L’estetica energetica nella SPA

22 settembre 2014

Estetica energetica, quante sciocchezze dette in tuo nome! Non si sente parlare d’altro. Questo termine è utilizzato da tutti coloro che praticano medicina alternativa, per illustrare la modalità di funzionamento dei loro trattamenti, e questo lascia sempre un’eco positiva nell’animo del cliente.

Anche se è sempre difficile far capire un concetto relativo a qualcosa che non si può vedere, toccare o sentire, la nozione di «energetica» ha, comunque, fatto un suo percorso e un numero sempre più alto di clienti parla normalmente di armonizzazione e «centratura» di energia. Il personale delle SPA ha contribuito molto a questa volgarizzazione, accompagnandola al famoso approccio «olistico» al cliente. Detto fra noi, se volete utilizzare il termine, accertatevi prima di conoscerlo a fondo, perché ci è capitato di incontrare chi ne aveva una visione del tutto personale, più adatta a far fuggire il cliente che a fidelizzarlo.

Approccio olistico Olistico deriva dal greco “holos”, che significa interotutto. Si tratta, dunque, di considerare il cliente nella sua globalità. Ma, a meno di riuscire a sottoporre il vostro interlocutore a un interrogatorio serrato (il che non è, poi, così facile, ne converrete…) come è possibile determinare di cosa abbia veramente bisogno?

Andando a ispirarvi in Asia Coloro che praticano la medicina tradizionale cinese desumono la salute e i problemi interni dei loro pazienti esaminando attentamente la loro pelle. Le espressioni del viso, le rughe attorno agli occhi e alla bocca, l’altezza della fronte, sono tutte indicazioni di un eventuale squilibrio interno. E questa diagnosi non è riservata solo all’Asia: varie culture hanno considerato la nostra epidermide come un indicatore dello stato di salute più generale. Si sono preoccupate di trattare assieme i problemi interni e le loro manifestazioni esterne. La moda delle iniezioni di Botox e dei trattamenti laser, che promette risultati rapidi a una clientela avida di mantenere un aspetto giovane, ha messo in ombra quei trattamenti cutanei che fanno ricorso a un approccio d’insieme. Questi ultimi erano considerati troppo lenti nel dare risultati. Tuttavia, tenuto conto di tutto lo stress che subiamo quotiwebmastermente (fisico, mentale ed emotivo), mai come ora avremmo bisogno di trattamenti olistici. Bisogno che molte SPA in Asia, Stati Uniti ed Europa stanno cercando di soddisfare.

Collegarsi con la propria pelle La pelle è un organo eliminatorio. Quando il corpo è ingombro di tossine o è aggredito, in una qualsiasi maniera, tenta di sbarazzarsi di ciò che lo ingombra attraverso tutti i suoi pori. Per chi pratica la medicina olistica, la tonalità della pelle, il suo colorito, lo splendore, la sua texture e la sua pulizia sono indicazioni preziose sui disturbi interni di un paziente. Non c’è da stupirsi: per uno scienziato, la pelle e gli altri organi del corpo sono legati da una rete inestricabile di cellule. Così, un forte colpo di sole influenzerà il sistema vascolare. Ma dove si ferma la circolazione, visto che il sangue risale verso il cuore, il fegato, i polmoni e il cervello? Il colpo di sole può provocare una letargia e, persino, rendervi più vulnerabili alle infezioni. La relazione tra pelle e corpo è, dunque, delicata. Non ci si può occupare della propria cute senza prendersi cura anche del resto. Di fatto, tutto dipende dal modo di vivere. È consigliabile, quindi, incoraggiare la clientela a migliorare la propria igiene di vita. Attenuare, se non eliminare i segni dell’invecchiamento è un processo che passa attraverso un certo numero di elementi, quali un’alimentazione equilibrata, meditazione e yoga.

