Make Up: strategie di sell-out

8 novembre 2016

in-stile-ambu-1Vendere il make-up è consigliare, provare, testare. Un lavoro da farsi con attenzione e con la massima cura dei dettagli perché diventi preziosa risorsa per il business del centro estetico e un’eccellente opportunità per far sentire uniche le clienti che si affidano a voi con tanta fiducia

Il make-up, nella storia, ha subito un’evoluzione continua. È nello scorso novecento, con la nascita delle prime case cosmetiche, che il prodotto make-up è diventato disponibile al pubblico su larga scala. Il primo mascara era in cake, molto costoso, quindi riservato alle persone più abbienti. Da allora i prodotti, per la composizione e per il pack, sono divenuti sempre più performanti e preziosi. Nel post-guerra il rossetto, come il profumo, diventano espressione della ripresa economica, una dichiarazione del periodo storico di benessere socio economico. Nonostante le appena passate brutalità della guerra, indossare il rossetto, rigorosamente intonato alle manicure, era un chiaro messaggio di rinnovamento. Il lipstick index, l’indice di vendita del rossetto sale nei periodi di recessione.

Una donna ha meno potenzialità economica per acquistare borse o vestiti, ma il piccolo cosmetico rappresenta una gratificazione personale dal costo limitato. Il make-up è colore, un antidepressivo immediato che rinnova il proprio look. Dallo scorso secolo, in verità, non è cambiato molto. Ancora oggi il colore giusto nell’abbigliamento e nel trucco, segnala uno stile di vita, un senso di appartenenza a uno stato sociale. Per noi, che di bellezza ci occupiamo, diventa una responsabilità quella di proporre l’esatto prodotto, il colore perfetto alle nostre clienti.

in-stile-ambu-3Il mondo del makeup ci sorprende stagione dopo stagione, anno dopo anno. È dovere, ma infondo un piacere per l’estetista, quello di sperimentare ed elaborare le proposte moda. Il make-up, come ogni professionista della bellezza riconosce, fonda il suo business sul trattamento, sull’esecuzione del servizio, ma soprattutto sulla vendita dell’articolo proposto. È quindi fondamentale consigliare alla cliente due tonalità dì fondotinta, da stendere su zone diverse per creare suggestive zone chiaro-scuro, ci sorprenderà quante li acquisteranno entrambi, nonostante la nostra poca fiducia. Proponiamo rigorosamente lo strumento di applicazione del prodotto: il pennello. Assolutamente sorpassata la spugna in lattice, utile solo per un ritocco durante il giorno con un fondo compatto. Ombretti, matite e rossetti dovranno essere presentati e proposti solo con lo strumento di applicazione: il pennello.

Per un make-up agli occhi dignitoso, sono necessari almeno tre pennelli: uno per la sfumatura chiara, uno più piccolo per la sfumatura scura e un altro, di forma tonda, per la sfumatura intermedia. Se non dimostriamo la loro funzionalità, non li venderemo mai. Spieghiamo alla cliente che utilizzare le mani o le dita per applicare il make-up produce uno spreco di prodotto che, una volta prelevato e steso, oltre a dare un effetto impreciso, finirà per la metà in-stile-ambu-5nello scarico del lavandino. Per non parlare degli effetti sugli asciugamani. Il rossetto è sempre abbinato alla sua matita, non importa se la cliente possiede “qualcosa di simile” nel suo beautycase, la presentiamo e la appoggiamo sulla cassa per sottolineare che è fondamentale quella tale sfumatura per rendere unica e sensuale la sua bocca. Cipria trasparente, tanning e blush completeranno il nostro make-up, ancora presentati con il loro strumento di applicazione: il pennello, sempre. Al termine di ogni proposta make-up è necessario compilare la scheda trucco con tutti i prodotti utilizzati. Tale scheda, elegantemente decorata dal logo dell’istituto, dovrà essere da noi custodita all’interno della scheda cliente, consultabile anche dalla stessa, ma comunque conservata in istituto. I nostri segreti di bellezza vanno custoditi con gelosia. All’interno del nostro istituto deve essere presente la postazione trucco. Il luogo migliore è la reception, solitamente lo spazio più luminoso del centro.

