La polisensorialità nei prodotti per il trattamento

12 novembre 2014

La seduzione innanzitutto…

La polisensorialità non si limita al solo mondo delle Spa. Ormai è dappertutto. Un gel doccia al cioccolato, un gommate allo zucchero, una crema alla noce di cocco…Questa nozione marketing è indispensabile per attirare nuove clienti o per spingerle a ritornare da voi.

La polisensorialità suggerisce la nozione di pluralità dei sensi. Perché un tale concetto in cosmesi? Perché il trattamento non passa più solamente attraverso un profumo o alle sue virtù. Per convincerla clientela, i laboratori devono anche essere innovativi nella testure, ma non solo. La nozione di golosità è diventata primordiale con prodotti dal profumo evocativo. Anche l’udito è un senso al quale possono fare appello cosmetici; lo «uscita» del profumo, una mousse frusciante, lo strofi noi di un gommate…La vista naturalmente, non è da meno, con un’estetica sempre più spinta. Un altro senso è sollecitato più raramente: il gusto. Dare a un prodotto un «supplemento d’anima» è l’obiettivo del termine marketing di polisensorialità.Tramite l’utilizzo di almeno due sensi, lo scopo distinguersi e creare un legame emozionale con il cliente. In tutti settori, il consumatore non acquista più un prodotto unicamente per la sua effe cacia. La scelta fi male è spesso guidata da un fascino visivo o olfattivo, che comporterà un acquisto «colpo di fulmine». Ma queste premesse marketing sono ormai tecniche ben collaudate. I produttori combinano visivo, tattile e olfattivo, per distinguersi e far agire il consumatore.

La vista Il senso più evidente per attirare la clientela. Nel momento della scelta tra vari articoli, il design di un prodotto svolge un ruolo preminente. Il visivo fa appello a tutto un universo che deve invogliare la cliente a farne parte.

Il tatto Si comincia innanzitutto dall’imballo. Il prodotto è in una scatola di cartone, un contenitore in plastica o vetro? La sensazione non sarà la stessa al contatto, e non evocherà la stessa relazione con il prodotto, in quanto si caratterizza più per il suo aspetto cotonina, per la sua purezza o il lusso. Rendere un prodotto per il trattamento piacevole da applicare è essenziale. Se alcune clienti cercano la facilità d’assimilazione, altre preferiscono la sensazione di freschezza. Per alcune è il potere di penetrazione che essenziale. Per un gommate la viscosità e la dimensione dei grani sono importanti. Non è da meno anche latex ture di un olio per massaggi o di bellezza, che può essere viscoso, satinato o secco. Sta a voi individuare le esigenze e i gusti della vostra clientela, per presentarle il prodotto che, non soltanto le offrirà i risultati richiesti, ma la sedurrà!

L’olfatto Il settore della bellezza accorda a questo senso una grande importanza. Ma se tempo fa le profumazioni erano prevalentemente orali, ormai evocano sempre più le delizie zuccherine: cioccolato, caramello, frutto della passione… Tutti aromi che attirano i golosi. Viceversa, altri marchi si posizionano in maniera diametralmente opposta, in uno spirito di purezza e di professionalità quasi medica. A ciascuno la sua strategia marketing.

Il suono  Se questo senso sembra poco evidente al consumatore, è di grande interesse per i creatori. Nel settore dell’automobile, il rumore del «clic» della portiera è studiato come tutti i suoni d’allarme. La stessa cosa vale per il computer e per i suoni di accensione o i messaggi d’errore. Alcune case di preti à Porter arrivano persino a creare una loro pallista degli aromi, da diffondere nei negozi, per «predisporre» il cliente. Allora perché non nella cosmesi? Nelle Spa, il suono è essenziale per creare un’atmosfera di benessere. I prodotti a volte si fanno sentire, come le schiume, che richiamano il suono della panna montata spray.

Questo marketing emozionale è studiato precisamente perché ogni cosmetico professionale non sia più un prodotto, ma “Il Prodotto”, che farà immergere la cliente nel suo universo. Una nozione utile per fi deliziare la clientela.

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