Musa fin de siecle per un giorno (ovvero come nascono le idee)

10 agosto 2018

Idee, ispirazioni, la creatività sfugge a qualsiasi tipo di regola e di logica. Una scintilla, una mente curiosa e nutrita di stimoli e il puzzle lentamente si compone e prende forma, come ci racconta il Maestro Stefano Anselmo.

Mi trovavo in Calabria per uno dei soliti corsi di trucco promozionali. Il tema era “Trucco fotografico e Matrimonio”. Purtroppo, un po’ a causa della coincidenza col Carnevale, un po’ per altri motivi non si riuscì a trovare nel circondario, un fotografo disponibile per il servizio fotografico, parte integrante del programma.

Da Milano mi ero portato i ritagli di stoffa a specchietti della giacca di Quince (personaggio chiave del “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare, per il quale il regista Gioele Dix, volle affidarmi lo studio delle acconciature, del trucco e dei costumi), per realizzare una sposa siderale, tutta sberluccicante. Per questo mio progetto, però, era indispensabile trovare una modella col viso adatto e un fotografo capace.

Contrariamente ai miei progetti, le cose sembravano sfavorevoli.

Niente fotografo, nessun soggetto diafano tra le allieve che mi facesse da modella e un raffreddore micidiale con tanto di strappo muscolare alle reni da piegare in due un elefante. La notte dormii malissimo svegliandomi frequentemente a causa del naso che continuava a colare, finchè mi stufai di tutti quei disagi e cominciai a meditare su come risolvere la mancanza di modella e di fotografo.

Mi devo fare venire in mente qualcosa, pensai e cominciai a scandagliare le facce delle iscritte cercando di un’idea.

La mia attenzione si soffermò sul ricordo della folta chioma riccia di Rossella Gaudio. Nel buio della notte cercai di mettere a fuoco il viso: classico di una bellezza un po’ retrò; perfetto per un’immagine fin de siécle. Subito il suo viso in versione femme fatale si sovrappose al ritratto di Giuditta di Gustav Klimt. Ecco, pensai, farò una specie di Giuditta e la inserirò in un contesto a tema; magari proprio in una decorazione presa in parte da un quadro di Klimt; o, comunque, una roba che ci stia bene.

Risolto il problema mi rigirai dall’altra parte e finalmente mi addormentai. L’indomani illustrai alla classe il mio progetto e, collegandomi a internet, mostrai alcune opere di Klimt al fine di dissipare i dubbi di chi non conosceva bene il pittore viennese. Poi iniziai a truccare Rossella-Giuditta: base molto chiara per un effetto più evanescente, sopracciglioni neri neri e lunghi da Giuditta-calabrese, ombretto violaceo sfumato intorno agli occhi per un effetto soffertamente sofisticato…

Il trucco procedeva.

Nel frattempo Mariarosaria Furfaroso presa in prestito la macchina fotografica della mia modella che, essendo appassionata di fotografia, aveva portato con sé, iniziò a scattare: quella ragazza aveva il dono di saper vedere quando e come una persona andava fotografata; capiva istintivamente quando la persona sarebbe venuta bene. Ottimo!, abbiamo anche un’abile fotografa, pensai; per cui, niente problemi.

Completai il trucco degli occhi con delle ciglia artificiali a ciuffetti, ombreggiai le guance lasciando gli zigomi bene in luce, e truccai le labbra con un rossetto color ciclamino intenso. Non pago del risultato estrassi dalla mia busta porta trucco delle decorazioni adesive, di quelle vendute nelle cartolerie che tanto piacciono alle ragazzine.

Con l’aiuto delle forbicine le adattai alle mie esigenze e le incollai un po’ su tutta la fronte rendendola preziosamente scintillante. Tornai poi sui quadri di Klimt e cercai di spiegare alle ragazze quello che avrei fatto a casa in post produzione rielaborando la foto di Rossella col Photoshop. Tuttavia non credo che la mia spiegazione sia stata esaustiva perché, onestamente, nemmeno io ancora sapevo esattamente ciò che avrei fatto…

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Stefano Anselmo
Stefano Anselmo esercita la sua attività in molteplici campi della moda, al fianco dei migliori stilisti nelle sfilate del "Prè à Porter" di Firenze e dell'alta moda di Milano e Roma. Collabora con le più note riviste e agenzie pubblicitarie, firmando campagne stampa e televisive, fino alla discografia, dove, tuttora è presente nella realizzazione di copertine per dischi realizzati da autori di grande prestigio nel campo della musica leggera. Suoi sono i maquillages delle folli copertine di Mina, con cui collabora dal '77 (copertine dei dischi, definizione dell'immagine in generale, del trucco, in post-produzione, interventi al computer grafico, ecc.). Gli innumerevoli look della fatale Anna Oxa (dall'83 fino al look "acqua e sapone" del 2001 con la creazione di circa una ventina di look diversi per CD, festival di Sanremo, " Fantastico 1 ", " Fantastico 2 " e altri spettacoli televisivi).
Consulente d'immagine e trucco per servizi fotografici, campagne pubblicitarie, video-clip musicali, ha curato gli effetti speciali di numerosi spot pubblicitari, insegnante quasi per vocazione, ha lavorato in molti paesi d'Europa, in Medioriente, in Africa e negli Stati Uniti.
Stefano Anselmo vanta al suo attivo oltre duecento articoli scritti per le maggiori riviste di settore: Les Nouvelles, Estethiques, Salon, La Pelle Beauty, Esthetitaly, Fashion dove intrattiene i lettori trattando di trucco, moda e di tutto ciò che è legato al mondo dell'immagine. E' anche autore di parecchie pubblicazioni librarie, perlopiù tecniche, sul trucco e sull'Africa. Dal 2003 ha iniziato una collaborazione con l'Università I.U.L.M. di Milano dove ha tenuto lezioni sul costume africano all'interno di " Esperto nei Processi di Integrazione Multietnica ".
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