Le correzioni non si usano più ?! (parte I)

21 dicembre 2017

Alcuni male informati affermano che il trucco correttivo “non si usa più”. Come se il miglioramento del viso fosse sottoposto ai capricci della moda: ieri faceva tendenza essere più belli, oggi non più…

Secondo alcuni moderni esperti di trucco le correzioni del viso non vanno più fatte: “roba vecchia, sorpassata; oggi va esaltata la bellezza interiore; e poi il trucco deve essere rapido: 10 minuti e via…” Enunciato identico agli slogan di certi marchi che impongono ai dimostratori un appuntamento ogni quarto d’ora; vendita compresa. Per rispettare tempi così ristretti, devono lavorare per “sottrazione”. Cioè, niente studio del viso, niente correttore, spugnetta appena intinta nel fondotinta leggerissimo o meglio ancora trasparente “facendo finta di applicarlo per non macchiare” (letterale), una sporcata di ombretto e una a guance e a labbra. Annotazioni, queste, più volte raccontate da colleghi che hanno vissuto il problema in prima persona.

Dicimm ‘a verità…

“Levamece ‘sta maschera e dicimm ‘a verità” recita il testo di una bellissima canzone napoletana (1). Quelli BRAVI, le correzioni le fanno, eccome! Anche a Nicole Kidman, considerata una delle donne più belle dei nostri giorni, i truccatori aggiustano gli occhi troppo ravvicinati mediante un’appropriata correzione degli occhi e delle sopracciglia…

Altrettanto possiamo dire delle palpebre troppo gonfie di Claudia Schiffer. L’elenco potrebbe essere infinito: da Sharon Stone alla nostra ex ministra Carfagna. Del resto, le correzioni ce le facciamo quotidianamente perché, anche scegliere la scriminatura a destra o a sinistra, è un atto estetico che implica una modifica della realtà. Non penso che i “puristi della naturalezza” si ispirino a San Giovanni Crisostomo o a Tertulliano (2) che vedevano nelle arti cosmetiche la zampa del Diavolo o una sorta di propensione al meretricio. Del resto sociologi, antropologi ed etologi hanno largamente affermato che ognuno di noi si traveste (si pettina e si trucca) per dare agli altri una visione di sé più vicina a come vorremmo apparire.

Una visione arretrata che trasuda ignoranza e superficialità

Chi sostiene che le correzioni non vadano fatte, soffre di una visione arretrata che trasuda ignoranza e superficialità, non raramente, unita a tecniche discutibili e disutili. Queste persone sono ferme alle scuole di trucco anni ’50 e ’60, quando si prescrivevano linee ascendenti da applicare indiscriminatamente su tutti i tipi di faccia. Il tentativo assurdo di avvicinare il contorno del viso alla forma ovale, all’epoca elevata a perfezione assoluta secondo il canone ellenico e quello neoclassico, costituiva un dogma indiscutibile, da perseguire rigorosamente. Ecco che tutte le facce venivano “lavorate” nel tentativo di avvicinarle il più possibile a questo ideale servendosi di modalità che oggi risultano anacronistiche e non hanno più alcun riscontro pratico.

Nel prossimo numero LE CORREZIONI NON SI USANO PIU’ ?! (parte II) vedremo come si è modificata la tecnica.
  1. Dicitencello vuje: di Rodolfo Falvo (musica) ed Enzo Fusco (testo); 1930.

  2. Tertulliano, San Giovanni Crisostomo: Padri della Chiesa e accaniti fustigatori delle vanità. Quinto Settimio Fiorente Tertulliano, (Cartagine, 155 circa – 230 circa) è stato uno scrittore romano e apologeta cristiano, fra i più celebri del suo tempo. San Giovanni Crisostomo (344- 407), è stato un arcivescovo e teologo bizantino. Fu il secondo Patriarca di Costantinopoli.

Crediti delle foto di apertura

Giappone: Da “IL TRUCCO per la SPOSA”, Stefano Anselmo, Meriwast Edizioni, Milano. Per gentile concessione WHITE Sposa n 2 The Japan Issue. Foto Mauro Balletti, Styling Elena Todros. Hair Mimmo Di Maggio per Freelancer, Make up Adalberto Pezzaioli per Carlo Bay Cosmetics. Tessuti Rubelli

Stefano Anselmo
Stefano Anselmo esercita la sua attività in molteplici campi della moda, al fianco dei migliori stilisti nelle sfilate del "Prè à Porter" di Firenze e dell'alta moda di Milano e Roma. Collabora con le più note riviste e agenzie pubblicitarie, firmando campagne stampa e televisive, fino alla discografia, dove, tuttora è presente nella realizzazione di copertine per dischi realizzati da autori di grande prestigio nel campo della musica leggera. Suoi sono i maquillages delle folli copertine di Mina, con cui collabora dal '77 (copertine dei dischi, definizione dell'immagine in generale, del trucco, in post-produzione, interventi al computer grafico, ecc.). Gli innumerevoli look della fatale Anna Oxa (dall'83 fino al look "acqua e sapone" del 2001 con la creazione di circa una ventina di look diversi per CD, festival di Sanremo, " Fantastico 1 ", " Fantastico 2 " e altri spettacoli televisivi).
Consulente d'immagine e trucco per servizi fotografici, campagne pubblicitarie, video-clip musicali, ha curato gli effetti speciali di numerosi spot pubblicitari, insegnante quasi per vocazione, ha lavorato in molti paesi d'Europa, in Medioriente, in Africa e negli Stati Uniti.
Stefano Anselmo vanta al suo attivo oltre duecento articoli scritti per le maggiori riviste di settore: Les Nouvelles, Estethiques, Salon, La Pelle Beauty, Esthetitaly, Fashion dove intrattiene i lettori trattando di trucco, moda e di tutto ciò che è legato al mondo dell'immagine. E' anche autore di parecchie pubblicazioni librarie, perlopiù tecniche, sul trucco e sull'Africa. Dal 2003 ha iniziato una collaborazione con l'Università I.U.L.M. di Milano dove ha tenuto lezioni sul costume africano all'interno di " Esperto nei Processi di Integrazione Multietnica ".
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