La cellulite

20 agosto 2015

cellulite2a cura di Rosanna Bassi

Si chiama “pannicolopatia edematofibrosclerotica”, è la cellulite che colpisce circa il 90% delle donne in età fertile. Una degenerazione della microcircolazione del tessuto adiposo, che interessa l’ipoderma, con l’alterazione delle sue più importanti attività metaboliche. L’ipoderma è lo strato più profondo della cute, un tessuto attivo, che si trova al di sotto del derma, di natura prevalentemente adiposa, riccamente innervato e vascolarizzato, svolge due importanti funzioni – la lipolisi e la liposintesi – agendo da cuscinetto, da isolante e da riserva di calorie. Questo tessuto è, infatti, il principale deposito di energia dell’organismo, contribuisce alla termoregolazione, ostacolando la dispersione di calore dal corpo e generandolo attraverso l’ossidazione dei trigliceridi, fornisce protezione meccanica contro i traumi, modella la silhouette e influenza il metabolismo corporeo tramite il rilascio di sostanze ormonosimili.

cellulite1Il tessuto adiposo deve essere in grado di soddisfare le richieste dell’organismo ed è quindi fondamentale conservare una buona microcircolazione della massa adiposa e una corretta distribuzione delle molecole di grasso. L’alterazione di questo stato, determina la compromissione anatomica e funzionale dell’unità vascolare del tessuto con problemi a carico dell’ipoderma e del derma. L’ipertrofia, è la conseguenza macroscopica di questa alterazione, si tratta di una modificazione della forma e del volume delle cellule adipose, con rotture e lacerazioni della membrana citoplasmatica che le ricopre e fuoriuscita nei tessuti dei trigliceridi, cioè il grasso propriamente detto. Si verificano anche l’alterazione dell’equilibrio del sistema venoso e linfatico con un rallentamento del flusso sanguigno e la ritenzione dei liquidi, oltre a fenomeni involutivi, ovvero processi reattivi del tessuto reticolare intorno agli adipociti con interessamento delle fibre di Collagene, determinati dalla trasformazione della struttura del tessuto adiposo. La cellulite, spesso di carattere familiare, si manifesta tanto nelle donne obese, quanto in quelle normolinee o magre colpendo principalmente cosce, glutei, ginocchia, caviglie, addome e arti superiori. Compare generalmente dopo la pubertà con accentuazione e recrudescenza durante la gravidanza e la menopausa. Colpisce anche i soggetti di sesso maschile che normalmente presentano adipe localizzata soprattutto nella zona addominale, la cosiddetta “pancetta”.

I tre stadi della cellulite

La degenerazione del tessuto adiposo, ovvero l’aumento di volume delle cellule adipose, della ritenzione idrica e della stasi di liquido negli spazi intercellulari, influendo negativamente sulla libera circolazione della linfa, danno origine alla cellulite. La pelle “cellulitica” si presenta inizialmente più opaca, con tonalità spesso cianotica e anche leggermente più fredda. Alla palpazione, tra le dita compare la caratteristica “buccia d’arancia” e nei casi più accentuati il tessuto presenta piccoli noduli fibrosi profondi e sempre più dolenti alla compressione. L’avanzare del processo porta, inoltre, alla comparsa di ondulazioni e avvallamenti, che rivelano la forte perdita di tono e di elasticità della pelle. I tre stadi della cellulite sono:

  • La fase edematosa: le cellule e i capillari, compensano la ridotta disponibilità di ossigeno aumentando in modo abnorme la permeabilità della propria membrana, che diventa così più sottile e più fragile. A causa di piccolissimi traumi questa si può rompere, provocando la fuoriuscita di grasso che va a infiltrarsi in aree sempre più estese del lobulo adiposo, dando origine al fenomeno della cellulite. In questo caso la cellulite si avverte solo al tatto con gonfiori o edemi localizzati principalmente intorno alle caviglie, ai polpacci, alle cosce e alle braccia.
  • La fase fibrosa: questa condizione interessa il tessuto adiposo. Infatti, a causa dei liquidi penetrati nei tessuti, le cellule adipose si distanziano l’una dall’altra e non riescono più a svolgere le proprie funzioni metaboliche. Le fibre elastiche, che rendono la pelle morbida e tesa, vengono compresse dalle cellule adipose; le fibre di Collagene, che svolgono una funzione di sostegno, degenerano e i capillari si alterano. Si formano pertanto dei piccoli noduli e l’epidermide assume il noto aspetto “a buccia d’arancia”.
  • La fase sclerotica: è caratterizzato dalla formazione di noduli che diventano sempre più grandi e dolenti al tatto, la superficie cutanea assume il tipico aspetto “a materasso” con avvallamenti e macchie di colore. Nei casi in cui la situazione peggiori ulteriormente, si può arrivare al quarto stadio con gravi segni di insufficienza circolatoria.

Come arginare il fenomeno della cellulite

celluliteI più classici dei trattamenti per ridurre gli inestetismi della cellulite e intervenire sulle adiposità localizzate, sono i massaggi manuali o quelli meccanici, questi ultimi svolti con le differenti tecnologie di cui sono dotate le più innovative apparecchiature. I massaggi hanno la prerogativa di stimolare la circolazione sanguigna distrettuale, migliorando il trofismo cutaneo, favorendo l’ossigenazione cellulare e promuovendo il drenaggio. Le creme, spesso utilizzate in abbinamento ai trattamenti manuali o con le apparecchiature, aiutano a migliorare il microcircolo, inducendo la vasocostrizione o vasodilatazione per rendere la muscolatura e le pareti dei capillari più toniche, hanno effetto levigante ed esfoliante oltre che antiossidante e idratante. Anche i fanghi, ottenuti incorporando acqua termale in una componente argillosa impreziosita di essenze, oligoelementi, alghe o plancton, sono particolarmente efficaci per combattere la pelle a buccia d’arancia, poiché migliorano la microcircolazione locale, assorbono le tossine in eccesso, aumentano la temperatura corporea favorendo la sudorazione, rendendo la pelle più liscia, tonica ed elastica. Non ultima l’attività fisica, molto importante per rendere i muscoli tonici e per ottenere quell’effetto di stiramento della pelle, attenuando i tipici segni superficiali della cellulite. Un altro fattore fondamentale è un regime alimentare equilibrato, consigliato da un nutrizionista sulla base di un’accurata anamnesi e opportuni esami del sangue.

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