Olio di Palma? Si o no?

15 novembre 2016

olioTutti ne parlano. E’ uno degli argomenti che impazza su tutti i media, dal web, alla televisione, ai giornali: si tratta del fatidico olio di palma. Un tema molto dibattuto. Fa male? Fa bene alla salute? Si tratta di una coltura che sfrutta troppo l’ambiente? Molte le aziende che nelle loro pubblicità continuano a rimarcarne l’assenza dai propri prodotti alimenti. Solo alcune società, Ferrero in testa, si sono chiamate fuori dal coro, spiegando attraverso uno spot, che l’olio di palma da loro utilizzato è quello non raffinato. L’opinione pubblica è piuttosto confusa da questo tam tam mediatico. Ma cosa è l’olio di palma?

L’olio di palma è un grasso vegetale estratto dalle drupe (frutti simili alle olive) di alcune varietà di palme e, pur essendo di origine vegetale, rappresenta un’eccezione, poiché ha una composizione in acidi grassi più simile al burro che agli altri grassi vegetali: è infatti composto essenzialmente da grassi saturi (palmitico, stearico e laurico). Di conseguenza ben si presta, per le sue proprietà chimiche, ad essere utilizzato nelle preparazioni industriali. L’olio di palma è presente nei nostri consumi alimentari tra cui:

  • Biscotti
  • Merendine
  • Farciture dei dolci
  • Creme spalmabili
  • Latti per bambini
  • Patatine
  • Snack
  • Grissini
  • Gelati

A tal proposito segnaliamo un video della conferenza dedicata al tema dell’olio di palma, organizzata da UNISG lunedì 26 settembre 2016 all’interno di Food Mood, a Torino, nei giorni di Terra Madre Salone del Gusto, che cerca di fare chiarezza sul tema.

La grande differenza che si deve considerare, e che per motivi economici le industrie alimentari non fanno, si trova tra l’olio di palma grezzo o raffinato. Seppur entrambi contengono un elevato quantitativo di grassi saturi (circa il 50%), l’olio di palma grezzo contiene un quantitativo più alto di antiossidanti che quello raffinato non contiene. Pertanto l’olio di palma grezzo è “più salutare” di quello raffinato. Purtroppo però, nell’industria alimentare l’olio di palma raffinato è quello più utilizzato sia per la sua versatilità che per il basso costo.

Diversi studi hanno evidenziato i forti rischi per la salute collegati alla raffinazione dell’olio di palma, non però meno dannosa di altri grassi saturi (il burro per esempio) sostitutivi di questo olio. La necessità è pertanto quella di controllare l’eccesso di grassi saturi, potenzialmente dannosi per la salute se assunti in quantità eccessive. Una soglia accettabile, infatti, del consumo di tutti i grassi saturi, tra cui l’olio di palma, è del 10% massimo sul totale delle calorie giornaliere.

IN SINTESI: sostituire l’olio di palma col burro è inutile da un punto di vista nutrizionale perché i valori sono molto simili, ed entrambi vanno assunti in quantità contenute, soprattutto da parte dei bambini. Sostituire l’olio di palma col burro è inutile da un punto di vista ambientale perché per soddisfare la richiesta bisognerebbe comunque disboscare per adibire le aree coltivabili a pascolo. Non è possibile sostituire i grassi saturi (palma, burro) con oli vegetali, perché non sono adatti alle stesse ricette. Per utilizzare i grassi insaturi (girasole, arachidi, soia, mais ecc) al posto di quelli saturi nelle stesse ricette bisogna ricorrere a processi chimici tra cui l’idrogenazione, dichiarata dannosa per la salute anche in minime quantità. Le coltivazioni di piante da olio che non siano la palma sono molto meno produttive e richiederebbero la deforestazione di aree ancora più ampie di quelle utilizzate oggi per la coltivazione della palma da olio.

In attesa di una regolamentazione più chiara, leggete le etichette e fate prevalere il buon senso.

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