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Oltre il cosmetico. I segreti del perfetto seduttore

12 giugno 2018

La sensualità è spesso innata, la seduzione, invece, è una forma di comunicazione dalle mille sfaccettature che può migliorare nel tempo. Gesti, espressioni e movimenti del corpo, sono segnali che raccontano molto e che, quando ben misurati e studiati, possono essere armi infallibili.

Il termine seduzione deriva dl latino “se-ducere” che significa condurre in “disparte” o anche “verso sé”, ma nella nostra cultura la parola seduzione non gode di grande fama: seduttore è l’uomo che attraverso inganni e raggiri conquista una donna e poi, raggiunto lo scopo, la delude e l’abbandona (come nel famoso film “Sedotta e abbandonata”).

Ma se pensiamo invece a seduzione come fascinazione, gioco di sguardi e desideri fra due persone, o come strumento elegante per convincere l’altro e ottenere il suo consenso, il significato cambia radicalmente in positivo. Bisognerebbe poi insegnare a tutti che, quando si è giovani e belli, queste bellezze accettate ed omologate andranno perdute per lasciare il posto ad un altro tipo di bellezza che, paradossalmente, migliora quando iniziano a sfiorire, e persino certe bruttezze conoscono la redenzione con l’età che avanza, ed è proprio il fascino dell’esperienza che sorge dal profondo, che non sa riconoscere più i canoni e quindi li ignora e sfugge definitivamente all’imperativo delle
mode acquisite.

Il fascino supera anche lo stile e si impone da sé, senza bisogno di alcun giudizio. E se è vero che belli lo si può diventare (e l’estetica applicata oggi possiede molti strumenti e molte tecniche), diventare affascinanti è molto più impegnativo. Perché il fascino è un ’eresia, e quindi non è conforme, ne deforme. E’ semplicemente difforme che significa non replicabile.

Forse la seduzione dunque potrebbe rappresentare una sfida anche per chi non è stato baciato dalla
fortuna di avere fascino. Ma ricordate, e qui rientriamo nel più fatuo mondo della cosmesi, che se il seduttore ha la giacca piena di forfora, ha un odore sgradevole, ha un comedone in bella vista, qualche pelo dispettoso che sbuca dal naso e dalle orecchie….oppure, parlando di look, un pedalino corto, magari bianco, che spunta da sotto il pantalone e poi, la cravatta a righe su camicia a righe, la giacca con le maniche troppo lunghe…senza dimenticare le scarpe (forse la prima cosa che una donna guarda nell’uomo),… insomma, il fascino da solo non può bastare: a cosa potrebbe ambire oggi, a XXI secolo avanzato, un seduttore poco curato?

Gran parte del “gioco” della seduzione è determinato da meccanismi di comunicazione non verbale. Vediamone alcuni: Nell’intenzione seduttiva il contatto oculare comunica disponibilità, interesse, nonché fiducia. Si verifica infatti un aumento della durata del contatto oculare che non deve essere troppo prolungato, ma saggiamente calibrato. (Più una persona piace più si tende a guardarla).

Un piccolo segnale importante è rappresentato dalla dilatazione della pupilla che comunica interesse, attrazione ed eccitazione. La pupilla tende a dilatarsi dinnanzi a stimoli piacevoli, eccitanti, capaci di produrre un’apertura e tende, invece, a contrarsi in risposta a stimoli negativi e minacciosi. La riduzione dello spazio prossemico è un altro segnale importante e comunica una progressiva riduzione della distanza interpersonale; inoltre l’orientamento del corpo verso l’altro comunica inequivocabilmente interesse.

Nel corso dell’interazione seduttiva cambia anche la voce: piu’ impostata e profonda se è l’uomo ad attaccare, mentre infantile, caratterizzata da intensità ridotta e toni più acuti, che segnala minor potere, più calore e disponibilità se è la femmina a volersi far ”attaccare”. Se la “preda” tende verso di voi, anche con un semplice tocco sul vostro braccio,…preparatevi a riempire il secchiello alla Slot machine della conquista!

DAL SORRISO ALLA RISATA…..

In fatto di seduzione il sense of humor è un’arma estremamente efficace. Persino Jessica Rabbit ambiva ad un uomo che la facesse ridere. Ridere insieme implica l’esistenza di un’intesa culturale, morale ed emotiva, per non parlare delle endorfine che è in grado di produrre (cascate di dopamina) e
chi riderà alle tue battute significa che ha colto le affinità e può condividere un contesto culturale, un iceberg di conoscenze e valori che creano desiderio di condivisione.

