La progettazione di una SPA. Elementi di base

25 aprile 2018

La progettazione di una SPA deve tener conto di molti aspetti. Il design, l’ambientazione visiva ed emozionale, la funzionalità degli spazi. Tutto con un unico obiettivo: rendere piacevole e più intenso il benessere propriocettivo degli ospiti.

Progettare una SPA vuol dire sviluppare un concept di spazi, percorsi e contenuti ben preciso, tutti in totale armonia con l’identità della struttura stessa: ambientazioni che risveglino l’emozionalità di chi la frequenta e permettano un più intenso benessere propriocettivo, nonché soluzioni funzionali alla tipologia del centro wellness per indirizzare meglio il cliente/ospite, anticipandone le aspettative ed organizzare, in modo altamente efficiente e produttivo, le dinamiche professionali interne di tutto lo staff operativo.

La progettazione nel wellness prevede perciò sia un aspetto stilistico e di design, per l’ambientazione visiva ed emozionale, sia un’impostazione funzionale, architettonica e ingegneristica, per i percorsi tecnici degli ospiti e del personale interno. Aspetti, tutti questi, che diventano fondamentali quando si deve creare una nuova SPA (cioè durante l’ideazione e la progettazione per una prima apertura), nonché in fase di riorganizzazione e riprogettazione totale di una struttura wellness.

Come abbiamo già visto, poi, il benessere richiede competenze e accorgimenti molto particolari, sicuramente intuitivi ma spesso non così facilmente identificabili. E sono queste competenze culturali e specifiche del settore wellness che, in un progettista, oltre alle proprie competenze professionali di riferimento, fanno la differenza.

Facciamo qualche esempio: una volta che abbiamo sviluppato il concept strategico multidisciplinare della SPA dobbiamo cominciare a ragionare per settori (o macro aree) con le rispettive discipline di riferimento (es. beauty, fitness e wellness); per ognuno di questi settori va poi sviluppata la progettazione relativa e stabiliti, ad esempio, spazi operativi con recupero e sviluppo di quelli passivi, disposizione e posizionamento delle vetrine, comunicatività degli ambienti e continuità della comunicazione attraverso la creazione di specifiche aree strategiche…e così via.

Inoltre, seguendo le linee guida dello SPA Method (nonché il supporto fra staff medico, team fitness ed equipe beauty/estetica), devono essere progettati accuratamente gli spazi e i collegamenti interni fra ogni singola figura professionale. Altro fattore importante di cui tener conto è la previsione del numero di potenziali clienti che devono usufruire contemporaneamente della struttura, in modo da progettare al meglio dimensione e distribuzione delle aree, nonché collegamento fra le stesse e le rispettive dinamiche operative.

Si arriva così ad una progettazione altamente funzionale della struttura che si allinea perfettamente allo SPA Concept totale, permettendo la successiva creazione e preparazione di altri specifici strumenti di sviluppo quali studio di fattibilità, business plan e relativo piano finanziario a supporto. Se la progettazione tecnica, invece, non ha tenuto conto delle specifiche legate al settore benessere, si arriva solo ad adattare tutto un concept, studiato e creato appositamente, a situazioni e realtà non più modificabili, con una base di lavoro che, in queste condizioni, sarà più difficile rendere competitivo e redditizio.

E qui gli esempi sono tanti: strutture bellissime  che avrebbero bisogno di una completa ridistribuzione di spazi e volumi, magari perché gli stessi risultano adibiti a discipline spesso incongruenti rispetto alla metratura di riferimento o all’ubicazione della stessa… o, nel caso in cui la congruenza con le discipline ci sia, questi spazi di destinazione si trovano da parti opposte all’interno della struttura stessa (e non accanto, in stretta connessione sinergica, come invece dovrebbe essere…).

Con un conseguente lavoro di impostazione molto difficile da ottenere: come creare, in queste condizioni, un percorso tecnico ottimale, dove il cliente può essere indirizzato e invogliato a provare più “specialità” della struttura, se queste si trovano ai punti estremi ed opposti della stessa? Come riuscire, perciò, a dare continuità ad un percorso studiato appositamente e tecnicamente per il benessere psico-fisico del cliente?

Queste sono soltanto alcune conseguenze dovute alla mancanza di competenze specifiche che un progettista del settore benessere sa di possedere e di dover tenere in considerazione; il confronto efficace, poi, con le altre figure professionali di riferimento fa sì che la progettazione totale sia armonica e allineata con l’identità della SPA stessa.

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Simone Ciolli
Formatore e Project Manager in SPA & Wellness Strategy, esperto in Metodologie e Percorsi Wellness, da oltre 25 anni si occupa del settore Cosmesi Professionale & SPA. La consulenza si divide fra strutture wellness e aziende di settore, fra format di sviluppo per SPA Multilevel e progetti strategici aziendali di SPA Business Management per importanti brand cosmetici internazionali e aziende leader nel mercato del benessere. Come divulgatore tiene seminari e corsi di formazione, scrive articoli di wellness management su riviste specializzate, partecipa come relatore a convegni sul tema SPA & Wellness e coordina l’impostazione tecnica e di wellness concept per mostre-eventi nelle fiere di settore. Ha ideato il format Health SPA e, con un Team di collaboratori qualificati e specializzati (il THS), continua a creare nuove soluzioni per ottimizzare risultati e procedure tecnico/ commerciali di cross-selling e sviluppo per strutture Urban, Resorts, Thermal, Medical & Fitness.

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