La voce di un settore chiave del made in Italy

La voce di un settore chiave del made in Italy

Da oltre 50 anni Cosmetica Italia è la voce dell’industria cosmetica nazionale. Un impegno e una responsabilità che oggi ci consentono di rappresentare quasi 600 aziende, dalle PMI alle multinazionali, con realtà legate al territorio e a produzioni specifiche e di nicchia. Al settore fanno riferimento 36mila addetti diretti che diventano circa 400mila con l’indotto degli occupati afferenti ai canali di estetica, acconciatura, profumeria, farmacia, erboristeria e vendita diretta. L’intero sistema economico della filiera, dai macchinari per la produzione e il confezionamento, al packaging, senza dimenticare le materie prime, la distribuzione, la logistica e il retail, vale 33 miliardi di euro.

Per le aziende del comparto Cosmetica Italia è il riferimento nell’elaborazione e diffusione di informazioni di carattere normativo, tecnico ed economico; supportiamo inoltre le imprese nello sviluppo del loro business in Italia e all’estero e promuoviamo la reputazione del settore con progetti di comunicazione mirati alla diffusione del valore scientifico, economico e sociale del cosmetico. Questo ruolo si è rivelato cruciale nel corso del 2020. Cosmetica Italia ha infatti lavorato a fianco di istituzioni, imprese associate e operatori del settore per garantire l’accesso ai prodotti cosmetici e di igiene personale. Numerose sono poi state le azioni per supportare e far emergere le istanze dei canali professionali, evidenziando l’importanza di garantire la prosecuzione in sicurezza dei servizi di cura persona, quali saloni di acconciatura ed estetica. Abbiamo, infatti, più volte dimostrato che questi esercizi sono luoghi sicuri: non presentano rischi di assembramento grazie al contingentamento degli ingressi, fissati su appuntamento, e hanno sommato i rigidi protocolli anti-contagio alle già severe norme a tutela della salute e del benessere di clienti e operatori. Ecco perché la chiusura dei centri estetici nelle zone rosse a seguito del DPCM del 3 novembre è stata motivo di rammarico, ma ci ha al contempo spronato nel continuare a far sentire la nostra voce, in sinergia con le rappresentanze datoriali della professione, per chiedere che queste attività potessero operare in sicurezza.

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Il nostro impegno è ancora più sentito oggi, consapevoli di quanto i cosmetici rappresentino un bene fondamentale per contrastare un’emergenza in cui tutti siamo coinvolti. Per uscire da questa crisi c’è bisogno dell’impegno di tutti e la cosmesi vuole fare la sua parte e continuare ad essere un’industria che fa bene al Paese.

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