La Radiofrequenza

30 settembre 2014

Per contrastare la lassità cutanea esistono numerose tecniche, parliamo di radiofrequenza con la dott.ssa Ilenia Lonigro, chirurgo estetico, nuova firma di MABELLA a partire da questo numero

Il tempo che passa, uno scorretto stile di vita alimentare e quindi i repentini cambiamenti di peso così come prolungate foto esposizioni nel corso della vita e tanti altri fattori possono influenzare negativamente l’aspetto della pelle del viso e del corpo. Essa rappresenta l’organo “barriera”del nostro organismo, ossia ci protegge ed al tempo stesso ci separa dagli insulti esterni. La stessa pelle parla di noi, un paziente che fuma eccessivamente, che conduce uno stile di vita irregolare e/o che si è sottoposta eccessivamente a raggi uva, presenta un codice identifica tivo visibile che si traduce in pelle opaca, asfittica, rughe profonde, cellulite, lassità e tanti altri inestetismi. Una pelle elastica, idratata e luminosa è indicativa di giovinezza e piena forma fisica e proprio per questo motivo, tanto gli uomini quanto le donne si rivolgono a noi medici specialisti, chirurghi plastici e dermatologi, per preservarne e/o migliorarne l’aspetto. Tantissimi sono le tecniche di cui possiamo disporre per contrastare lassità cutanea, cellulite, rughette e smagliature fastidiose e tanti altri inestetismi cutanei, dalle più moderne tecnologie estetiche come la radiofrequenza alla medicina estetica fino a considerare le innumerevoli soluzioni offerte dalla chirurgia plastica. Quando la chirurgia? Quando la medicina estetica? Quando rivolgersi alle tecnologie estetiche come la radiofrequenza? È bene sottolineare da subito che oggi non possiamo più escludere un trattamento o l’altro per conseguire un buon risultato estetico, sia perché ci possiamo avvalere di molte “armi” nel campo dell’estetica sia perché le necessità delle pazienti sono cambiate. Se anni fa una persona era disposta a rinunciare per tre settimane circa alla normale vita sociale per sottoporsi ad un invasivo intervento chirurgico di “LIFTING” oggi questo risulta sempre meno attuabile, vuoi il frenetico stile di vita che conduciamo vuoi l’impossibilità di assentarsi da impegni lavorativi impellenti per così tanti giorni. La radiofrequenza Il trattamento di radiofrequenza si basa su effetti di onde elettromagnetiche che raggiungendo strati profondi della pelle, stimolano le cellule predisposte alla riparazione del derma. Questa tecnologia risulta, infatti, essere capace di trasformare energia elettrica in calore che omogeneamente penetra nei tessuti fino al derma profondo determinando sia la produzione di nuovo collagene (Collagenogenesi) sia la riorganizzazione delle fibre di collagene ed elastiche già presenti. Esistono vari tipi, di radiofrequenza dalla ablativa alla non ablativa a seconda dell’aggressività del trattamento, cosi come le distinguiamo in monopolare, bipolare, tripolare, e la recente quadripolare ed esapolare a seconda del numero di elettrodi emettitori di onde in corrispondenza del manipolo applicatore. La tecnologia più avanzata risulta la radiofrequenza esapolare poiché grazie alla presenza di più elettrodi è stato possibile costruire manipoli capaci di coprire vaste aree del corpo (glutei, addome, arti inferiori…) ed inoltre la diffusione del calore, grazie all’azione sinergica degli elettrodi, avviene in modo omogeneo, continuo e multidirezionale in corrispondenza di tutti gli strati della pelle senza necessità di aumentare l’energia di diffusione per ottenere la collagenogenesi, ma al contrario risulta possibile conseguire una buona stimolazione dei fibroblasti con temperature minime, quindi senza rischi di traumi termici per la pelle. Ma facciamo un passo in dietro, cosa succede in profondità? L’innalzamento della temperatura nel derma determina una modificazione della struttura molecolare delle fibre collagenee e delle fibre di elastina (effetto immediato di distensione della pelle o effetto tightening/lifting); inoltre vengono attivati i fibroblasti a produrre collagene ex novo (effetto ritardato che perdura per mesi). In fine il riscaldamento dei tessuti molli determina una importante vasodilatazione del circolo capillare dermico, con conseguente naturale miglioramento dell’ossigenazione tissutale. Il maggior afflusso ematico (e quindi di ossigeno) in corrispondenza del pannicolo sottocutaneo, consente la rimozione di tossine accumulate in tale sede responsabili in parte dell’infiammazione cronica del pannicolo tipico