La cosmesi bio.psicosomatica

22 settembre 2014

Inauguriamo una nuova rubrica dedicata alla naturopatia, a curarla è Alessandro Gornati, con un’esperienza più che ventennale nel settore estetico e naturale, in questo articolo di esordio, ci parla della bio.psicosomatica: per comprendere la complessità della cliente, l’Estetista deve avere una visione olistica della realtà, interconnessa al benessere fisico, mentale e sociale.

Avrete sicuramente sentito parlare di psicosomatica, magari un po’ meno di cosmesi bio.psicosomatica, anche perché si tratta di un termine da me coniato per esprimere un modo nuovo di intendere la cosmesi professionale e l’estetica nel suo complesso. Infatti, il concetto di bio.psicosomatica racchiude nella sua etimologia il percorso formativo ed esperienziale che ha caratterizzato la mia vita, piena di gioie e ahimè anche di dolori. Pur essendomi diplomato geometra, la mia attività nei laboratori cosmetici di famiglia mi ha spinto dapprima a frequentare la facoltà di farmacia di Milano, un master in Programmazione Neuro Linguistica, poi a diplomarmi Naturopata all’istituto Riza Psicomatica ed in ultimo laurearmi in scienza della comunicazione e marketing all’Università di Reggio Emilia. Ci si potrebbe chiedere: “ma cosa centrano l’uno con gli altri titoli che ho conseguito”? Apparentemente poco, ma in realtà, si sono perfettamente integrati, proprio come la bioenergia si integra con il soma, il soma con la psiche, il cosmetico con il rilassamento e l’olismo con il marketing e la mission di un’azienda. Nulla a questo mondo può essere analizzato indipendentemente da ciò che lo circonda, come il batter d’ali di una farfalla in Australia influisce sulla condizione meteorologica in Italia, tanto quanto le emozioni determinano l’aspetto fisico e la salute del nostro corpo. Pensiero, energia e materia sono espressione della stessa realtà fenomenica che noi esperiamo attraverso in canali sensoriali: la vista, l’udito, il gusto, il tatto e l’olfatto. Considerare l’essere umano come semplice struttura corporea materica, costituita di soli tessuti, organi e scheletro è indubbiamente riduttivo perché non ci consente di coinvolgere nell’interpretazione le sfere delle emozioni, dei pensieri, dello spirito e delle bio.energie (il Qi o Prana). Ho accennato all’interpretazione; ma di cosa? Non ce ne accorgiamo ma tutti noi passiamo la vita ad interpretare i segnali che percepiamo dal mondo esterno e a darne un significato. La nostra mente riceve segnali luminosi che vengono utilizzati per definire la formazione di un’immagine, segnali acustici utilizzati per interpretare una lingua o una canzone, segnali tattili per comprendere la natura del materiale che stiamo toccando e lo stesso vale anche con il gusto e l’olfatto.

Non è forse il primario compito dell’estetista interpretare le esigenze della cliente e definire dapprima la natura dell’inestetismo e successivamente della “cura” da proporre? L’interpretazione da parte di una professionista della bellezza realizzata senza considerare la complessità emotiva della cliente e quindi senza una visione olistica risulta parziale e meno efficace rispetto all’impiego delle conoscenze e i concetti di estetica bio.psicosomatica. La visione olistica della realtà (olistica dalla parola greca olos che significa globale, interconnesso) sta quindi alla base del metodo bio.psicosomatico ed è una concezione che mi segue fin dai primi anni ’90, quando parlare di cromoterapia era ancora considerato radicale estremismo. Ma cos’è l’olismo? Dalla radice del termine, può sembrare qualcosa affine al trattamento con oli, in realtà l’olismo riguarda l’applicazione di tecniche terapeutiche e benessere che si rifanno alla manifestazione del sintomo o dell’inestetismo come espressione di un disagio emotivo ed energetico. Facciamo un esempio: la cellulite può essere considerata solamente come la manifestazione di un’infiammazione del derma con eccessiva essudazione vasale e ristagno di liquido nel tessuto connettivo, oppure “olisticamente”, l’espressione di un’insicurezza (paura, ansia, preoccupazione) cronica che interferisce con il flusso bioenergetico del Qi del rene (elemento acqua in MTC), il quale rallenta il drenaggio dei liquidi condizionando il sistema linfatico e venoso. La “paura” frena il flusso naturale dell’acqua che stagnando provoca inizialmente gonfiore ed in seguito, l’infiammazione.

Un’estetista consapevole, profonda conoscitrice della bio.psicosomatica saprà che l’olio essenziale di ginepro, applicato sulle parti congestionate agirà come potente drenante, applicato sui punti riflessi dell’elemento acqua stimolerà il flusso del Qi favorendo l’eliminazione delle tossine e che applicato come aroma a livello del naso aiuterà ad alleviare lo stato d’ansia della cliente, equilibrando così il metabolismo corporeo. Meno paura, più coraggio e autostima per stimolare il deflusso dei liquidi. Nel prossimo articolo vi parlerò degli strumenti olistici: gli aromi, gli oli essenziali, perché non puri (pericolosità del loro utilizzo puro), le attività fisiche, energetiche e psichiche; i colori, le luci colorate, le tecniche vibrazionali, le pietre; i suoni, le musiche; la tattilità, le manovre sono parole per l’anima.

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