialuronico. L’acido ialuronico è una sostanza presente in particolare nel derma, che avanzando l’età, si trova in concentrazioni minori. Ecco perché molte donne ritengono di doversi rivolgere ad un medico specializzato per risolvere il problema dell’invecchiamento cutaneo. I filler sono adattati per correggere le rughe d’espressione, come le cosiddette zampe di gallina, quelle che sovrastano la fronte, per volumizzare zigomi e labbra e per colmare piccole lesioni cicatriziali.  

DURATA NEL TEMPO – I filler sono riassorbibili nel tempo, alcuni hanno un effetto più duraturo, altri meno. È importante sapere che i filler non sono permanenti, ma riassorbibili, quindi poco prima del termine del periodo di riassorbimento ci si dovrà rivolgere al medico per effettuare eventuali altre iniezioni per non perdere l’effetto desiderato. La durata nel tempo è stimata dai 4 ai 9 mesi, un range più che soddisfacente e dipendente dalle caratteristiche della pelle. TIPO DI PELLE Il tipo di pelle ha sua importanza, in quanto pelli particolarmente danneggiate dal sole, non troveranno grosso vantaggio da trattamenti con filler, ma meglio con laser frazionati, o con peeling di profondità, preceduti da un percorso di rivitalizzazione cutanea.

COME AVVIENE IL TRATTAMENTO – Trattamento ambulatoriale che dura circa 20/30 minuti. Il dolore causato dall’iniezione è di poca intensità anche perché vengono utilizzati aghi di piccolo spessore e quindi sottilissimi, ed inoltre il filler è associato ad anestetico. Per i pazienti particolarmente sensibili, il medico può proporre di anestetizzare localmente la parte da trattare con creme e soluzioni a base di lidocaina.

PERCEZIONE DEL DOLORE E RELATIVA GESTIONE – La procedura è poco invasiva e praticamente indolore. Per i pazienti particolarmente sensibili, il Medico Estetico potrà proporre una crema o una soluzione anestetica a base di lidocaina da applicare localmente sull’area da trattare in modo da attenuare la piccola sensazione di fastidio generata dalla puntura del microago.

CONTROINDICAZIONI ED EFFETTI COLLATERALI – Esistono alcuni effetti collaterali all’utilizzo di questo trattamento. Infatti possono verificarsi ematomi, ecchimosi, edemi e possibili, anche se rari, lividi di livello estetico non trascurabile. Occorre far attenzione a soggetti ipertrofici (allergici o molto sensibili a più sostanze), anche se l’acido ialuronico è un prodotto altamente sicuro in tal senso. Più attenzione a prodotti contenti altre sostanze o mix di sostanze. E’ sconsigliato effettuare il trattamento in gravidanza e durante il periodo di allattamento. Inoltre è controindicato in presenza di malattie della pelle, infezioni da Herpes in corso, patologie autoimmuni e collagenopatie. Il costo di una singola fiala può variare dai 300 ai 500 euro, a seconda della qualità e della concentrazione del filler utilizzato.

INDICAZIONI PRE-TRATTAMENTO – Prima del trattamento occorre evitare interventi che agiscano in maniera forte sulla pelle, quali laser e luce pulsata, brushing o altre terapie importanti nella zona oggetto di trattamento

INDICAZIONI POST-TRATTAMENTO – Dopo il trattamento non ci si deve esporre al sole e a sorgenti di calore (lampade, saune, bagni turchi) per almeno 10-15 giorni. Sono da evitare inoltre terapie anche estetiche con fonti di energia e di calore intenso quali radiofrequenze o altre tecnologie nella zona oggetto del trattamento in quanto questo genere di terapie potrebbero causare una più veloce degradazione dell’acido ialuronico riducendo la durata del filler.

L’esperto risponde a redazione@mabella.it oppure a info@centromedicoagora.it

Alberto Massirone
Medico Chirurgo, Medico Estetico, Specialista in Idrologia, Climatologia e Talassoterapia ed in Terapia Fisica e Riabilitazione. Fonda nel 1986 la scuola di Medicina a Indirizzo Estetico Agorà. E’ presidente di Agorà Società Italiana di Medicina a Indirizzo Estetico, inoltre è Direttore di S.M.I.E.M. (Scuola Superiore Post-Universitaria di Medicina ad indirizzo Estetico) e Vice-presidente A.M.I.I.T.T.F. (Associazione Medica Italiana di Idroclimatologia, Talassologia e Terapia Fisica). E’ professore a contratto in Medicina Estetica presso l’Università degli Studi di Milano in Medicina Estetica nella Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica. E’ autore di oltre 70 pubblicazioni su riviste scientifiche oltre che di volumi di didattica in Medicina Estetica.
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