#PrayforParis, affidato al web il toccante messaggio di Antoine per la perdita della moglie Hélène

18 novembre 2015

In una Francia colpita dal terrore e dalla paura a causa dell’attentato del 13 novembre, arrivano a noi, forti e cariche di significato le parole scritte da Antoine Leiris, un uomo che ha perso la sua giovane moglie, Hélène Muyal, nella strage di Parigi.

Il post, pubblicato su Facebook da Antoine, sta facendo il giro della rete. E’ un messaggio rivolto ai terroristi, ma anche una testimonianza per tutti noi a non avere paura e a non far prevalere odio o rabbia, perché questi sentimenti avvelenano la vita, mentre la vita è bella e bisogna goderne ogni attimo in modo libero e felice. Anche preparando la merenda o giocando con il proprio bambino. Le parole di Antoine, sono parole che sgorgano dal cuore. Sono parole di dolore, ma anche di orgoglio, parole di speranza e incitazione che servono a farci capire che si può sempre ricominciare. E lo dobbiamo fare in nome dell’amore, per i nostri figli, per noi stessi e anche per chi, come in questo tragico evento, innocente, ha perso la vita.

Ancora una volta la rete e i social sono portavoce del diritto a non rimanere in silenzio ed esprimere liberamente il proprio pensiero.

Vi proponiamo integralmente questo toccante testo. #PrayforParis


“Venerdì sera avete rubato la vita di un essere eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, ma non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo, quello che so è che siete anime morte. Se questo Dio per il quale voi uccidete ciecamente ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà una ferita nel suo cuore. Quindi non vi farò il regalo di odiarvi. Voi l’avete cercato, tuttavia rispondere all’odio con la rabbia sarebbe come cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io abbia paura, che debba guardare i miei concittadini in maniera diffidente, che io sacrifichi la mia libertà per la sicurezza. È una battaglia persa. L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era così bella, bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Naturalmente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma durerà poco. So che lei ci accompagnerà ogni giorno e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere al quale voi non accederete mai. Siamo due, io e mio figlio, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come tutti i giorni e poi giocheremo insieme come tutti i giorni e per tutta la sua vita questo piccolo vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, non avrete mai neanche il suo odio”.

MabellaEdizioni