Di quale formazione abbiamo bisogno?

22 agosto 2016

Il senso del bello, la grande bellezza, la bellezza ritrovata, la vita è bella… il gusto del bello è una delle cose che meglio caratterizza il madeFORMAZIONE-E-PROFESSIONALITà in Italy e la parola “bellezza” ormai rischia di essere inflazionata. Eppure è la chiave del nostro successo, la parola che meglio distingue la nostra professionalità: l’estetista è la figura più competente del settore benessere, con una preparazione ed esperienza che spazia oltre i luoghi comuni di chi pensa che basti fare semplici trattamenti estetici. È giusto arrivare a riconoscere pienamente la formazione sia per chi desidera aprire un’attivita di estetica sia per chi vuole aggiornarsi per offrire un miglior servizio alla cliente.

E non basta una singola specializzazione, per essere in linea con le richieste del mercato: siamo chiamate ad essere preparate su diversi fronti, a partire dai massaggi (che possono essere di molteplici tipologie: orientali, americani, fino ad arrivare al nord Europa), al trucco (dal base all’avanzato, dal trucco teatrale e cinematografico a quello semipermanente), ai trattamenti per le mani (l’onicotecnica è una delle più belle espressioni della nostra creatività e necessita di continui aggiornamenti), per il viso e per il corpo, laddove si fa uso non solo di tecniche manuali, ma anche di apparecchiature elettromeccaniche, che richiedono una adeguata formazione prima del loro utilizzo in istituto.

È una felice condanna la formazione, richiede tempo e investimenti ma è premiante: solo raggiungendo la migliore qualità del servizio possiamo distinguerci infatti da chi la professionalità proprio non ce l’ha, e questo devono capirlo in primis i clienti che si rivolgono ad esempio a estetiste irregolari o abusive, salvo non comprendere i rischi che corrono di danni permanenti sulla loro pelle.

FORMAZIONE-E-QUALITàE poi c’è la contaminazione: a Vicenza, come Confartigianato proponiamo spesso giornate di aggiornamento su temi importanti trasversali del settore e di vario interesse, spaziando dalla nutrizione all’importanza del galateo nell’approccio con il cliente, dalla visita alle pinacoteche alla capacità di gestire e conservare il nostro stesso benessere, visto che siamo le prime a doverlo trasmettere. Tutto questo nell’ottica di aiutare la nostra cliente a sentirsi sempre più coccolata, consigliata e rassicurata sulle proprie scelte. Vi sono diversità di percorsi formativi e non è sempre facile scegliere quello più adeguato. Personalmente ho la fortuna di rapportarmi con infinite realtà: il centro estetico che non ha dipendenti ha esigenze diverse da chi collabora con 4/5 operatori, per i quali ad esempio è ancora troppo trascurata la formazione alla vendita di cosmetici. E sappiamo quanto è importante per qualsiasi attività fare una opportuna analisi di bilancio e dei prezzi del proprio istituto: quanti lo mettono in pratica?

Per quanto è ormai pratica comune utilizzare le schede clienti in istituto, sono ancora pochi i centri che ne fanno un uso quotidiano e per tutti i servizi: siccome l’estetista è abituata a lavorare con le mani, spesso non si ritaglia il tempo necessario da dedicare all’anamnesi e all’analisi dei propri clienti, trascurando quindi l’importanza di conoscere a fondo esigenze, abitudini, aspettative della nostra cliente analizzando lo storico dei trattamenti richiesti nonché le sue abitudini di vita e cosmetiche. Eppure sono pratiche che possono aiutarci ad incrementare il nostro lavoro, affiancando ai trattamenti eseguiti in Istituto la vendita dei prodotti da utilizzare a domicilio. Se le clienti utilizzano prodotti cosmetici, dove li acquistano? Rispetto ad altri canali di vendita di cosmetici, le estetiste hanno l’indubbio vantaggio di fare un analisi, visiva e tattile o meglio ancora supportata da apparecchiature, della pelle dei clienti e le uniche in grado di testare le reazioni della pelle, anche solo dopo una detersione. Da un recente sondaggio di Cosmetica Italia, risulta che l’estetista è quella che ha meno incrementi di vendita di prodotti cosmetici rispetto alle grandi distribuzioni, al porta a porta, alle profumerie, mentre spopolano le farmacie ed erboristerie. Questo è chiaramente un margine di crescita per le nostre attività, se supportato da un piano di bilancio che deve vederci più attive e propositive nella vendita.

Abbiamo mai fatto ad esempio un’analisi di qual è il nostro costo cabina? Solo così potremo sopravvivere alla guerra di chi pratica prezzi bassi, affermando la nostra qualità che è data da un monitoraggio e da una attenta pianificazione del nostro lavoro. Questo dunque è l’orizzonte forse più importante su cui siamo chiamate a fare formazione: la nostra motivazione, la leadership, il marketing, la capacità di fissare obiettivi e di raggiungere i traguardi prefissati, se davvero vogliamo dimostrare di essere professioniste a 360 gradi.

Valeria Sylvia Ferron
Valeria Sylvia Ferron inizia la propria formazione nell’estetica professionale come scuola dell’obbligo e opera come estetista da quando aveva 18 anni. Ha avviato e gestito diversi Istituti di estetica e benessere, un’attività che prosegue oggi, dopo 26 anni di lavoro come titolare. Parallelamente coltiva il suo interesse per il trucco teatrale e il body painting, conseguendo nel 2009, il brevetto di Truccatrice Teatrale e Cinematografica a Roma. Da 9 anni docente in un istituto di formazione professionale per estetiste a Vicenza. È da anni impegnata nella tutela e sviluppo della categoria estetica attraverso Confartigianato, rivestendo il ruolo di Presidente prima a livello provinciale, in seguito regionale e dal 2012 come Vice nazionale.
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