La ricetta del benessere psicofisico

20 maggio 2015

a cura di Stefano Sartori

Il nostro percorso di “Costruzione del benessere” è partito, con i precedenti articoli, da culture e tradizioni di luoghi che, se pur lontani, hanno contribuito a plasmare l’attuale concezione di relax psicofisico. Ci si riferisce al bagno turco e alla sauna finlandese di cui abbiamo indagato la storicità, la provenienza delle pratiche sensoriali e la loro traduzione architettonico-sensoriale. L’approccio necessario, azzardando di più la filosofia necessaria alla costruzione dei moderni centri SPA, deve radicarsi sulle percezioni che qui si vivono e si vogliono ricreare, percezioni che coinvolgono la totalità dei sensi. Un linguaggio compositivo pensato per il solo senso della vista è basato sulla fruizione superficiale dello spazio; l’ambiente costruito qui, deve realizzare una compresenza di sensazioni, che se pur soggettive, mettano in rapporto il corpo con il luogo del benessere. L’architettura sensoriale vuole farci raggiungere gli oggetti nello spazio attraverso gli stati della nostra persona. L’architetto si trova nel difficile ruolo di “ponte” tra la mente e il mondo antropizzato.

Spa1Progettare attraverso la globalità delle percezioni, oltre alla sola astrazione visiva e all’arido formalismo, sarà il fondamentale aspetto verso uno spazio in sintonia con il nostro sentire e condizione necessaria ad assicurare al fruitore del centro wellness, il controllo delle pratiche offerte che, come abbiamo indagato e indagheremo ancora, nascono dall’interazione di fatti complessi come il contesto, le caratteristiche della materia, l’ambiente sonoro, la composizione dell’atmosfera, le proprietà termiche e quindi dalla complessa interazione ambiente-oggetto-pubblico. Nel meritevole libro “Storie di Architetture Attraverso i sensi” l’Arch. Anna Barbera si pone un complesso enigma che, ancor più nel nostro caso, risulta di difficile soluzione, ovvero: “I sensi sono strumento per progettare o sono il fine della progettazione?”; da qui per convenzione definirà “Progettazione Sensoriale” quella che usa i sensi come strumenti per la progettazione e “Progettazione Sensorialista” quella che li pone come obiettivo finale. E’ stata sottolineata l’appropriata differenza tra queste due modalità poiché si ritiene che i luoghi del benessere siano stati di frequente oggetto di una “Progettazione Sensorialista”: “…quell’approccio che privilegia la scenografia in grado di produrre spettacolarizzazione delle sensazioni come obiettivo primario rispetto alla destinazione della stessa…” ma debbano essere anche oggetto di una “Progettazione Sensoriale” consapevole. L’uso di luce, colori, materiali, odori e suoni non è certamente una novità in ambito architettonico, ma per noi diverranno ingredienti al pari della forma. Il consapevole uso della luce naturale permette la definizione dello spazio, immergendo l’ambiente costruito e il fruitore nel suo flusso dinamico e variabile. Il continuo mutare dei due poli, luce e ombra, riesce a generare la sensazione di spazio e se la luce o i sottili raggi possono creare incredibili sensazioni come nell’ hamam turco, l’ombra o l’assenza totale di luce possono consentire l’acuirsi degli altri sensi; è quest’ultimo il caso della sauna finlandese.

SpaE’ infine importante sottolineare come un valido sistema d’illuminazione naturale calibrato sulle esigenze architettoniche e funzionali della struttura, si collochi al centro delle strategie d’avanguardia in materia di gestione integrata di edifici. Altro “ingrediente” della nostra ricetta è il colore, ovvero una sensazione visiva che dipende dall’interazione tra la sorgente luminosa, l’oggetto e l’occhio. La cromoterapia, branca della medicina alternativa, studia gli effetti che le diverse tonalità cromatiche hanno sul sistema nervoso e come queste agiscono sugli stati emotivi. Questa disciplina ci consente, attraverso l’apprendimento dei suoi principi, di promuovere un benessere che derivi anche dall’equilibrio cromatico. E’ importante infatti farvi riferimento, sapendo quale tipo d’influenza i colori possono avere, in modo da soddisfare il gusto estetico ma anche influenzare positivamente il benessere psicofisico. Se il minimalismo dei toni neutri rimane una scelta frequente per chi progetta, il colore torna assumendo un nuovo ruolo, teso a stabilire armonia ed equilibrio tra individuo e ambiente. Oltre alle forme e alla luce, caratteristiche che dipendono dalla progettazione compositiva, particolare attenzione va data all’atmosfera rilassante che un centro benessere deve possedere facendo riferimento ad altri possibili temi quali quello della musicoterapia, già utilizzata per raggiungere alcuni stadi di rilassamento, o dell’aromaterapia. Non a caso è stato intitolato questo articolo La ricetta del Benessere Psicofisico; il tema dell’alimentazione è oggi un argomento sensibile che trova interesse e sviluppo in svariati settori ed è proprio su di esso che si radica l’Expo 2015. Questo tema può divenire “ingrediente” a sorpresa nei nostri centri wellness, coinvolgendo il gusto all’interno dell’esperienza sensoriale guardando, ad esempio, ad alcune pratiche già diffuse come l’usanza nell’hamam turco di offrire thè o infusi per riequilibrare i liquidi persi.

Un argomento quello dell’alimentazione che vuole essere stimolo da approfondire e indagare, ricordando sempre che una progettazione cosciente ci consente di “Costruire il Benessere”

Ha collaborato l’architetto Maria Chiara Viola

MABELLA offre ai lettori una linea diretta con l’architetto, che sarà a disposizione per rispondere a domande e quesiti che riguardino la progettazione e la realizzazione di un centro estetico, un centro benessere, una SPA.

Per rivolgere le domande scrivere a:

Architetto Stefano Sartori: info@sartoriarchitettura.com

oppure a: Costruire il Benessere redazione@mabella.it

Stefano Sartori
Stefano Sartori si laurea in architettura allo I.U.A.V. nel 1983. Dal 2001 è titolare dello studio di progettazione “Sartori architettura” in Padova. E’ stato invitato come relatore in simposi di architettura e alcuni lavori sono stati pubblicati in riviste e pubblicazioni specializzate. Lo Studio, in grado di rispondere a richieste progettuali complesse a qualsiasi scala, sempre nell’ottica della sostenibilità e del risparmio energetico, ha progettato e realizzato, per la committenza pubblica e privata edifici nel campo residenziale, commerciale, direzionale; strutture alberghiere, spazi pubblici e infrastrutture; design masterplan; architettura d’interni, oltre che di progettazione diretta al recupero e riuso di edifici storici. Sartori architettura ha partecipato e partecipa a concorsi nazionali e internazionali.
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