La Divina Cosmesi

24 giugno 2018

Quale migliore descrizione se non quella di pubblicare il paragrafo introduttivo di un libro che è ormai considerato un classico della letteratura dermo-cosmetologicaestetica? ‘’Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in un’etichetta oscura che la diritta formula era smarrita…’’

Spiegare il cosmetico è la prima cosa che può fare un cosmetologo che sta scrivendo un libro su bellezza e trattamenti estetici, ma in questa selva oscura, prima di ogni digressione in ambito cosmetologico, l’autore vi accompagna fuori dall’oblio, per ritrovare quella luce interiore che traspare da una bellezza unica e non stereotipata la quale ha nel cosmetico un piccolo, semplice strumento per esaltarla.

Strumento praticamente inutile, se non accompagnato da un percorso autonomo, trascendente e meraviglioso verso la bellezza autentica. Un percorso irto di ostacoli, come quello che il salmone, spinto da un irrefrenabile istinto, affronta per risalire i fiumi controcorrente, mentre noi umani dobbiamo raggiungere la zona più profonda dell’anima, dove sono scritti i codici segreti della nostra bellezza.

Soltanto dopo questo viaggio interiore diventa importante selezionare gli ingredienti cosmetici più potenti ed efficaci al fine di rendere la pelle bella e mantenerla giovane e luminosa.

Ma come selezionare i prodotti migliori?…

Qui il discorso si complica perché , affidandoci unicamente ai messaggi pubblicitari, dovremmo essere tutti belli come degli Dei Greci, scolpiti nel marmo bianco. Ma dal 1997, per legge, i cosmetici devono riportare tutti gli ingredienti in ordine decrescente, descritti con un particolare linguaggio tecnico definito I.N.C.I. (International Nomenclature Cosmetics Ingredients).

Questa sorta di dizionario cosmetico, obbligatorio in tutta Europa (ma presente in quasi tutti i paesi del mondo), prevede l’uso di due lingue: l’inglese per gli ingredienti sintetici ed il latino per quelli naturali e botanici. Così possiamo essere aiutati per capire meglio le funzioni del cosmetico.

Di conseguenza una buona crema nutriente e protettiva potrebbe riportare in prima posizione AQUA… (e fin qui ci siamo), poi l’enigmatico ma efficace BUTYROSPERMUM PARKJJ, che è il naturale burro di karité (dalle virtù protettive e nutrienti) e ancora Calendula Officinalis (lenitiva)…Persea Gratissima (protettiva), Dimethicon, Cetyl Alchol e così via.

Tutto ciò vale per migliaia di ingredienti per cui, quando leggerete Hidrogenated Castor Oil, si tratterà dell’“olio di ricino idrogenato” (che funge da lipo-gelificante e solubilizzante, scritto in inglese poiché trattato in laboratorio), mentre la versione naturale, RICINUS COMUNIS, la troverete soltanto quando il produttore utilizza l’ingrediente puro ed integrale, come in quasi tutti i rossetti, per dare luminosità oppure nei rinforzanti per le ciglia, al fine di proteggerle.

La decodificazione di tutti gli ingredienti, inoltre, aiuterà a capire anche quei chilometrici paroloni posti alla fine della lista in etichetta (definiti additivi) i quali, essendo scritti in fondo, rappresentano sì una minima parte del prodotto, ma comunque sono essenziali per conservare il cosmetico, tipo Metil-Cloro-Isotiazolinone, o Imidazolidinyl Urea, o a renderlo più spalmabile, come il Dimethicon
che, in effetti, potrebbero intimorire ogni consumatore.

Leggendo la “Divina Cosmesi” non li imparerete tutti (chi però fosse interessato può procurarsi il “tomo” Cosmetologia”, scritto da Umberto Borellini, dove sono proprio indicati quasi tutti), ma conoscerete quelli più importanti e soprattutto come funzionano, come interagiscono con la nostra pelle e che significato biochimico hanno. Un libro dove si parla di bellezza interiore e di bellezza superficiale, perchè sono importanti entrambe.

a cura di Marina Beatrice Lombardi

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