Decreto Legge n.206/2015: La fiera delle occasioni perdute

22 marzo 2016

Bambina-mabella-decreto-legge-fapib

Breve cronistoria e valutazione del decreto 206/2015. Considerazioni e speranze di Franco Bernardo Cerisola, presidente di FAPIB, Associazione Nazionale Fornitori Attrezzature per Acconciatori ed Istituti di Bellezza, per un futuro più roseo.

Premessa: Per quanto riguarda la normativa, disciplinante il settore dell’estetica professionale, la FAPIB, attraverso i suoi rappresentanti ha sempre partecipato con spirito costruttivo a tutte le fasi della difficile e lentissima stesura delle schede tecniche da allegare al regolamento di attuazione dell’art. 10 comma 1 della legge 4 gennaio 1990 n. 1, relativo agli apparecchi elettromecca- nici utilizzati per l’attività di estetista. L’estenuante lavoro sfociò nel Decreto Legge n. 110/2011.

Al ne di aggiungere nuove tecnologie, sviluppate successivamente a quelle già previste nel decreto sopracitato, venne istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico un Tavolo Tecnico con funzioni consultive di cui la FAPIB era membro; in tale ambito l’associazione ha sempre cercato di essere propositiva nel tentativo di migliorare le numerose lacune contenute nelle schede tecniche allegate al decreto e di integrare le stesse con nuove tecnologie disponibili, emergenti dal mondo della ricerca in continua evoluzione.

Le numerose riunioni tenutesi nell’arco di circa tre anni, alle quali la FAPIB è stata sempre presente, non hanno raggiunto alcun risultato significativamente innovativo. Lavoro, energie ed idee prodotte sono stati totalmente dispersi. Nelle more dell’attività del tavolo tecnico, il decreto è stato oggetto dapprima di un ricorso al T.A.R. del Lazio da parte dell’Associazione Confestetica, ricorso che venne respinto (T.A.R. Lazio – Roma: Sezione III Ter n. 10269/2012). La sentenza del Tar venne impugnata al Consiglio di Stato che con sentenza n. 01417/2014 ha modificato in parte il giudizio del T.A.R., in particolare per quanto concerne i limiti tecnico applicativi di alcune tecnologie, eliminando tali limitazioni in quanto non adeguatamente motivate.

Fatti

Il nuovo decreto, emendativo del precedente, pubblicato il 28 dicembre 2015 e divenuto attuativo il 12 gennaio 2016, non contiene alcuna delle proposte avanzate dall’associazione, anzi si limita a confermare in tutto e per tutto quanto era previsto nel precedente decreto, in alcuni casi, a nostro giudizio in maniera peggiorativa relativamente ad alcune tecnologie.

A titolo esemplificativo si possono citare la scheda 13 ( evidentemente tale numero sente l’influsso negativo legato alle credenze popolari) “Apparecchi per il trattamento di calore totale o parziale” in cui si sono aggiunti tali e tante note sulle modalità di applicazione, di esercizio e cautele d’uso, da rendere i trattamenti estremamente complessi, a dire il vero alcune indicazioni appaiono singolari come la raccomandazione di “Non applicare il trattamento (con l’apparecchiatura a Radio Frequenza) attraverso i vestiti, o come nel caso si utilizzino termocoperte per mantenere le clienti in condizioni di benessere fisiologico durante i trattamenti estetici che normalmente vengono effettuati con il corpo quasi completamente privo di vestiti, in questi casi” devono essere previsti:

• un controllo di temperatura corporea della persona prima del trattamento

• controlli periodici (ogni 15 minuti) della temperatura della persona trattata che non deve aumentare più di un grado rispetto alla temperatura iniziale e comunque non deve superare i 38 °C.

Per non parlare della scheda 12 (attrezzature per manicure o pedicure) in cui non compaiono più le “sgorbie” tra le attrezzature utilizzabili dalle estetiste, che erano presenti nella stessa scheda allegata al decreto 110/2011. La motivazione perché “trattasi di strumento utilizzabile esclusivamente dai professionisti sanitari” appare abbastanza “singolare” e potrebbe, Cartello decreto legge fapib mabellain coloro che hanno una mente portata a vedere complotti e congiure, portare ad affermare di essere ispirata da protezionismo corporativo, ma questo non è il nostro approccio. Sicuramente riteniamo che le professioniste dell’estetica abbiano da sempre utilizzato tale strumento in modo corretto. Fuor di metafora questo punto ha sollevato notevole malcontento nel settore dell’estetica professionale, espresso anche in occasione di un recente seminario indetto da Confartigianato Vicenza per gli operatori dell’estetica cui ho partecipato come relatore. Anche le norme tecniche da applicare, elencate in ciascuna scheda, presentano significative incongruenze. Norme in alcuni casi già superate da edizioni aggiornate e incongrue con quanto previsto nella scheda a cui si riferiscono. La ragione primaria ed unica del nuovo Decreto risiede, come viene affermato nel Decreto stesso, nella necessità di procedere all’esecuzione della sentenza n. 1417/2014 del Consiglio di Stato, sentenza che aveva annullato le disposizioni regolamentari relativamente alla:

• Luce Pulsata utilizzata per l’epilazione (scheda 16),

• Laser estetico defocalizzato per la depilazione (scheda 21b),

• Ultrasuoni a bassa frequenza per trattamenti superficiali.