Novità sui trattamenti Fino a qualche anno fa, un trattamento «olistico» non andava oltre lo stadio degli oli essenziali e dell’aromaterapia. Oggi, il numero dei prodotti e delle tecniche è notevolmente aumentato. Ecco alcune delle caratteristiche di questi trattamenti: Utilizzano prodotti naturali Non tutte le gamme di trattamento che utilizzano prodotti naturali sono per questo «olistiche», ma ogni linea olistica utilizza di base dei prodotti naturali, che siano estratti marini o piante «bio». Questi prodotti devono esercitare un doppio effetto (interno ed esterno). Così, l’olio essenziale di neroli calma le irritazioni cutanee calmando anche il sistema nervoso. Alcuni produttori hanno elaborato le loro gamme sull’efficacia delle piante, combinando tè verde, aloe vera e camomilla. Altri, invece, hanno preferito servirsi delle alghe, la cui struttura chimica assomiglia in qualche modo a quella del plasma umano. I minerali marini rilassano e calmano i muscoli, scatenando un processo di eliminazione delle tossine e idratano il corpo. Contengono calcio, per la struttura ossea, e magnesio, un ansiolitico naturale che regola anche il ritmo cardiaco; ferro, che porta ossigeno, e iodio, componente importante degli ormoni tiroidei essenziali per la crescita, il sistema nervoso e il metabolismo. Hanno effetti profondi e duraturi Spesso, per curare la causa di un problema cutaneo, un trattamento olistico agisce su organi situati lontano dall’epidermide. Alcuni prodotti non si limitano alla distinzione tra pelle grassa e pelle secca, perché contengono ingredienti «intelligenti» che permettono alla pelle di equilibrare il suo PH. Lo stesso principio si applica ai prodotti a base di vitamine e amminoacidi, per obbligare la pelle a rafforzare la produzione di collagene ed elastina. Piuttosto che cambiare la natura della pelle, meglio lasciarle svolgere il suo normale compito. Operano all’interno di un trattamento globale Tutti i nuovi trattamenti detti «olistici» hanno adottato uno stesso procedimento, iscrivendosi nell’ambito di un trattamento più complesso. Molte SPA hanno aggiunto spazi wellness (fitness, meditazione, yoga), anche nelle aree urbane. Del resto, i clienti non possono sempre viaggiare tutto l’anno verso delle località esotiche. La SPA urbana si attiva, allora, proponendo esercizi, trattamenti e un programma alimentare. Varie culture hanno considerato la nostra epidermide come un indicatore della salute. Favoriscono l’idratazione L’idratazione è una chiave essenziale del benessere. Alcune donne hanno una silhouette superba, una buona forma fisica, dovuta all’esercizio regolare, e una pelle spaventosa, semplicemente perché non sanno reidratarsi dopo lo sforzo! Anche le persone sedentarie rischiano di disidratarsi, privandosi di sonno, bevendo troppi caffè o funzionando solo grazie all’adrenalina. È uno dei motivi per cui le SPA offrono tè ai loro clienti: un mezzo ideale per far bere loro dell’acqua, elemento essenziale della connessione intercellulare tra pelle e organi. Fanno ricorso a integratori alimentari Gli integratori alimentari possono ottimizzare il risultato degli altri trattamenti, avviando un cambiamento nel corpo. Migliorando la qualità delle cellule per via interna (alimentazione e integratori alimentari), si lavora sulla capacità autoriparatrice dell’organismo. Naturalmente, non si tratta di sostituirsi al medico, per consigliare ai clienti dei trattamenti olistici. Al contrario, inserire il rituale SPA in una logica generale di vita sana e armonica, informando il cliente sui benefici comprovati di una pratica o di un’altra, non può che rafforzare l’efficacia dei vostri trattamenti. Potete, invece, invitare qualche esponente di medicina alternativa alla SPA: l’iniziativa è, spesso, coronata dal successo.

Medicina alternativa nella SPA Negli Stati Uniti, con l’avvento delle «destinations SPA», medicina alternativa e SPA hanno imparato ad andare d’accordo. Agli esordi, con la creazione di Golden Door o di Rancho La Puerta, in California, negli anni ’60, si trattava di offrire ai clienti un vero soggiorno «disintossicante», con alimentazione naturale, esercizio fisico, tecniche di meditazione e trattamenti. Poi, tutto il movimento New Age porta allo sviluppo delle prime SPA americane, provocando una vera passione per le tecniche provenenti dall’Asia, come lo yoga, la meditazione e metodi più occidentali, come la macrobiotica. Trent’anni più tardi, le grandi SPA asiatiche, come Chiva Som, Banyan Tree, Six Senses o Mandarin Oriental, hanno dato più importanza alle medicine tradizionali, come l’Ayurveda, la medicina tradizionale cinese, l’agopuntura, l’aromaterapia o la fitoterapia. Effettuando alcuni studi sulla loro clientela, infatti, queste strutture hanno notato che le persone interessate alla medicina alternativa erano maggiormente inclini a diventare clienti di una SPA. E in Europa? Se le SPA tedesche, svizzere e austriache praticano, in linea generale, un insieme di generi, inserendo alcune medicine alternative nei loro programmi, l’Italia considera ancora le SPA un lusso, luogo di piacere, più che di prevenzione, anche se qualcosa sta cambiando, per esempio, il Lefay Resort & SPA di Gargnano, con la supervisione del Prof. Maurizio Corradin, è interprete di questa nuova esigenza di benessere.