in-stile-ambu-4Quando la cliente entra deve respirare quell’aria di camerino, di luogo dedicato alla preparazione del look. Per mandare un chiaro messaggio di professionalità, l’ideale è uno specchio con delle luci incandescenti che illuminino il viso in modo non violento, in commercio ci sono molte soluzioni anche non costose. In assenza di illuminazione artificiale, sfrutteremo al meglio la luce naturale, che rimane comunque la migliore per la realizzazione di un maquillage pulito e indossabile. Sotto lo specchio una mensola spaziosa, una consolle, un tavolo dove appoggiare pennelli e strumenti necessari. Appoggiamoli in ordine su dei fazzolettini di carta, per comunicare una sensazione di igiene, ma in ordine casuale, per segnalare l’utilizzo della postazione stessa. Sullo specchio o appesi al muro, immagini moda, come di foto di make-up da noi realizzate. Alcune immagini iconiche danno un tocco ironico al nostro angolo trucco. Per accomodare la nostra cliente, in relazione allo spazio, potremo scegliere una comoda poltrona vintage da barbiere, una moderna seduta specifica per il maquillage, ma un semplice sgabello alto potrà essere sufficiente.

in-stile-ambu-3Accanto alla postazione trucco dovremo posizionare l’espositore completo della linea cosmetica che abbiamo scelto. Tale display dovrà essere consultabile dalla cliente, dovrebbe quindi averne libero accesso, soprattutto durante l’attesa per la cabina. A questo proposito è fondamentale, anche quando siamo disponibili, fare attendere la cliente in reception un paio di minuti, per darle modo di guardarsi intorno, di notare gli allestimenti e le promozioni in atto. Gli stessi prodotti make-up, le singole referenze, devono necessariamente trovare posto in reception, ben esposte a scaffale, non riposte in magazzino e nemmeno, come spesso accade, ben archiviate in quel bellissimo armadio antico. Nel momento della proposta, tutti i prodotti devono essere disponibili, dobbiamo averli sotto mano e quello spazio di tempo in cui percorriamo il corridoio alla ricerca del correttore e dell’ombretto, è per la cliente, momento di riflessione e titubanza all’acquisto.

La fase della vendita è un momento delicato, da dedicare completamente alla cliente, mai lasciarla sola. La cliente deve avere tutti i prodotti a vista d’occhio e a portata di mano. Vendere il make-up è consigliare, provare, testare. Un momento intimo e personalissimo. Quando prendiamo tra le nostre mani il viso della cliente, guardandola negli occhi, osserviamo i suoi lineamenti, scorgendone i punti di forza. Li identifichiamo per enfatizzarli. Questi preziosi istanti possono raccontarci molto, più di tante conversazioni. Rispettando la personalità della cliente, il nostro lavoro è l’interpretazione del suo stile. Non creiamo copie, rendiamole uniche, come ogni donna merita.

L’esperto risponde a redazione@mabella.it oppure a info@alessioambu.it

Alessio Ambu
Veneto, inizia la formazione artistica presso l'Accademia di Trucco cine-teatrale Altieri di Roma, collaborando per l'alta moda (Gianluca Bulega) e per lo spettacolo (Festivalbar). Dopo un’esperienza con il make-up artist Nico Baggio, nel 2000 parte per la sua prima tournée teatrale, creando trucco e capelli per spettacoli quali ''Rent'', prodotto da Nicoletta Mantovani per Pavarotti International, ''Evita'', compagnia Scena Aperta, ''Chicago'', Newman Production & Rock Theatre, ''Nights on Broadway''. Fonda a Parma un total beauty space per la cura e bellezza di viso, corpo e capelli e collabora poco dopo con esclusivi centri wellness e Spa in Veneto, dedicandosi alle discipline bio-naturali. Oggi Alessio Ambu continua a lavorare come truccatore per il teatro e per la fotografia.
Make-Up designer and creator ● T +39 393 5534031 ●info@alessioambu.it