Powervolley Revivre Milano

18 novembre 2015

Powervolley-Revivre-MilanoIl club milanese ha debuttato nella stagione 2014-15 in SuperLega UnipolSai, il massimo campionato di pallavolo maschile italiano: si tratta dell’ultimo step di un ambizioso progetto nato nell’estate 2010 per volontà di alcuni ex giocatori, allenatori e dirigenti da sempre impegnati nel mondo della pallavolo nazionale e regionale, tra cui l’attuale presidente Carlos Rasores e il vicepresidente Marco Collini. Con il sostegno del presidente onorario Lucio Fusaro, Powervolley Revivre Milano ha disputato nelle ultime stagioni, in primis, il campionato nazionale di B1 e poi quello di A2, centrando in entrambi i casi i play off per poi approdare nella scorsa stagione in SuperLega, il massimo campionato nazionale.

L’obiettivo del progetto Powervolley è quello di riportare la pallavolo «che conta» sul palcoscenico di Milano, che vanta migliaia di appassionati di questo sport e che da sempre ospita i più importanti eventi nazionali e internazionali di volley, dalla World League alla fase finale dei Mondiali femminili 2014 arrivando agli Europei maschili in corso ora a Busto Arsizio. Nella passata stagione Powervolley Revivre Milano si è collocata al terzo posto (su 12 squadre) nella classifica del pubblico live, dietro solo a Trento e Modena, le due squadre finaliste per lo scudetto, raggiungendo così un primo importante obiettivo.

Al tempo stesso, la società continua a portare avanti due capisaldi dell’iniziativa: il network Powervolley Net, che coinvolge più di venti società con l’obiettivo di promuovere e sviluppare il volley a livello giovanile su tutto il territorio della provincia di Milano e la squadra delle «Old Stars», che costituiscono l’anello di congiunzione con il grande passato della pallavolo milanese.

Lucio Fusaro, Presidente Onorario Powervolley Revivre Milano

Lucio Fusaro, Presidente Onorario Powervolley Revivre Milano

A questi due progetti si aggiunge quello delle scuole, che promuove un tifo pulito e sportivo al Palazzetto mettendo a disposizione delle scuole di Milano e Varese un certo numero di biglietti gratuiti per assistere alle partite casalinghe di Powervolley Revivre Milano. Ma Powervolley Revivre Milano non è solo serie A: grazie all’accordo con Volley Segrate 1978, Revivre Milano sostiene anche uno tra i due maggiori settori giovanili d’Italia (quasi 400 atleti tesserati), che conta ben 6 atleti in nazionale giovanile. Uno di questi, Riccardo Sbertoli, classe 1998, già campione d’Italia under 15 e reduce da due mondiali, under 19 e under 21, debutterà quest’anno con la maglia di Revivre Milano. Si tratta dell’atleta più giovane di tutta la SuperLega.

Nella prossima stagione, in attesa che siano terminati i lavori al PalaLido di Milano, la Powervolley Revivre si allenerà e giocherà le gare interne al PalaBorsani, in via per Legnano 3 a Castellanza (VA).

Il Presidente Onorario di Powervolley Revivre Milano, Lucio Fusaro, ci spiega quali sono i capisaldi, la mission e il futuro di questa squadra, che vuole diventare un fiore all’occhiello per la città di Milano.

Powervolley Revivre Milano è una squadra in piena effervescenza, cosa si aspetta quest’anno?

Powervolley-Revivre-Milano-L’obiettivo di Revivre, la mia azienda, è quello di essere vicino non solo al mondo della cosmetica professionale e dei suoi protagonisti (estetiste, agenti, collaboratori), ma anche alla società civile di cui lo Sport è parte integrante. La pallavolo, poi è uno sport che io ho praticato in gioventù ed è legato a valori positivi. Quando mi è stato chiesto di riportare Milano nella massima serie non mi sono tirato indietro e in soli 3 anni, partendo dalla serie B, Milano è ritornata in SuperLega, fra le 12 eccellenze nazionali. Una volta arrivati a questo traguardo, ci siamo posti un altro obiettivo, quello di essere la squadra con il maggior pubblico in cinque anni. Questa è la vera «mission» che ci siamo dati: offrire a Milano lo spettacolo che merita.

Avete fatto nuovi acquisti di giocatori?

L’anno scorso è stato un anno di transizione in cui abbiamo imparato molte cose: quest’anno, con maggiore esperienza e credibilità siamo riusciti a costruire una squadra solida. Ma soprattutto piena di giovani (debutterà il più giovane giocatore di tutti i tempi, un ragazzino di 17 anni. Certamente il più promettente del vivaio italiano) e di talenti.

La prima partita di andata, il 25 di ottobre, è a Piacenza con il CopraVolley, pensa sia una partita difficile?

Sfortunatamente l’affronteremo senza il nostro fuoriclasse Skrimov, che si è infortunato ai recenti europei e che non sarà disponibile per quella data. Sarà comunque una partita molto importante perché il debutto influenza sempre il morale per le partite successive.

Powervolley-Revivre-Milano--

Prima di essere presidente onorario della squadra lei è un appassionato e un atleta. La vediamo spesso in accompagnamento ai ragazzi. In che modo supporta i giocatori?

Ovviamente, dopo essermene quasi disinteressato per anni, sapevo che se mi fossi lasciato coinvolgere avrei ritrovato la passione per questo magnifico sport, pieno di valori e di amicizia. Seguo tutte le partite e, impegni lavorativi permettendo, vado in trasferta con la squadra. Il mio supporto è solamente di presenza: far capire allo staff tecnico che non sono soli nelle sconfitte e gioire con loro delle vittorie.

Sport e solidarietà, due mondi sempre più vicini. La sua sensibilità l’ha portata anche verso il sostegno di iniziative in ambito sociale. In cosa si concretizzano?

Lo scorso anno abbiamo creato, fra le altre cose, un «Calendario dei Campioni». Abbiamo prestato i nostri giocatori per realizzare un calendario in cui comparivano ragazzi svantaggiati. Il tutto a supporto di una raccolta-fondi a favore della Polisportiva Milanese che assiste persone portatrici di handicap.

Quali sono i progetti futuri per la squadra?

Questa stagione sarà importante perché prevediamo di poter tornare a giocare al Palalido, mitico palasport milanese, offrendo così ai ragazzi e alle ragazze che ancora non hanno l’automobile la possibilità di raggiungerci in metropolitana. Con il loro supporto creeremo quell’entusiasmo che ci permetterà di fare il balzo di qualità.

 Qual è il suo sogno nel cassetto?

Mi piacerebbe che Milano avesse una squadra degna del suo nome. Mi piacerebbe costruire qualcosa che rimanga e si auto-alimenti dopo di me. Mi piacerebbe che i miei giocatori si ricordassero che la loro attuale vita dorata è effimera e dura fino a trenta anni. Per ricordarglielo li invito a passare qualche ora al nostro Biolife, dove incontrano giovani come loro che lavorano su progetti di marketing o di comunicazione. Questo è un modo per far capire ai ragazzi della squadra che oltre lo sport ci sarà la vita. Ma soprattutto mi piacerebbe che i miei giocatori restassero legati fra loro, come io lo sono con i miei vecchi compagni di squadra, che non ho mai dimenticato. E mai dimenticherò.

www.revivre.it

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