La trappola dei massaggi «psico» La frontiera tra energetico, olistico ed esoterico è, spesso, sottile e si presta a confusione. Col pretesto che il benessere corporeo provoca la serenità dello spirito, l’offerta si è moltiplicata, dal massaggio sensitivo al riequilibrio energetico di corpo e spirito, al punto che il cliente non sa più come orientarsi. Bisogna proprio inserirsi? È vero che la domanda di massaggi e trattamenti globali non è mai stata così decisa, ma si tratta di un terreno scivoloso. In effetti, dalla distensione muscolare al rilassamento profondo, dal rilassamento alla psicoterapia, non c’è che un passo o, più esattamente, una serie di passi che il massaggiatore compie a volte senza nemmeno rendersene conto. Perché se il massaggio altro non è che un trattamento di rilassamento, concepito, effettuato e ricevuto in quanto tale, è pur vero che non è mai un atto “innocente”. Dal momento in cui si tocca il corpo, si rimuovono le tensioni, ci si ritrova a contatto diretto con la parte più interiore della persona che stiamo massaggiando. Un mondo emozionale che non tutti sono in grado di gestire. Prima di aggiungere alla lista dei vostri trattamenti il massaggio «psico», bisogna valutare chi, nel vostro staff, sarà in grado di praticare al meglio questo trattamento. Il benessere non può essere trasmesso se non lo si prova prima noi stessi e se non si possiede una certa maturità (non necessariamente legata all’età). È, dunque, necessario lavorare sul proprio corpo, prima di lavorare su quello altrui. Eseguire un massaggio psico esige un posizionamento del corpo che permetterà di allentare le vostre tensioni per consentirvi, poi, di trasmettere il rilassamento. Dovrete anche imparare ad «ascoltare», con le vostre mani, le vibrazioni del corpo che state massaggiando. Perché il lavoro non riguarda solo i tessuti muscolari, ma anche un livello più profondo, più spirituale. Ed è in questo preciso momento che bisognerà imparare a gestire un tipo di massaggio così coinvolgente. Cosa dire e cosa fare, quando la persona che massaggiamo allenta la presa, si rilassa veramente e si mette improvvisamente a singhiozzare? Dovrete ascoltare con benevolenza, senza farvi coinvolgere troppo e, soprattutto, dovrete resistere all’impulso di dare consigli imprudenti o inadeguati.

Prudenza e formazione Prima di lanciarvi in questo tipo di massaggio «spirituale», assicuratevi di avere la formazione sufficiente per affrontare tutti i problemi che potrete incontrare. I vostri clienti sono esseri umani e, per definizione, fragili. Non fate gli apprendisti «psicologi» senza avere la formazione necessaria, perché rischiereste di combinare dei guai. Affinate la capacità di ascolto e la vostra sensibilità eseguendo coscienziosamente dei massaggi classici. Verificate se, effettivamente, la vostra clientela necessita di massaggi «psico». Se si tratta di soddisfare due clienti ogni tre mesi, è veramente il caso di lanciarvi in un percorso formativo impegnativo? In breve, il gioco vale la candela? Se, invece, ritenete che sussista veramente una domanda in questo senso, prendetevi il tempo di riflettere. Potete passare prima a una tappa Shiatsu. Un massaggio Shiatsu ben fatto permette di riequilibrare energeticamente il cliente. Ma anche qui, sarà necessaria una formazione specifica (e lo Shiatsu non si impara in uno stage di due giorni!). Grazie a una formazione adeguata, vi accorgerete che il lavoro su di sé può cambiare una pratica. Il massaggio può diventare rigenerante: poiché il corpo è sempre in movimento, la massaggiatrice adopera tutte le sue energie nel massaggio, non solo quelle delle mani. Rilassando gli altri, distende se stessa.

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