nella cellulite che così inevitabilmente migliora. È comprensibile pertanto perché la pelle, a seguito di trattamenti di radiofrequenza, appare più tonica e giovane, più elastica e idratata, effetti visibili già dopo la prima seduta. E’ facilmente intuibile che il processo di innalzamento termico a livello del derma profondo, se non regolato da un sistema di controllo ottimale, potrebbe determinare scottature superficiali anche nelle mani di abili operatori. Pertanto risulta sempre più interessante l’attenzione rivolta dal mercato dell’estetica a nuove tecnologie, “intelligenti” e “controllate” ossia con le quali è possibile ottenere un buon risultato senza provocare danni. Le moderne radiofrequenze come la tanto acclamata “frazionata” e/o la “quadripolare dinamica” che prevedono un sistema dinamico di controllo di emissione di energia secondo un flusso mirato “elettrodi-tessuti profondi” evitando la dispersione dell’energia stessa e proteggendo la superficie cutanea, un sistema di monitoraggio del movimento dei manipoli utilizzati ed un sistema di rilevazione della temperatura raggiunta nel derma. In tal modo uno scorretto movimento dei manipoli, soste eccessive da parte dell’operatore, il riscaldamento eccessivo della superficie cutanea e tutte le possibili situazioni di “rischio scottatura” della pelle vengono ovviate da un blocco automatico dell’emissione di energia. Parliamo, senza alcun dubbio, di tecnologie “intelligenti”con la possibilità di utilizzare differenti manipoli ergono mici a seconda del trattamento e della superficie corporea da trattare, permettendo di effettuare percorsi personalizzati senza rinunciare al comfort per chi si sottopone e per che esegue il trattamento in massima sicurezza. Smagliature, rughe, pelle asfittica, lassa in corrispondenza del volto e soprattutto del terzo medio e del collo (aree difficili da trattare anche con il bisturi), così come cute anelastica e ptosica in corrispondenza dell’addome (causa gravidanza o forti dimagrimenti) e in corrispondenza delle gambe e tanti altri inestetismi possono essere trattati e notevolmente migliorati. Se infatti prima che nascesse tale tecnologia, come chirurgo, la mia assoluta indicazione terapeutica dinnanzi ai problemi sopra citati, sarebbe stata la sala operatoria ed il bisturi, oggi mi sento di potere disporre di una valida alterativa, non invasiva e soprattutto senza rischi. La radiofrequenza ha dei limiti? Chiaramente sì. La radiofrequenza può migliorare molti inestetismi ma in taluni casi, dove il problema estetico è di notevole entità, non risulta sufficiente se applicata senza l’ausilio delle più svariate tecniche di medicina estetica. Chiaramente un intervento di chirurgia estetica, come un lifting del viso o una liposuzione richiedono molto più tempo di trattamenti più soft ed ecco perché nasce ed è sempre più richiesta l’applicazione di trattamenti combinati di medicina estetica ed estetica tecnologica. Per esempio, un trattamento mesoterapico infiltrativo per il viso e/o per il corpo può essere potenziato dall’applicazione della radiofrequenza, così come l’impiego di filler a base di acido jaluronico e/o della tossina botulinica. Nell’ambito dei trattatmenti mesoterapici, a seconda dell’inestetismo che vogliamo correggere, possiamo avvalerci di complessi polivitaminici, di molecole di acido jaluronico, di sostanze lipolitiche fino al più completo ed efficace “plasma arricchito di fattori di crescita”, trattamento “gold” in vari campi della medicina e oggi utilizzatissimo nell’ambito della chirurgia estetica con finalità antiaging. Faccio un esempio: se volessimo trattare un viso con una lassità cutanea importante, usare solo la radiofrequenza potrebbe determinare una buona biostimolazione dei fibroblasti dermici, ma se completassimo il trattamento con l’iniezione mesoterapica dello stesso plasma della paziente e quindi utilizzassimo i propri fattori di crescita, parenti stretti delle “cellule staminali”, riusciremmo a conseguire una stimolazione del derma molto più importante tanto da eguagliare quasi il risultato ottenibile con un minilifting ma senza i rischi di un intervento chirurgico. Per concludere, non possiamo più parlare di trattamenti standard, ma devono essere sempre più personalizzati e completi senza escludere nessuna possibilità, dalla tecnologia avanzata fino alla chirurgia plastica col fine di raggiungere il “miglior risultato estetico” con la minore invasività.

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