Il segreto alberga, ovviamente, nell’emisfero destro del cervello, dove risiede il senso dell’umorismo e
anche la capacità di relazionarsi con gli altri. E poi la risata è amica della bellezza: ridendo infatti, oltre alle sopracitate endorfine che agiscono sullo stress abbassandolo, si aumenta, e non di poco, il consumo di calorie, come un mini allenamento aerobico: il cuore batte più in fretta, aumenta il flusso sanguigno, i muscoli pettorali si muovono seguendo l’espandersi del torace e quelli addominali si contraggono.

Ma non solo: i vantaggi riguardano anche la pelle del viso, la cui muscolatura, contraendosi e distendendosi, consente alla cute di rimanere giovane, tonica e luminosa. D’altra parte è risaputo che chi possiede il dono dell’umorismo possiede un potere magnetico e seduttivo, che trascende da ogni canone estetico di riferimento (eccoci di nuovo!). Pensiamo a Totò, riconosciuto come un conquistatore seriale.

Nella vita rideva pochissimo ed era un uomo malinconico, ma le sue performance esilaranti sono costantemente trasmesse alla televisione, così come Buster Keaton…e che dire di Stanlio (Stan Laurel), che era l’anima e l’autore di tutti gli sketch di Stanlio & Ollio, sposatosi un sacco di volte! Per non parlare di Charlot, con decine di amanti e una ventina di figli, il suo fascino era irresistibile.

Forse colui che raggiunse l’apice del bel tenebroso fu Marlon Brando, attore di una bravura immensa che per quasi trent’anni dettò legge a Hollywood. Tarchiato e con una voce un po’ stridula aveva migliaia di concorrenti che tentavano di spodestarlo, ma il suo fascino magnetico si evidenziò negli anni 50 sul ‘fronte del porto’, si confermò nella Little Italy, di cui era il padrino indiscusso, e si cristallizzò per sempre ballando un indimenticabile tango a Parigi.

IL MASCHIO ALL’ATTACCO

La cosmesi maschile, o androcosmesi, è in perenne crescita, anche perché’ l’utenza è numericamente e costantemente aumentata, vuoi per l’aspettativa di vita, che è nettamente dilatata rispetto a soltanto 30 anni fa, vuoi per la rivoluzione ”blu”, o meglio la pillola blu, che ha fatto migrare i maschi in pensione dal bar della briscola o dalla bocciofila, alle balere, dove centinaia di donne, ancora desiderose, sono li a disposizione di nonnetti in grado di garantire notti di fuoco al ritmo delle pastigliette blu, che possono ‘’cementare’’ il rapporto.

Per cui la seduzione non è più un lontano ricordo, ma va quotidianamente fertilizzata con ogni stratagemma psicologico. Anzi, a differenza dei giovani acerbi, spesso goffi e timidi, il vecchio marpione, che ne ha viste a centinaia, può sfruttare l’esperienza per rafforzare la sua capacità seduttiva. Sempre che ne fosse già dotato, poiché il dono della seduzione non è dato a tutti. Infatti, da sempre esistono, due scuole di pensiero: alla prima appartiene il cosiddetto tacchino, o cascamorto che si esplicita con sorrisi, inviti, battutine, fiori e salamelecchi.

Un approccio alla “pappagallo” che, a volte, dopo cento beccate, un chicco lo raccoglie (la legge dei grandi numeri). L’altra del tipo 2, seduttore sornione, un po’ misterioso, paziente, che gioca con strategie sottili, si finge disinteressato, disorienta la femmina che è abituata ad incontrare più soggetti del tipo1. Quando l’opera è completata il jackpot può essere addirittura entusiasmante.

E mai, dico mai, vantarsi dei propri trofei: che voi siate dei fuoriclasse lo devono sapere da altri. Che vita sarebbe senza la seduzione…senza questo istinto naturale e culturale insieme? Per l’uomo, il cui compito è storicamente più arduo, la seduzione è abbinata a molte sfaccettature: personalità, gentilezza, scioltezza e virilità, quando sono insieme possono essere un’arma assolutamente
infallibile!

Leggi tutti gli articoli del professore Umberto Borellini

 

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