Sì all’equilibrio nel piatto, NO alle promesse “miracolo”

14 gennaio 2016

Saper-mangiare-Nutrizione-alimentazionea cura di Daniela Morandi

Come sempre a cavallo tra il vecchio e nuovo anno, è bello e saggio guardarsi attorno e cercare di capire cosa sta succedendo. In questo particolare momento storico c’è ben poco per cui stare tranquilli e sereni, ma forse sono questi momenti così critici che ci fanno sentire maggiormente la necessità di circondarci di poche ma solide cose, certe e concrete da tutti i punti di vista: affetti, professione, tradizioni, vita quotidiana. Il lato positivo di tutto questo è che aumenta la voglia di cose belle, di creare, di progettare, ma con un senso di maggiore attaccamento al presente: è come se l’instabilità data dagli eventi ci avesse fatto ritrovare il gusto e la voglia di vivere più orientati all’ “adesso” (che è l’unica certezza che abbiamo) e meno proiettati verso il futuro, anche perché il futuro nessuno lo hai mai conosciuto in anticipo e mai sarà possibile farlo. Sto notando il diffondersi di quello che io chiamo “le micro oasi di felicità”: la passeggiata con il cane, il tempo per la spesa con le persone care, l’appuntamento dal parrucchiere, un massaggio o un disegno particolare sulle unghie. Piccolezze, ma cose che fanno sorridere l’anima. In tutto questo non posso non osservare il successo dei format che parlano di cibo in TV: seguo con particolare attenzione quelli che parlano di pasticceria. Amo i dolci, sono golosissima e sto dedicando tanta della mia energia e conoscenza professionale alla ricerca sui dolci che siano “linea compatibili” per chi è “perennemente in dieta” o per chi, magari, è affetto da patologie che limitano il consumo di dolci. Sui social osservo che l’attività di condivisione durante questi programmi è frenetica e il pubblico è attentissimo.

Cosa sta succedendo?

Credo davvero che il buon cibo stia diventando per molte persone (sempre di più anche tra gli “insospettabili”) una “carezza per l’anima” alla pari di un massaggio o una coccola qualsiasi: accade con la pasticceria, ma succede anche per la cucina in genere; guarda caso in questi ultimi anni in cui la crisi economica, in primis, ha minato tante nostre sicurezze, abbiamo avuto l’esplosione dei programmi che parlano di cucina, di buona cucina. Mi è capitato di vivere per lavoro in un paese devastato da anni di guerra ed osservare come i momenti che si creavano attorno alla tavola e nei ristoranti sembravano far dimenticare la tristezza e la paura di ciò che stava accadendo o poteva accadere, e credo che oggi si stia vivendo la stessa cosa.

Purtroppo c’è da dire che, accanto a questo fenomeno, parallelamente dilagano le più “strampalate” diete miracolo del momento, che trovano terreno fertile per compensare alcuni eccessi culinari che hanno fatto bene alla nostra anima, ma un po’ meno alla taglia dei nostri vestiti, complice anche l’imminente arrivo delle feste. E’ normale che questo accada, ma è anche facile incappare in messaggi non veritieri o in prodotti alimentari “dietetici” che di dietetico hanno solo il nome. Se è vero che abbiamo bisogno di concretezza e certezza, è doveroso fare informazione onesta e seria. Quello che mi dispiace è la miopia di alcune aziende alimentari che, invece di dedicarsi alla ricerca in questo settore (se lo faccio io nel mio piccolo, figuriamoci cosa si potrebbe fare unendo le forze e facendo informazione chiara), dedicano spazio e risorse economiche alla pubblicità, spesso è deviante e non veritiera.

Faccio alcune considerazioni che spero possano essere d’aiuto in un momento in cui tutti promettono di farci dimagrire rapidissimamente o cercano di venderci prodotti dai poteri magici:

