Quanto cambierà la nostra clientela?

2 gennaio 2017

 

Cambiano i desiderata dei clienti dei centri estetici. Per rispondere correttamente alle nuove esigenze e offrire trattamenti estetici adeguati, è necessario avere una mentalità aperta e flessibili sistemi di lavoro.

Approfondimento a cura di Valeria Sylvia Ferron, Presidente Categoria Estetica Confartigianato Vicenza

slideshow-confartigianatoLa domanda che spesso gli imprenditori si fanno, anche nel settore del benessere, è la seguente: come sarà la mia futura clientela? Sarò in grado di approcciare nuovi clienti e soddisfare le loro esigenze di estetica? Come farò a crescere in qualità e quantità di servizi, per continuare ad avere successo nel mio lavoro? Queste domande tra addetti ai lavori interpretano tutte un bisogno sottinteso: quello di sapersi adeguare al cambiamento che, volenti o nolenti, avanza inesorabile come il tempo. Specialmente nell’ultimo periodo, completando alcuni percorsi di formazione presso alcune aziende che lavorano con l’estero, avverto questo messaggio: immersi nel flusso della globalizzazione, in una società nella quale la gente è sempre più in viaggio, sta cambiando rapidamente non tanto la tipologia di clientela quanto i loro desiderata. E perciò noi estetiste, che dedichiamo molto tempo assieme al cliente e quindi ad ascoltare le sue necessità, non abbiamo forse nemmeno bisogno di indagini di mercato per capire che nel nostro lavoro è importante mantenere la predisposizione al cambiamento. A chi mi chiede come meglio ci si debba preparare professionalmente alle sfide del settore, dico di avere una mentalità aperta a utilizzare sistemi flessibili di lavoro, in modo da essere sempre pronte ad offrire trattamenti estetici adeguati alle richieste del mercato: “la vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti” diceva Albert Einstein.

Quanto finora detto appare sempre più importante se consideriamo qual è la nostra materia prima: le persone. E le persone cambiano, non tanto nei loro atteggiamenti quanto nella demografia delle nostre città: la popolazione è sempre più adulta, diminuiscono i giovani e quindi cambia il nostro mercato. Domanda: è un bene o un male? È un dato di fatto. Ecco la sfida al cambiamento, il nostro target di clientela sensibilmente cambia, e questo ci impone di avere una attenzione diversa verso i nostri clienti in tre diversi momenti: “prima” (ovvero nella nostra capacità di approccio al cliente), “durante” (nel merito del trattamento in cabina) e “dopo” (nella capacità ad esempio di proporre prodotti ad uso domiciliare).

confartigianatoMi piace ricordare che su queste tematiche Confartigianato Vicenza ancora nel 2015 ha dedicato un meeting dal titolo “Beauty Evolution” agli operatori del nostro settore, volto proprio a capire che le nostre competenze devono essere riviste alla luce della tipologia di cliente che ci troveremo di fronte, che sarà sempre più variegata in base ad abitudini e comportamenti sociali, background di provenienza, credi religiosi: lo abbiamo sperimentato grazie ad un progetto avviato nel 2013 che ci ha visto collaborare con altri organismi di rappresentanza del settore acconciatura e estetica a livello europeo. Guardare “troppo avanti” non è così sbagliato, se osserviamo come cambia il colore della pelle tra i nostri cittadini o quante altre lingue si parlano nei nostri territori. Non è poi solo un fatto di provenienza delle persone, è sempre più una questione anagrafica: l’età media della popolazione si sta progressivamente alzando, anche per effetto della diminuzione delle natalità. Significa che avremo sempre meno gente giovane nei nostri centri estetici? Probabilmente sì, ma al contrario il bisogno di benessere aumenta nella popolazione anziana. Verso le persone giovani dovremo tuttavia agire in un modo diverso, soprattutto con l’educazione e le attenzioni in forma di prevenzione che si devono avere per la cura della propria pelle. Adottare trattamenti di prevenzione vuol dire poi mettere in gioco linee di prodotti dedicate che preservino il mantello idroacido lipidico: non necessariamente linee riequilibranti, ma che preservino sempre e comunque l’idratazione.

Le stesse aziende di prodotti cosmetici puntano a questo concetto: ci insegnano che la detersione del viso e del corpo dev’essere fatta con prodotti non aggressivi, che non vanno a desensibilizzare la cute. È il paradigma dell’igiene e della bellezza a 360 gradi, e quindi una visione in parte nuova per l’estetista. Una volta una cliente di 50 anni era decisamente una signora di mezza età, ora a questa età ci sono donne bellissime. Ne scaturisce una maggiore attenzione verso la cliente che si avvicina al periodo più critico, l’età della menopausa; con la nostra consulenza possiamo accompagnare questo momento di evoluzione. E non abbiamo ancora preso in considerazione il nostro cliente uomo, sempre più attento alla sua immagine nel fisico e nel viso: lo vedremo magari nel prossimo numero.

Valeria Sylvia Ferron
Valeria Sylvia Ferron inizia la propria formazione nell’estetica professionale come scuola dell’obbligo e opera come estetista da quando aveva 18 anni. Ha avviato e gestito diversi Istituti di estetica e benessere, un’attività che prosegue oggi, dopo 26 anni di lavoro come titolare. Parallelamente coltiva il suo interesse per il trucco teatrale e il body painting, conseguendo nel 2009, il brevetto di Truccatrice Teatrale e Cinematografica a Roma. Da 9 anni docente in un istituto di formazione professionale per estetiste a Vicenza. È da anni impegnata nella tutela e sviluppo della categoria estetica attraverso Confartigianato, rivestendo il ruolo di Presidente prima a livello provinciale, in seguito regionale e dal 2012 come Vice nazionale.
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