Ma non vi era ragione alcuna, contrariamente a quanto affermato nel Decreto stesso, per dare spazio “alle nuove acquisizioni tecnico-scientifiche”, salvo considerare il Dermografo per Micropigmentazione” (scheda n.23) una significativa novità tecnologica (meglio sarebbe riferirsi ad una dimenticanza quando vennero predisposte le schede allegate al precedente Decreto). Del resto le innumerevoli riunioni del Tavolo Tecnico presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si sono susseguite o con estenuanti discussioni, fuori tema, sulla validità o meno del Decreto stesso, ripetutesi per successive sedute, di cui abbiamo inutilmente cercato traccia nei verbali delle riunioni, verbali di cui non abbiamo trovato copia, cosi come, molto tempo è stato perduto su questioni a volte molto vicine alla “semantica” più che alla sostanza sulle possibili tecnologie da inserire. Anche in questo caso ci mancano i verbali per poter dare qualche esempio degli accadimenti. Sono stati inutili le proposte fatte o i tentativi di proposta abortiti sul nascere di nuove tecnologie e di possibili modi che sulle tecnologie previste nelle schede del decreto fatte dalla FAPIB di cui esiste documentazione almeno negli archivi della FAPIB stessa. In maniera unilaterale e con una comunicazione di tipo informale il Tavolo Tecnico è stato abolito, senza tuttavia predisporre un processo diverso, ma con chiare regole del gioco sul come proporre al Ministero dello sviluppo economico nuove tecnologie che i fabbricanti di apparecchiature per l’estetica professionale vorrebbero immettere sul mercato per ridargli vigore ed impulso. La mancanza di chiare disposizioni e l’impossibilità di presentare nuove tecnologie sono ulteriori elementi negativi per le aziende che operano nel settore, di fatto bloccandone l’attività di innovazione, compromettendone l’economicità e la stessa esistenza, con gravi ripercussioni anche sulle esportazioni verso i mercati esteri.Italia-vista-dall'alto

La FAPIB ha cercato di farsi promotrice di proposte e ha più volte chiesto in maniera formale ed ufficiale un incontro con i rappresentanti dei Ministeri dello Sviluppo Economico e con il Ministero della Salute, ma non è stata mai data risposta alcuna alle richieste di incontro, intese a meglio esplicitare la posizione FAPIB e le relative proposte dirette a rilanciare il settore dell’estetica professionale con l’introduzione di nuove tecnologie e con indicazioni sul come rivedere le schede tecniche allegate al Decreto. Tutto questo ci ha molto stupito e preoccupato. Riteniamo che il messaggio “l’Italia cambia verso” caro al nostro illustre Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, insieme all’oramai famoso termine di “rottamazione”, intendiamoci non riferito alle persone ma ad alcuni processi troppo vecchi e sorpassati, avessero fatto breccia e guida negli organismi Ministeriali. Tutto questo vorremo vederlo tradotto in pratica su argomenti concreti ed attuali che sono vitali per un settore in sofferenza ma che rappresenta un numero di 100.000 addetti tra aziende produttrici e professionisti dell’estetica (a cui ovviamente fanno riferimento anche le relative famiglie).

Per FAPIB esistono solo i canali ufficiali e quindi si continuerà a chiedere di essere ascoltati, per poter illustrare le idee e le proposte in maniera fattiva e proattiva. Qualcuno ha suggerito di usare i social networks per comunicare in tal senso rendendo le informazioni virali, ma pur essendo abbastanza avvezzi alle nuove tecnologie, siamo ancora dell’opinione che per approfondire argomenti e trovare soluzioni non siano lo strumento ideale. I metodi tradizionali e le discussioni franche vis à vis sono da preferirsi.         Sarà impegno di FAPIB proseguire il racconto dell’evoluzione delle azioni e dei risultati dell’associazione che si spera di raggiungere in tempi ragionevolmente brevi.

Franco Bernardo Cerisola
Ligure, ingegnere meccanico, laureato nel ’72, ha fatto numerose esperienze in aziende multinazionali quali Philips, 3M, Snia Viscosa in qualità di manager nel comparto della produzione e della gestione. Per 3M, settore medicale, è stato 2 anni negli Stati Uniti, occupandosi di trasferimenti e integrazioni di tecnologie tra Usa, Italia, Giappone. Tornato in Italia lavora in Amplifon e poi come direttore di stabilimento di una società americana con sede a Reggio Emilia. Nel 2003 approda al mondo dell’estetica, assumendo il ruolo di responsabile delle attività industriali per lo sviluppo di cosmetici e apparecchiature, della produzione e della qualità di GTS, riconfermato successivamente anche dalla nuova proprietà l’Alfaparf. Diventa consulente tecnico di Confartigianato, sedendo al tavolo tecnico del Ministero, istituito dopo il decreto del 2011, e oggi è un apprezzato consulente di Alfaparf.

www.fapib.it