  • Siate estremamente critici nei confronti di chi promette miracoli: è vero che le calorie contano molto meno di quantoSaper-mangiare-Daniela-Morandi-Nutrizionista-e-Naturopata si sia ipotizzato nella “vecchia” nutrizione, ma esistono e hanno un loro “perché”. Il nostro organismo è però molto più complesso rispetto a una caldaia, per cui non solo bisogna essere ragionevoli nelle quantità di cibo che assumiamo, ma – come se non bastasse -, dobbiamo preoccuparci di altri fattori quali il carico glicemico dei carboidrati e il quantitativo di proteine che utilizziamo, per essere certi di perdere massa grassa effettiva e non pura acqua. Questo significa che le diete “lampo” è meglio lasciarle stare: sono pura illusione ottica sulla bilancia e sicuro danno al nostro organismo. • Mangiare “light” non significa perdere peso: infatti se io riduco al minimo le calorie di un cibo, ma l’apporto degli zuccheri è alto e non bilanciato dalla presenza delle proteine e – paradossalmente – dei grassi, il rialzo glicemico/insulinico che ne consegue farà si che si attivi il meccanismo di formazione della massa grassa.
  • Mangiare light significa avere fame entro breve (ricordiamo che i grassi danno il senso della sazietà) ma non ottenere sulla massa grassa un risultato significativo e duraturo.
  • “Senza…” la parola magica che ci fa sentire magri prima ancora di aver iniziato un percorso nutrizionale. Noto con sempre maggior stupore che nella testa di molte persone il bombardamento mediatico (volutamente distorto) ha creato nelle persone il condizionamento alla parola “senza”. Senza glutine, senza lattosio, senza lievito, senza aspartame, senza etc….. molte persone sono convinte che siano sinonimi di qualcosa che fa dimagrire. Siate critici e tenete sempre a mente che dietro ad ogni “senza” che può avere senso in casi di particolari patologie, vi è un mercato di alimenti che fiorisce. Senza glutine non vuol dire che faccia meno ingrassare di un cibo con glutine. Senza lattosio non significa che faccia dimagrire o che non dia ritenzione idrica. Senza lievito non significa che sia “dietetico”. Senza aspartame non significa sia sano e senza zucchero (magari bianco e raffinato). Tutti i “senza” possono avere un senso, ma dobbiamo essere certi che sia il nostro caso!
  • “Ricco di…” E’ un po’ come il “senza”. Recentemente nella stanza di un hotel in cui soggiornavo ho trovato uno snack dall’aspetto veramente “sano”: yogurt, frutta e qualcosa di molto colorato sopra. Era uno snack ricco di anti ossidanti e vitamina C. Ovviamente mi sono incuriosita e ho letto la tabella nutrizionale: l’apporto di zuccheri di quello snack era tale da poter equivalere ad una bomba atomica glicemica. Su una cosa non stavano mentendo: era ricco di anti ossidanti perché c’erano i frutti di bosco. Mi sono però chiesta se il potere di quei frutti di bosco fosse tale da annientare il danno glicemico di tutto lo zucchero presente… Quindi quando vediamo qualcosa in cui ci viene indicato che è “ricco di”, guardate immediatamente la composizione e verificate se il prodotto può andare oppure no.
  • Saper-mangiare-Daniela-Morandi Nutrizionista e Naturopata“Senza zucchero”: se non appare in un alimento la parola “zucchero” ma appare la parola destrosio, glucosio o saccarosio, stateci alla larga!!!!!! L’effetto ormonale e biochimico sulla glicemia è esattamente lo stesso! Recentemente ho acquistato una graziosa confezione di caffè al ginseng “senza zucchero”. Ho girato la confezione (a casa, purtroppo) e la prima parola nei componenti era “saccarosio”…

Un’ultima cosa: a Natale secondo me è doveroso goderci la famiglia, il cibo, la festa e il panettone. Per favore non rattristatevi la giornata pensando alla linea o alla salute proprio il giorno di Natale: ci pensiamo fino al 24 e dopo il 27 dicembre. Sono anche convinta del potere delle nostre convinzioni: il cibo di Natale è quello che fa bene al corpo e alla mente. Pensatela così e vedrete che i danni saranno limitatissimi. E se lo dice una come me, considerata “severissima”, è tutto dire!

Daniela Morandi
Daniela Morandi è Nutrizionista e Naturopata. Si è specializzata negli USA nella Strategia Nutrizionale Zona direttamente con il dr. Barry Sears -suo inventore-, con il quale collabora nella ricerca e diffusione della stessa in Europa. È l’unica professionista che ha pubblicato e tutt’ora pubblica con Barry Sears in qualità di co-autore e che lo stesso ha nominato Top Zone Coach in Europa, sia per competenze tecniche, sia per essere stata in grado di integrare la precisione biochimica con la creatività, ottenendo raffinate ricette e traducendo in Zona anche creazioni di grandissimi chef. La sua passione, i continui studi di psicologia e Coaching, oltre alla naturale predisposizione per la conoscenza dell’animo umano, fanno di Daniela Morandi una consulente che si distingue per la capacità di ascoltare e guidare le persone nel trovare la strada più giusta.
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