La beauty routine anti age

La beauty routine anti age

Di Umberto Borellini

Per tenere sempre alta l’asticella della professionalità e per differenziarsi nettamente dalle altre figure che ruotano intorno all’universo cosmetico, è importante entrare nei dettagli della fisiologia e anatomia cutanee per poter essere esaustivi e convincenti. Ecco perché, anche nel panorama degli anti age, è importante offrire il consiglio migliore. Il più scientifico.

Nel crono e foto aging entrano in gioco termini che influenzano molto la salute dei tessuti, come la glicazione che è un processo che, soprattutto dopo i 30 anni, provoca l’indurimento delle fibre elastiche e collageniche del derma, poiché comporta un’interazione negativa tra zuccheri e proteine cutanee (Collagene e Elastina). Cosi’ come il foto invecchiamento che, attraverso l’azione perturbante dei raggi UV, in particolare gli UVA, porta a modificazioni irreversibili delle strutture dermiche,in particolare sulle zone fotoesposte.
Nell’invecchiamento cutaneo, inoltre, perdiamo ogni 10 anni circa il 7% del tessuto dermico e la proliferazione cellulare inizia a rallentare inesorabilmente, mentre le fibre elastiche cominciano a degenerare a causa della cosiddetta elastosi. Di conseguenza, tutti gli studi si stanno concentrando sulla molteplicità di questi fattori legati all’invecchiamento cutaneo, e a tale proposito, è nato il concetto di esposoma, ovvero l’insieme di fattori esterni e metabolici che possono influenzare negativamente e danneggiare tutti I tessuti e gli organi.

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Esposoma dove vengono anche considerate alcune radiazioni legate alla rivoluzione digitale, che ha coinvolto milioni di persone, soprattutto con l’avvento degli ”smartphone” che sono in grado di produrre, come pure gli schermi degli altri devices, una particolare “luce blu” o più tecnicamente una HEV, acronimo di High Energy Visible, che possiede una lunghezza d’onda notevole che può raggiungere le fibre del derma e, quindi, amplificare i danni già provocati da UVB,UVA e IR.

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E poi la pollution, ovvero l’inquinamento che con polveri sottili e malefici particolati, finiscono per depositarsi anche sulla pelle; l’inquinamento favorisce la comparsa delle rughe, perché fa aumentare i radicali liberi in circolazione, accelerando i processi di invecchiamento cutaneo. Non solo: lo smog, che è un cocktail di polveri, gas di scarico delle automobili ed esalazioni delle industrie o del riscaldamento degli edifici, è in grado di ridurre la luminosità della pelle. Ciò accade poiché le dimensioni del cosiddetto particolato sono nanometriche e gli consentono di penetrare nell’epidermide. Una volta che vengono raggiunte le membrane cellulari, ci si deve preoccupare di difendere il bene più prezioso della cellula, il suo DNA.
CONSIGLI In primis è importante detergere la pelle dalle impurità, soprattutto alla sera, poi una volta pulita , occorre contrastare l’azione dei radicali liberi con il giusto pool di attivi antiossidanti: il Tocoferolo, ad esempio, che protegge i telomeri del DNA, il Resveratrolo, gli enzimi come Q10 e SOD (superossido dismutasi), senza dimenticare la Vitamina A e la Niacinammide, da soli o associati ad altri elementi, come la Vitamina C, aiutano la pelle ad autoripararsi e a ritrovare luminosità. Le creme notte, ricche di alghe detossinanti, oligopeptidi, acidi fruttati e oli sebo-simili, completano la routine serale, dando alla cute il giusto comfort.

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