La mia nuova attività? In “affitto cabina”

29 novembre 2015

 

Pronto? Ciao Valeria, come va? …posso parlarti? Certo, quando ci troviamo?”.

È iniziata così, nell’estate 2014, la mia nuova avventura che mi ha portato prima a idealizzare, poi a concretizzare la mia nuova attività di estetica, con una sostanziale novità: questa ora si svolge in esercizio di “affitto cabina”. Massimo, il collega estetista a cui mi ero rivolta, era in partenza per un periodo di lavoro presso un famoso resort in Sardegna e quindi con tutt’altri pensieri per la testa: ma quando gli ho presentato la mia idea e quindi la possibilità di lavorare all’interno dello stesso ambiente, pur mantenendo ciascuno la propria completa autonomia, non ha tardato a realizzare che un simile progetto fosse più che fattibile.

Non è stato facile prendere in considerazione la possibilità di lavorare all’interno di un ambiente contenuto, diCabina appena 30 mq di superficie: ma tale novità, da poco resa possibile per noi artigiani del settore estetica, mi aveva stuzzicato molto. Si tratta di un’attività prima vietata e poi resa possibile grazie alla costanza e caparbietà di Confartigianato e in particolar modo della sede di Vicenza, che ha strenuamente proposto tale formula a vantaggio degli imprenditori del settore, concordandone gli aspetti con tutti gli Enti preposti al controllo. E così, quella che era solo una idea nata da una chiacchierata, è diventata ora un solido progetto. Che ha avuto le sue problematiche iniziali, tipiche di chi deve rompere il ghiaccio: a cominciare dai passaggi con il geometra, che ha dovuto ridefinire a catasto la superficie di svolgimento delle due attività, quella del concedente e quella dell’affittuario.

Poi la normativa di settore, che inizialmente non contemplava questa ipotesi, salvo poi verificare che non vi è alcun elemento ostativo. Fondamentale è poi il rapporto con la propria ASL per la verifica dei requisiti igienico sanitari, ma la collaborazione con gli Uffici di Igiene e prevenzione può davvero essere utile, se orientata a ottenere tutti i consigli utili per un regolare svolgimento della propria attività. Poi è stato necessario produrre e riprodurre una corposa serie di documenti (certificazioni di idoneità, licenze, ecc.) che potrebbero far passare la voglia a qualcuno di intraprendere un simile percorso, ma ben venga se siamo stati pionieri in tal senso.

L’avventura si è conclusa infine con la stesura del contratto tra le parti, che è elemento fondante per l’avvio di un esercizio in affitto, ed ora sia io che Massimo siamo davvero felici della decisione presa e la consigliamo ai colleghi in un momento come questo.

Massimo Maculan e Valeria Sylvia Ferron

Massimo Maculan e Valeria Sylvia Ferron

L’affitto infatti non è solo un’opportunità per condividere e quindi ammortizzare le spese fisse, deve essere vista anche come una modalità per offrire ai nostri clienti un servizio più ampio: due centri estetici attigui possono svolgere trattamenti complementari e quindi rivolgere ai clienti un’offerta più ampia di servizi. Serve anche una certa predisposizione mentale: i colleghi non devono essere visti come potenziali concorrenti, anzi la collaborazione dovrebbe essere cercata sempre più spesso, nei dovuti modi. Se si vuole evolvere come professionisti, ai nostri tempi, deve emergere la qualità del servizio, non la guerra sui prezzi. Non voglio però illudere nessuno, in quanto non è stata una passeggiata poter avviare il mio esercizio in affitto cabina, anzi: sono stati necessari molteplici passaggi per adeguarsi ai regolamenti di settore vigenti, poi la richiesta di parere preventivo all’ASL di competenza, quindi i tecnici per le certificazioni e il geometra, poi la documentazione presentata al Punto Impresa di Confartigianato Vicenza per la supervisione… è stata una prassi davvero lunga, ma spero la mia esperienza possa servire ad altri in tal senso.

In particolare, come anche Presidente di categoria estetica, mi soffermo sull’importanza che deve essere data alla lettura e firma del contratto, in cui è fondamentale specificare ogni singolo aspetto che regoli il rapporto tra le parti, al fine di tutelare entrambi. In esso devono essere definiti la planimetria del locale complessivo, le piante degli spazi ad uso promiscuo e ad uso singolo, le attrezzature di ognuno… anche se inizialmente sembrano tante scartoffie, sono tutti passaggi fondamentali.

Alla fine, la comunicazione della Scia e l’iscrizione alla Camera di Commercio con la registrazione del contratto sono state solo piccole formalità rispetto a quanto accaduto in precedenza. Ora che è stato fatto tutto, sono partita con un nuovo biglietto da visita sia per me sia per Massimo: ci siamo identificati entrambi non con un nome di fantasia, bensì con proprio nome e logo con le iniziali per identificare il professionista , concetto a nostro avviso molto importante e che valorizza le singole identità, anche se lavoriamo a stretto contatto.

Riepilogando dunque il percorso fatto, desidero trasmettere queste considerazioni ai colleghi che volessero intraprendere un simile percorso: l’affitto di cabina non è una prassi così semplice e veloce (ahinoi anche in questo si sperimenta tutta la burocrazia richiesta dallo Stato!).

Ciò nonostante invito tutti i miei colleghi, attuali e futuri, a raccogliere informazioni su questa nuova modalità d’impresa che consente di aprire la propria mentalità e di comprendere che l’aggregazione è fruttifera. Per me è stata una grande opportunità confrontarmi con un collega professionista “di vecchia data”: cosa che ci arricchisce reciprocamente e ci permette ora di garantire ai nostri clienti una gamma di servizi più articolata. E più ci si specializza, più ci si afferma valorizzando la propria professionalità. E voi cosa aspettate?

Valeria Sylvia Ferron
Valeria Sylvia Ferron inizia la propria formazione nell’estetica professionale come scuola dell’obbligo e opera come estetista da quando aveva 18 anni. Ha avviato e gestito diversi Istituti di estetica e benessere, un’attività che prosegue oggi, dopo 26 anni di lavoro come titolare. Parallelamente coltiva il suo interesse per il trucco teatrale e il body painting, conseguendo nel 2009, il brevetto di Truccatrice Teatrale e Cinematografica a Roma. Da 9 anni docente in un istituto di formazione professionale per estetiste a Vicenza. È da anni impegnata nella tutela e sviluppo della categoria estetica attraverso Confartigianato, rivestendo il ruolo di Presidente prima a livello provinciale, in seguito regionale e dal 2012 come Vice nazionale.
Confartigianato Vicenza Categoria Estetica ● T +39 0444 168323 ● www.confartigianatovicenza.it